L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 25 giugno 2022

Il NUOVO NAZISMO rispolvera vecchi splendori, ha dato ordine di bruciare i libri e gli oligarchi di Euroimbecilandia continuano a fornire a costoro armi armi armi

EUROPA, RUSSIA, UCRAINA
Europa da denazificare



Date: 24 Giugno 2022Author: ilsimplicissimus

Il sistema neo liberista e neo feudale degli Usa sa di non poter esistere nella sua forma di consumatore compulsivo di beni in cambio di carta il cui unico valore è dato dal ricatto finanziario. se non possiede il totale controllo del resto del mondo. Allo stesso modo Russia e Cina sanno di non poter vivere in pace ed espandersi finché esisteranno gli Usa e l’anglosfera, nella loro forma attuale. E’ per questo che la campagna di Ucraina inizialmente impostata come difesa delle terre russofone sotto il tacco di Kiev, dopo il folle invio di armi da parte dell’occidente si è trasformata nell’intenzione di denazificare l’intera Ucraina. Ma dopo che sono state poste sanzioni ancora più dure, dopo si è attaccato tutto ciò che è russo in quanto tale, che si è stabilita la censura informativa, che si mettono in carcere i dissidenti, che si tenta di strangolare l’enclave di Kalinigrad, Mosca ha compreso di aver sottovalutato la realtà, che si tratta di denazificare tutta l’Europa: sotto il velo di retorica democratica si nascondono infatti propositi oligarchici e liberticidi, si cela un razzismo dissimulato dietro le forma del politicamente corretto, ma pronto ad esplodere alla prima occasione e soprattutto si rivela una totale mancanza di reale sovranità. L’anglosfera dopo la seconda guerra mondiale ha semplicemente congelato gli istinti nazisti che allignavano nel continente per tirarli fuori al momento opportuno e spesso sotto forma di antifascismo che è stato un capolavoro assoluto. In ogni caso la Russia non può convivere con un’Europa che non mostra la minima voglia di autonomia ed è solo una domestica a ore degli Usa. Quindi dovrà necessariamente dare una durissima lezioni alla servitù di Washington per svegliarla dall’ipnosi in cui è caduta e scompaginarla.

Oltre alla continuazione della campagna militare, cosa di cui ormai l’Europa ha preso atto, la Russia comincerà a far mancare non solo le materie prime energetiche, già rifiutate in modo suicida dall’Europa ( non dalla Gran Bretagna che anzi ha concesso a Gazprom l’apertura di una filiale bancaria attraverso cui pagare il gas) ma anche quelle necessarie all’industria europea per poter produrre qualcosa a prezzo accettabile: a quel punto o il regime di Bruxelles e quelli nazionali costruiti a sua immagine e somiglianza verranno rovesciati dalla popolazione, oppure il continente entrerà in una crisi tale che lo ridurrà assai peggio dell’Ucraina, ma senza avere il fegato degli ucraini e comunque voglio proprio vedere chi può avere il coraggio di battersi per una merda simile. Il fatto che ormai si sia entrati in una fase di consapevolezza storica del significato del conflitto lo dimostra l’immagine posta in apertura che è ormai è un manifesto comune in Russia e fa un preciso collegamento tra la guerra di liberazione dal nazismo e l’operazione inizialmente pensata per liberare il Donbass e poi diventata vitale per la sopravvivenza della Russia stessa , ma sempre più spesso i dirigenti di Mosca come per esempio Medvedev alludono alla scadenza storica di costrutti come la Ue. E’ accaduto che l’Occidente ha dichiarato una guerra totale alla Russia, pensando che questa si sarebbe in qualche modo tirata indietro, invece Mosca ha accettato la sfida e adesso che l’orso è fuori dalla caverna molti si accorgono che non bastano le urla per far indietreggiare. Alzano la voce come quel perfetto idiota del cancelliere Scholz, non comprendendo che ormai il danno è fatto e qualsiasi escalation parolaia non è altro che una palese farsa buona per i giornali occidentali, ma che suscita ilarità e pena nel resto del mondo. Anche perché è comicamente irresistibile la decisione dell’amministrazione Usa di esportare meno petrolio per stabilizzare i prezzi interni: del resto non ha alcun bisogno di apparire coerente con le pezze da piedi degli europei i cui milieu politici accettano qualsiasi cosa in cambio di soldi e di prebende.

Difficile prevedere cosa accadrà nel prossimo futuro, ma è certo che un’operazione iniziata con precisi limiti e intenzioni si è già trasformata in un capitolo della terza guerra mondiale per il futuro ordine internazionale e già ci sono stati enormi cambiamenti non solo in Russia, ma anche i Africa e in America latina, mentre la Cina sembra starsene di disparte per terminare la sua fase accelerata di riarmo e attingere la parità nucleare con gli Usa. Ma comunque vada l’Europa ha già perso tutta la sua posta per aiutare il baro di Washington. Retta da gente che non è nemmeno all'altezza della cronaca non ha sentito il rumore degli stivali della storia che si muovevano nella sua direzione. Merita di essere associata al destino del tragicomico Zelensky che proprio l’altro ieri ha ordinato di bruciare 100 milioni di copie di libri russi. Cosa che volete sia in Paesi dove ormai nessuno legge più libri e semmai compra pessimi libri. Il fuoco è completamente superfluo, anche ammettendo di aver qualcosa con cui accenderlo.

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