L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 giugno 2022

Il VOSTRO Mario Draghi è incapace di giocare su una vera scacchiera, la VOSTRA narrazione non regge con gli interessi reali

Mosca stringe i rubinetti del gas: la sua pazienza è esaurita



Il flusso di gas dalla Russia si è ridotto da oggi del 65 per cento ufficialmente a causa della necessità di revisione delle apparecchiature di pompaggio resa più lunga e complicata dalle sanzioni occidentali per cui la Siemens non riesce a far rettificare in tempi decenti le turbine in Canada. Già l’arrivo di gas era diminuito dopo che l’Ucraina aveva interrotto il mese scorso i flussi dalla Russia all’Europa in uno dei due punti di transito e adesso almeno sino alla fine di settembre il Nord stream funzionerà a mezzo servizio anzi a un terzo delle capacità e dunque non c’è da stupirsi se il prezzo del gas sia aumentato del 13 per cento e continuerà ad aumentare in questi mesi. Naturalmente per gli europei la colpa di tutto questo va attribuita a Putin ed è questa la prova dell’infantilismo demente dell’élite europea. Supponiamo per un attimo che effettivamente Mosca abbia finalmente deciso di chiudere del tutto i rubinetti del gas, non vedo cosa ci sarebbe di strano visto che: 
  1. l’ Europa ha asserito di non volere più il gas russo e di cercare altre fonti il che ha fatto balzare i prezzi alle stelle.
  2. Ha detto (per poi rimangiarsi la parola) di non voler pagare il gas in rubli dopo aver letteralmente rubato i fondi russi denominati in dollari ed euro e dunque esponendo ogni pagamento del gas in queste valute ad eventuali sequestri e furti;
  3. di rifiutare il petrolio russo;
  4. ha imposto sanzioni mai viste nella storia nel tentativo di far crollare l’economia russa;
  5. di rifornire di armi i nazisti ucraini provocando così la morte e il ferimento di soldati russi.
Chiudere i rubinetti sarebbe proprio il minimo sindacale e se debbo essere sincero fossi stato in Putin avrei fin dal primo momento interrotto qualsiasi fornitura energetica, mineraria o agricola verso l’Europa e avrei minacciato una ritorsione nucleare se l’Ue o singoli Paesi se avessero inviato in Ucraina anche un solo pallino per fucili ad aria compressa. E’ così che vanno trattate élite stupide, indegne, vendute e vigliacche le quali ritengono di poter fare ciò che vogliono senza pagare pegno ( assieme purtroppo a cittadinanze lobotomizzate dai media) ed è così che sarebbero state trattate se non fosse che Putin cerca di non recidere del tutto il legame con l’Europa per non essere poi troppo dipendente dalla Cina. Ma ora si sono superati i limiti. Si, finora la Russia ha resistito ad ogni tipo di attacchi e senza alcuna vera forma di ritorsione, ma dobbiamo presumere che l’improvvisa riduzione del 65% dei flussi di gas verso la Germania abbia lo scopo di inviare un messaggio all’Ue e particolarmente alla Germania, ovvero che la pazienza si è esaurita ed è tempo di scegliere se fare i barboncini di Washington, tenere bordone a un’amministrazione americana fallimentare e portare a termine il suicidio economico oppure rinsavire e rendersi contro che senza la Russia il nostro continente non va da nessuna parte perché le sue manifatture, ovvero la sua fonte di ricchezza, non possono pensare di sopravvivere con prezzi dell’energia superiori a quelli dei concorrenti. Come sta scoprendo la Ue e la Germania in primis , non esiste un valido sostituto degli idrocarburi russi che sia prontamente disponibile o che abbia la qualità e le caratteristiche necessarie per gli impianti europei o che abbia lo stesso prezzo. In altre parole, gli Stati Uniti hanno portato l’Europa a credere che si possa facilmente passare ad altri fornitori; un compito abbastanza facile visto che gran parte del milieu politico europeo è passato al vaglio di qualche istituzione dell’anglosfera e dell’alta finanza per ricevere il bollino blu. Che in poche parole significa, è un cretino, ma è il nostro cretino e dunque per noi è il massimo dell’intelligenza.

Per questo invece di rinsavire a Bruxelles, anche di fronte al palese fallimento delle sanzioni e della guerra, si stanno facendo piani per il razionamento dell’energia e la sua “concessione” attraverso meccanismi che implicano il green pass. Il che ci fa comprendere come non siano affatto di fronte a una crisi energetica, ma a una crisi politica in un cui si stanno facendo scelte stupide per eseguire gli ordini di poteri neocon convinti di poter riportare l’orologio indietro al periodo del primato globale americano. Non siamo vittime della Russia, siamo vittime di padroni che ormai hanno perso la testa e sono disposti a qualunque sacrificio altrui pur di prevalere. Decisamente ora non possiamo nemmeno attaccarci alla canna del gas, ma sarebbe anche l’ora di smettere di essere vittime delle sanguisughe.

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