L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 5 giugno 2022

Il NUOVO NAZISMO ci regala acido nitrico a go go

I fumi di Kiev



Abbiamo sentito negli ultimi due mesi numerosi moniti di Washington a Mosca di non usare armi chimiche, il che francamente supera ogni record di ipocrisia visto che sono proprio gli Usa gli unici non aver mai distrutto i propri arsenali chimici pur avendo votato per la loro messa al bando. Ma adesso è proprio lo psico regime di Kiev, aizzato dagli infermieri della Nato a manomettere l’ambiente e l’atmosfera nel tentativo di rallentare l’avanzata russa. Il primo giugno scorso le unità in ritirata delle truppe ucraine hanno fatto saltare in aria un carro armato riempito con acido nitrico sull’area dell’impresa chimica Azot a Severodonetsk per fermare l’avanzata delle unità delle forze armate russe e della repubblica di Donestk: dopo l’esplosione, una nuvola arancione velenosa (quella mostrata nella foto) si è alzata ad un’altezza di circa 1 km muovendosi verso gli insediamenti di Kremennaya e Rubizhnoye con enormi pericoli per i civili, cosa però che ai reparti nazisti ancora incistati nell’esercito non interessa affatto, anzi li esalta ancora di più facendo provare loro l’emozione del crepuscolo dei dei. Infatti adesso gli ucraini ci vogliono riprovare utilizzando però non un solo carro armato, ma parecchi (gentilmente forniti da noi) imbottiti di acido nitrico in maniera da creare un’intera area di contaminazione chimica per tentare di ritardare ritardare l’offensiva russa. Naturalmente è chiaro che si cerca la strage fra i civili, anche se questo non può avere alcun significativo effetto sul conflitto.

Ma evidentemente la situazione è tale che ormai fare terra bruciata pare l’unica strategia possibile per arginare i russi e “punire” in qualche modo una popolazione riottosa ( siamo nel Donbass): gli spin doctor dell’occidente ormai marcio hanno consigliato ai banderisti di non esporre simboli riconducibili al nazismo, ma evidentemente non di cambiare metodi. Del resto serve solo cambiare look, ma la sostanza può rimanere la stessa perché tanto la narrazione in punta di menzogna stravolge ogni cosa.

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