L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 giugno 2022

Improbabile che la Trasnistria sia lasciata sola

ESERCITI DELLA GUERRA RUSSO-UCRAINA: LE FORZE ARMATE E DI SICUREZZA DELLA TRANSNISTRIA


(di Andrea Gaspardo)
15/06/22

A partire dal 24 febbraio 2022, gli occhi del mondo intero sono puntati sulla guerra che si sta consumando in Ucraina e che, per il momento, oppone il complesso delle Forze Armate e di Sicurezza della Repubblica d'Ucraina da un lato all'alleanza composta dalle Forze Armate della Federazione Russa e le Forze Unificate della Novorossiya (cioè l'esercito congiunto delle cosiddette Repubblica Popolare di Donetsk e Repubblica Popolare di Lugansk).

Il fatto di aver utilizzato la formula “per il momento” non è stato affatto una casualità dato che, sin dall'inizio dell'offensiva russa, numerosi analisti hanno continuato a monitorare, passo dopo passo, gli accadimenti che hanno interessato l'autoproclamato stato della Transnistria (o più formalmente: la “Repubblica Moldava di Pridnestrovia”).

Regione secessionista della Moldavia sfuggita al controllo delle autorità di Chișinău dopo una breve ma sanguinosa guerra nel 1992, la Transnistria è de facto da trent'anni uno stato a tutti gli effetti, anche se formalmente non riconosciuto internazionalmente da alcun membro delle Nazioni Unite. Nonostante questo, è pur essendo sconosciuta ai più, la Trasnistria ha sempre giocato, sin dalla sua fondazione, un ruolo importantissimo nelle strategie di Mosca come strumento di pressione nei confronti della Moldavia al fine di evitare che l'ex-repubblica sovietica si avvicinasse troppo all'Occidente con il rischio di sfuggire all'orbita geopolitica del Cremlino.

Dal 2014, considerando gli eventi che hanno caratterizzato la confinante Ucraina, la Transnistria ha visto da un lato accresciuta la sua importanza geopolitica nelle strategie della Russia, e dall'altro un deterioramento della sua postura di sicurezza internazionale dato che l'enclave russofona è venuta a trovarsi tra due stati potenzialmente ostili. Se infatti la politica estera di Kiev nei confronti della Transnistria era impostata, tra il 1992 ed il 2014, ad una sorta di “benevolente neutralità”, quando non di una vera e propria “collaborazione di fatto”, a partire dagli eventi di Euromaidan tale stato di cose ha lasciato il posto ad una crescente ostilità, direttamente proporzionale al miglioramento delle relazioni tra Kiev e Chișinău, entrambe ora guidate da governi proiettati verso l'Unione Europea e la NATO.


Alla luce di questi fatti, oltre agli altri eventi di non chiara origine che si sono susseguiti nel territorio controllato dalle autorità di Tiraspol (la capitale della Trasnistria) a partire dall'inizio dell'invasione russa in grande stile del territorio ucraino, è opinione di molti, tra i quali l'autore della presente analisi, che il coinvolgimento della Transnistria nella presente Guerra d'Ucraina sia solo una questione di tempo. Ecco perché si rende necessario uno studio relativo alle Forze Armate e di Sicurezza di questo paese ed al ruolo che potranno occupare quando il clangore della guerra risuonerà anche su quelle lande.

Incominciamo dicendo che la Transnistria è uno stato caratterizzato da una popolazione che, secondo le cifre ufficiali del governo locale si aggira sui 465.000 abitanti ma che secondo il governo moldavo sarebbero in realtà molti di meno (attorno ai 347.000). È importante notare che esiste una importante diaspora transnistriana, residente soprattutto in Russia, che mantiene forti legami con la madrepatria e uomini di origine transnistriana hanno militato e continuano a militare nelle Forze Armate della Federazione Russa e, visionando diversi filmati relativi ai soldati ed ai volontari russi impegnati nell'attuale conflitto ucraino, mi è stato possibile individuare elementi originari proprio dell'autoproclamata repubblica.

Le Forze Armate della Transnistria si compongono di un nucleo permanente che oscilla tra i 5.500 ed i 7.500 uomini (sia professionisti che coscritti) rincalzati da una riserva di pronto impiego di 20.000 riservisti. Dato che, all'inizio del conflitto le autorità di Tiraspol, al pari di quelle dell'Ucraina, della Moldavia e delle cosiddette Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk hanno vietato a tutti gli uomini di età compresa tra i 18 ed i 60 anni di lasciare il territorio del paese, è possibile che, in caso di mobilitazione generale, i transnistriani possano richiamare sotto le armi una forza di 70-100.000 uomini.

