L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 giugno 2022

Inoculazione di farmaci sperimentali - In Italia, lo aveva già preannunciato Mieli, in un suo intervento televisivo in tempi non sospetti. Le case farmaceutiche lo sapevano già e qualcosa era filtrato

Allarme dalla Germania: le vaccinazioni danneggiano la fertilità



Un nuovo allarme sulle vaccinazioni si aggiunge a tutti quelli che stanno squillando ormai da mesi per non dire almeno da un anno nella più totale indifferenza delle autorità e della falsa scienza il cui unico metodo è il profitto: questa volta le preoccupazioni riguardano la fertilità perché dalla Germania arrivano cifre inquietanti visto che dall’inizio di quest’ammo c’è stato un calo improvviso e drammatico delle nascite all’inizio. In Germania, il numero mensile di nascite è stato di 65.000 dal 2016 ed è rimasto a questo livello fino al 2021 compreso, con un ciclo stagionale classico che prevede un minimo poco dopo la fine dell’anno e un massimo a metà estate, ma nei mesi da gennaio a marzo 2022 è calata di 7002 nascite rispetto agli stessi mesi degli anni scorsi, una cifra pari intorno al 10 per cento o al 6,6 se nel calcolo statistico vogliano anche inserire la possibilità di fluttuazioni casuali. Chiediamoci allora cosa ci si aspetterebbe da una vaccinazione che influisca sulla fertilità e raggiunga un picco di frequenza vaccinale a metà giugno 2021? Esattamente una diminuzione delle nascite nella prima parte dell’anno successivo. Anzi l’impatto potrebbe aumentare nei prossimi mesi.

Qualcosa è comunque accaduto anche se le spiegazioni mediche sono ancora in fase di elaborazione. Da un lato c’è l’effetto diretto della vaccinazioni sul sangue ( con i disturbi della coagulazione ormai ampiamente noti), dall’altro l’infiammazione dei vasi sanguigni con infiltrati linfocitari originati dall’endotelio. Nessun organo è esente da questi effetti, compresi gli organi riproduttivi dove pure si concentrano le proteine spike. Del resto sanguinamento mestruale eccezionalmente intenso e disturbi e irregolarità mestruali sono stati tra gli effetti collaterali gravi più frequentemente riportati. Ma c’è un capitolo che riguarda anche gli uomini : nei campioni di sperma di giovani uomini vaccinati in Israele è stata riscontrata una diminuzione sia della concentrazione che della motilità degli spermatociti, entrambe condizioni che riducono fertilità. I disturbi sono descritti come significativi e persistevano 150 giorni dopo la vaccinazione. Puntano nella direzione di un effetto dannoso diretto sulle gonadi umane. Ora rimane da vedere per quanto tempo dura queste condizioni di ridotta fertilità perdurano: mesi, anni, magari tutta la vita. Vengono in mente le parole di Bill Gates che nessuno è riuscito a spiegare secondo cui le vaccinazioni universali sarebbero servite a diminuire la popolazione del 10 per cento.

Poi c’è il problema degli aborti spontanei: in ginecologia essi sono associati a disturbi della coagulazione del sangue, e questi a loro volta sono un riconosciuto effetto collaterale della vaccinazione e si verificano nella maggior parte dei casi entro il primo trimestre, passando spesso inosservati o che comunque non entrano nelle statistiche: quindi in questo abbiamo solo dati basati su stime: fatto sta che nel 2021 – sempre in Germania – si è avuto il più aumento più alto dei nati morti. Si tratta di dati che via via vengono confermati anche in altri Paesi come Svizzera e Austria. La natura provvisoria dei dati di rendicontazione non deve nascondere il fatto che vi sia un segnale di allarme che è dovere della farmacovigilanza di analizzare anche se la frase suona ormai come ingenua e potrebbe far scompisciare dalle risa i corrotti che allignano nelle burocrazie sanitarie il cui compito sarebbe il controllo dei farmaci e non dei loro conti bancari nei paradisi fiscali. Sebbene i segnali di pericolo abbondino la nonchalance, la sciatteria metodica, la mancanza di cultura e l’avidità inducono queste burocrazie a guardare dall’altra parte e persino ad essere sprezzanti mentre mettono a rischio vite umane. Anzi più crescono i dubbi più si nota zelo nell’ampliamento del regime vaccinale.

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