L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 giugno 2022

La guerra igiene del mondo usa l'inflazione (STAGFLAZIONE) come una clava

Azionario, panico in Asia post tonfi borse europee e WS: borsa Tokyo, Hong Kong e Seoul crollano -3%. Dollaro-yen a quota 135

13/06/2022 07:14 di Laura Naka Antonelli

Il panico che ha colpito i mercati azionari e dei debiti sovrani dell'area euro, sulla scia degli annunci arrivati dalla Bce di Christine Lagarde, e successivamente Wall Street, piegata dal dato sull'inflazione Usa, contagia le borse asiatiche.

Un'ora prima della fine della giornata di contrattazioni alla borsa di Tokyo, l'indice Nikkei 225 segna un tonfo del 3% circa. A picco del 3% anche la borsa di Hong Kong, e Seoul, che scivola di oltre -3%. Sell off sullo yen, con il rapporto dollaro-yen che balza fin oltre quota 135.

La valuta nipponica sconta il boom dei tassi dei Treasuries Usa, con quelli a dieci anni che si avvicinano al 3,2% e quelli a due anni, schizzati fino al 3,065%, al record dal 2008, doo la pubblicazione del dato relativo all'inflazione Usa misurato dall'indice dei prezzi al consumo che ha sottolineato come a maggio la fiammata dei prezzi non abbia toccato il picco. Fattore che porta i mercati a prezzare una Fed ancora più aggressiva sul fronte dei tassi, nella riunione del Fomc - il braccio di politica monetaria della Federal Reserve- attesa per domani 13 giugno, che si concluderà con l'annuncio sui tassi mercoledì 14 giugno. Le attese sono per una nuova stretta monetaria, dopo quella di inizi maggio che ha portato i tassi Usa nel range compreso tra lo 0,75% e l'1%. Nelle minute relative alla riunione del Fomc, è emerso successivamente che "la maggior parte dei partecipanti ha rilevato che ulteriori rialzi dei tassi di 50 punti base sarebbero appropriati nei prossimi due meeting". Ma dopo il dato sull'inflazione di venerdì scorso, che ha indicato un aumento al tasso dell'8,6% dopo il +8,3% di aprile, c'è anche qualcuno che inizia a scommettere su una stretta di 75 punti base.

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