L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 giugno 2022

La cupola decisionale del Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato non tiene botta, è riuscita a togliere la procura nazionale antimafia a Gratteri ma ha paura delle sue inchieste che non guardano in faccia nessuno

Giustizia, Gratteri al Tg1: «Vogliono uccidermi? Sappiamo cose inquietanti»

Il procuratore di Catanzaro conferma l'allarme per l'attentato progettato per eliminarlo. Nel corso dell'intervista sottolinea l'approccio della sua azione che non fa sconti: «L’aria è cambiata. I centri di potere, la massoneria deviata, sanno perfettamente che non ce n’è per nessuno»
Redazione - 5 Giugno 2022 08:08


Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, intervistato al Tg1, ha parlato dell’attentato che la ‘ndrangheta stava organizzando per ucciderlo: «So che ci sono delle cose discusse ad altissimi livelli sul piano criminale. In teoria non dovrebbe succedere in un ragionamento razionale, però noi sappiamo cose che non ci tranquillizzano».

Nel corso dell’intervista sottolinea l’approccio della sua azione che non fa sconti: «L’aria è cambiata e lo hanno percepito tutti. I centri di potere, la massoneria deviata, sanno perfettamente che non ce n’è per nessuno».

Alla domanda “anche un procuratore ha paura” ha risposto: «Ci sono momenti di tensione, è un continuo pensare che non puoi tirarti indietro, ti dai coraggio razionalizzando la morte. Non vado al mare da almeno 25 anni. Posso anche finire la mia carriera domani mattina, ma di certo non scendo a compromessi con nessuno».

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