La Transnistria è un paese senza sbocco al mare quindi non possiede una marina. Possiede invece degli asset aerei ma non sono organizzati in una aeronautica separata da tutto il resto. L'unica componente ufficiale è costituita pertanto dall'esercito regolare che controlla anche tutta una serie di “unità specializzate”.


Le principali unità di manovra dei transnistriani sono quattro brigate di fucilieri motorizzati acquartierate in aree diverse del paese. La 3a brigata dei Fucilieri Motorizzati è di stanza a Rîbnița, nella parte settentrionale del paese, e ha il compito di proteggere i rioni di Camenca e Rîbnița. Quest'ultimo in particolare ha valenza strategica per il paese perché sede delle principali attività economiche, tra le quali merita di essere menzionato il kombinat per la produzione di acciaio che da solo fornisce tra il 40 ed il 50% del PIL transnistriano.

Nella parte centrale del paese ha invece sede la 4a brigata dei Fucilieri Motorizzati sulle cui spalle ricade invece la difesa dei rioni di Dubăsari e di Grigoriopol. È importante notare che a Dubăsari si trovano l'omonima diga e centrale idroelettrica che rappresentano i principali fornitori di energia elettrica sia per la Transnistria che per la Moldavia.

A sud, infine, avente come area di responsabilità il rione di Slobozia e la città di Bender vi è la 2a brigata dei Fucilieri Motorizzati, la quale può all'occorrenza essere rinforzata dalla 1a brigata dei Fucilieri Motorizzati delle Guardie di guarnigione nella capitale Tiraspol.

In caso di guerra le brigate sono organizzate per espandere la loro struttura accogliendo nuove compagnie di riservisti al fine di essere convertite in vere e proprie divisioni capaci di difendere in maniera autonoma le diverse aree del paese di loro competenza.

È importante notare che la geografia della Transnistria non agevola certo la difesa in profondità, essendo lo stato caratterizzato da una notevole lunghezza ma da una profondità assai ridotta. Ecco quindi che la strategia militare del paese deve basarsi alternativamente su un attacco preventivo oppure su una difesa centrata attorno a “nuclei circolari” indipendenti gli uni dagli altri ed in grado di assorbire in maniera autonoma un'ipotetica offensiva nemica che può tagliare il paese in due o più parti.

Oltre alle unità sopra menzionate, le Forze Armate comprendono anche un battaglione corazzato, un reggimento d'artiglieria, uno di artiglieria contraerea e un distaccamento aereo indipendente che controlla i pochi ma importanti asset sia ad ala fissa che ad ala rotante che i transnistriani mantengono (molto probabilmente grazie al sostegno logistico russo) e che sono costituiti da 2 Mi-2, 9 Mi-8T, 6 Mi-24 e diversi tra addestratori basici Yak-18 e Yak-52 ed aerei da trasporto An-2 e An-26.

La Transnistria mantiene un reggimento d'élite di paracadutisti che si addestrano ai lanci utilizzando gli An-2, gli An-26 e i Mi-8T ma che in caso di guerra verrebbero utilizzati come truppe di terra addizionali dato che lanci in piena regola in una situazione di combattimento diventerebbero quasi impossibili.


C'è anche un battaglione di forze speciali organizzato ed addestrato seguendo gli standard delle Spetsnaz russe.

Curiosamente (ed è un caso assolutamente unico nel panorama degli stati non riconosciuti a livello internazionale) le Forze Armate della Transnistria mantengono un reparto assai ben equipaggiato di “Truppe di Peacekeeping” (note con l'acronimo russo di MC: Mиротворческих Cил).

In caso di grave crisi e piena mobilitazione nazionale, oltre ai propri riservisti, le Forze Armate riceverebbero anche il sostegno delle truppe dell'MVD (Ministero degli Affari Interni) e quelle dell'MGB (Ministero per la Sicurezza dello Stato).

L'MVD controlla la polizia, che in Trasnistria seguendo la prassi esistente nella vecchia Unione Sovietica si chiama ancora “militsiya” ed è responsabile per il mantenimento della legge e dell'ordine.

Oltre ai “miliziani” ordinari, l'MVD ha sotto la propria responsabilità anche la brigata per Impieghi Speciali Dniestr (equivalente alle vecchie forze dell'Esercito dell'Interno dell'Unione Sovietica) e l'Unità Speciale di Reazione Rapida (SOBR) creata ad immagine e somiglianza della sua “unità sorella” russa.

L'MGB è invece l'erede della branca locale del vecchio KGB sovietico e, oltre a varie formazioni paramilitari, controlla anche le Guardie di Frontiera e la propria unità spetsnaz denominata “battaglione Indipendente per Operazioni Speciali Delta”.

Per quanto riguarda invece i mezzi militari a disposizione, le Forze Armate ufficialmente allineano una ventina di carri armati e quasi trecento altri veicoli corazzati di tutti i tipi, appoggiati da una robusta dotazione di artiglieria sia campale che contraerea.

È importante notare che, oltre alle Forze Armate e di Sicurezza, il territorio transnistriano è presidiato anche dal Gruppo Operativo di Forze Russe in Transnistria che ufficialmente dovrebbe contare tra i 1500 ed i 2500 uomini ma che secondo diverse indiscrezioni è stato rinforzato nei mesi precedenti l'attuale escalation della Guerra Russo-Ucraina fino a giungere a 12.000 uomini.


La missione delle truppe russe presenti sul territorio è di garantire lo status quo vigente tra Moldavia e Transnistria ed allo stesso tempo presidiare l'importante base di Cobasna, eredità del periodo sovietico, che ospita circa 22.000 tonnellate di munizioni di diverso tipo e ulteriori mezzi militari che, all'occorrenza, possono essere rapidamente mobilitati ed utilizzati sia dalle Forze Armate e di Sicurezza che dal Gruppo Operativo di Forze Russe garantendo ad entrambi una notevole autonomia in fatto di armamenti.

I mezzi più pesanti dei quali dispone la Transnistria sono i carri armati T-64BV, disponibili in circa una ventina di esemplari, veterani del conflitto del 1992 e da allora più volte aggiornati e concentrati in un unico battaglione corazzato. Secondo alcune indiscrezioni, vi sarebbe un ulteriore centinaio di T-64BV mantenuti in riserva e pronti a venire mobilitati in caso di grave crisi nazionale, ma le fonti non sono concordi da questo punto di vista.

Altri trecento mezzi corazzati di tutti i tipi costituiscono il nerbo della dotazione delle brigate di fucilieri motorizzati. Tali mezzi provengono dalle dotazioni della ex-14a armata sovietica e delle quali le forze transnistriane si impossessarono nel 1992.

Tra i mezzi che sono stati individuati nel corso del tempo si possono menzionare gli IFV BMP-1 e BMP-2, gli APC BTR-60, BTR-70 e MT-LB e le autoblindo BRDM-1 e BRDM-2. Al momento di prendere possesso degli arsenali della 14a armata sovietica, i transnistriani si sono impossessati anche di un gran numero di mezzi corazzati sviluppati in origine per adempiere a tutta una serie di missioni di responsabilità del genio militare come il mezzo corazzato posamine GMZ-3, il veicolo corazzato leggero multi-funzione GT-MU, il veicolo corazzato dedicato alla ricognizione fluviale IRM “Zhuk”, il mezzo corazzato per lo sminamento UR-77 o la versione veicolo comando dell'IFV BMP-1, denominata BMP-1KSh.

Avendo a disposizione un certo surplus di questi mezzi corazzati, i transnistriani hanno pensato bene di riadattarne una parte ad altri scopi sfruttando le competenze acquisite dalla loro piccola ma molto attiva industria della difesa in trent'anni di sperimentazioni. E così un certo numero di GMZ-3 sono stati convertiti in IFV, sotto la denominazione di BTRG-127 “Schmel”, dopo la rimozione di tutti gli equipaggiamenti di posa delle mine, la creazione di un vano capace di trasportare una squadra di 8-10 soldati equipaggiati e l'installazione di una mitragliatrice Afanasev A-12,7 da 12,7 mm.

Diversi veicoli GT-MU, già apprezzati anche per il loro ruolo di “trattori d'artiglieria” sono stati convertiti in veicoli caccia-carri mediante l'installazione di un cannone senza rinculo SPG-9.


Per quanto riguarda invece gli IRM “Zhuk”, oltre alle loro missioni tradizionali di ricognizione fluviale, sono stati adattati anche a missioni di comando e controllo data la loro notevole versatilità. Curioso anche il ruolo acquisito da un certo numero di MT-LB, riconvertiti a ruolo anti-elicotteri mediante l'installazione di una nuova torretta armata di due mitragliatrici binate.

Il settore però che ha beneficiato maggiormente dello sviluppo dell'industria della difesa trasnistriana è però stato quello dell'artiglieria. In questo campo infatti i transnistriani si affidavano ad una composita collezione di mortai sia leggeri che pesanti e pezzi di artiglieria campale trainata tra i quali meritano di essere menzionati i cannoni anticarro D-44 da 85 mm e MT-12 “Rapira” da 100 mm e persino gli antiaerei AZP S-60 da 57 mm e KS-19 da 100 mm riadattati al ruolo terrestre, rinforzata dalla presenza di alcuni cannoni semoventi 2S1 Gvozdika da 122 mm e 2S3 Akatsiya da 152,4 mm e da una ventina di lanciarazzi multipli BM-21 “Grad” dotati di 40 canne da 122 mm. Tale componente è stata rinforzata dai transnistriani mediante l'introduzione negli ultimi anni di due nuovi modelli di lanciarazzi multipli: il Pribor-1 ed il Pribor-2.

Entrato in servizio per primo, il Pribor-1 ricorda esteticamente il BM-21, ma è armato con 20 canne da 122 mm, la metà di quelle presenti sul “mezzo ispiratore”.

Il Pribor-2 invece si discosta dalle linee estetiche del predecessore ed è inoltre equipaggiato con una possente dotazione di 48 canne, sempre da 122 mm, puntate (e questo è un caso unico nel panorama mondiale dei lanciarazzi a canne multiple) in direzione opposta rispetto al senso di marcia.

Altre interessanti creazioni da parte dell'industria della difesa locale sono una serie di veicoli sviluppati per le forze speciali ed altri reparti di pronto intervento come le moto dotate di sidecar armati con mitragliatrici leggere RPK-74M da 5,45 mm oppure diverse categorie di buggy biposto (anche anfibie) dotate variamente del già citato RPK-74 oppure alternativamente di mitragliatrici PKT o PKM, entrambe in 7,62 mm.

Vale infine la pena citare una variante locale della celeberrima Lada Niva adattata come veicolo da esplorazione, armata di mitragliatrice e omologata anche al traino di mortai leggeri.

Dopo questa panoramica è necessario ora chiedersi: che ruolo potrebbero avere le Forze Armate e di Sicurezza della Trasnistria negli sviluppi della presente Guerra Russo-Ucraina?


In realtà al momento un ruolo già lo hanno dato che, per proteggere l'entroterra dello strategico oblast' di Odessa da un attacco di sorpresa proveniente proprio dalla Trasnistria, gli ucraini sono stati obbligati a mantenervi delle rilevanti forze che avrebbero potuto essere impiegate più proficuamente altrove.

Secondariamente, le autorità ucraine hanno più volte accusato le autorità della autoproclamata repubblica di mettere a disposizione il proprio territorio per azioni destabilizzanti da parte della Russia, come l'infiltrazione di agenti o di operatori delle forze speciali.

Infine, al pari della Bielorussia, la Trasnistria è stata anche accusata di essere la base di partenza per attacchi missilistici russi diretti a colpire la parte più occidentale del paese. Quest'ultimo punto ha provocato accesissime polemiche tra Kiev e Tiraspol, tuttavia se fosse confermato dai fatti starebbe a significare che, in preparazione allo scoppio della guerra su larga scala, i russi hanno preventivamente infiltrato nel territorio trasnistriano un certo numero di esemplari della versione da lancio terrestre della famiglia dei missili Kalibr, e che lo abbiano fatto sotto al naso dei servizi segreti dell'Ucraina, della Moldavia e dell'intero Occidente.

In ogni caso, qualsiasi iniziativa militare concreta da parte della Trasnistria a sostegno delle operazioni militari russe in Ucraina ed, eventualmente, in Moldavia, potrà concretizzarsi solamente quando i russi avranno varcato il fiume Bug Orientale e saranno entrati in forze nell'oblast' di Odessa. Senza questa fondamentale premessa, le Forze Armate e di Sicurezza della Trasnistria ed il Gruppo Operativo di Forze Russe in Transnistria si ritroverebbero isolati e, molto probabilmente, verrebbero stritolati dall'azione militare congiunta delle Forze Armate Ucraine e delle Forze Armate Moldave che, prese assieme, non lascerebbero scampo ai russi e ai transnistriani sia a livello numerico che di potenza di fuoco complessiva.

Non resta quindi che continuare a monitorare la situazione in loco e vedere come le cose evolveranno nei mesi futuri.

Foto: Trebik 1407 / Донор / govern of the Pridnestrovian Moldavian Republic / MoD Fed. Russa / web

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