L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 giugno 2022

La guerra in Ucraina terminerà fin quando gli Stati Uniti/Nato non finiranno di abbaiare alle porte della Russia. Quando gli Stati Uniti/Occidente accetterà/accetteranno che il mondo non è più unipolare ma multipolare allora la guerra terminerà

Ucraina: i comandanti di Azov in prigione a Mosca
L'affondo di Medvedev: 'L'Ue potrebbe sparire'. Nato: 'La guerra potrebbe durare per anni'. Zelensky: 'Non daremo via il sud a nessuno'. Il Papa: 'Non dimentichiamo il popolo martoriato'

FOTO
Severodonetsk © ANSA/EPA

Redazione ANSA
19 giugno 202222:37NEWS

"La guerra in Ucraina potrebbe durare per anni".

A dirlo è il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano tedesco Bild.

"Dobbiamo essere preparati che duri anni" ha detto, suggerendo di "non indebolire il sostegno all'Ucraina, anche se i costi sono elevati, non solo in termini di supporto militare, ma anche a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari".

Tuttavia, secondo Stoltenberg, "i costi di cibo e carburante non sono nulla rispetto a quelli pagati quotidianamente dagli ucraini in prima linea. Inoltre, se il presidente russo Vladimir Putin dovesse raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina, come quando ha annesso la Crimea nel 2014, "dovremmo pagare un prezzo ancora maggiore", ha avvertito. In questo contesto, il segretario generale della Nato ha esortato i Paesi dell'alleanza a continuare le consegne di armi a Kiev. "Con armi moderne aggiuntive, la probabilità che l'Ucraina sia in grado di respingere le truppe di Putin dal Donbass aumenterebbe", ha affermato. La regione dell'Ucraina orientale è attualmente in parte sotto il controllo delle forze russe.

"Non daremo via il sud a nessuno". Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video messaggio su Telegram, al rientro dalla visita a sorpresa ieri nel sud del Paese, a Mykolaiv e Odessa, i due centri strategici sul mar Nero, dove ha incontrato le truppe. "Non daremo via il sud a nessuno, restituiremo tutto ciò che è nostro e il mare sarà ucraino e sicuro", afferma Zelensky rivolgendosi al suo popolo. Il presidente ha aggiunto di aver parlato con le truppe e la polizia durante la visita. "Il loro umore è fiducioso e non c'è dubbio nei loro occhi che l'Ucraina vincerà la guerra contro gli invasori russi", ha detto.

Zelensky: 'Non daremo via il sud a nessuno'

In tarda serata il presidente ucraino ha annunciato che si aspetta che la Russia intensifichi gli attacchi contro l'Ucraina, mentre Kiev attende la decisione dell'Unione europea di concederle lo status di paese candidato. "Ovviamente, questa settimana dovremmo aspettarci dalla Russia un'intensificazione delle sue attività ostili, per dare un esempio", ha detto Zelensky nel suo discorso video notturno. "E non solo contro l'Ucraina, ma anche contro altri Paesi europei. Noi ci stiamo preparando. Siamo pronti", ha aggiunto secondo quanto riporta il Guardian.

Intanto Sergiy Gaiday, il governatore del Lugansk, la regione dell'Ucraina orientale teatro di pesanti combattimenti con la Russia, ha detto che la situazione attuale è "difficile, nella città di Lysychansk e nella regione nel suo insieme" poiché i russi "stanno bombardando le nostre truppe 24 ore al giorno. C'è - ha detto Gaiday - un'espressione: prepararsi al peggio e il meglio verrà da sé: dobbiamo prepararci". Da Lysychansk, l'artiglieria ucraina sta sparando a Severodonetsk, dove si alza il fumo dalla fabbrica di Azot e le truppe russe sparano proiettili e razzi. Gaiday ha chiesto che le forniture di "armi a lungo raggio arrivino il prima possibile". "Il fatto che l'Occidente ci stia aiutando è positivo, ma è (troppo) tardi".

L'esercito ucraino ha dichiarato che la città assediata di Severodonetsk ha dovuto affrontare nuovamente un pesante fuoco di artiglieria e razzi mentre le forze russe attaccavano le aree circostanti. Lo stato maggiore dell'esercito nel suo bollettino, come riporta il Guardian, ha riconosciuto che le sue forze hanno subito una battuta d'arresto nell'insediamento di Metolkine, appena a sud-est di Severodonetsk, mentre continua la battaglia per la città industriale dell'Ucraina orientale. "A seguito del fuoco di artiglieria e di un assalto, il nemico ha ottenuto un successo parziale nel villaggio di Metolkine, cercando di ottenere un punto d'appoggio", ha dichiarato in un post su Facebook. Sergei Gaidai, il governatore di Luhansk nominato dagli ucraini, in un altro post online ha parlato di "dure battaglie" a Metolkine.

"Le forze ucraine hanno probabilmente disertato nelle ultime settimane, ma è probabile che il morale della Russia rimanga particolarmente instabile. Ci sono stati casi di intere unità russe che hanno rifiutato ordini e scontri tra ufficiali e le loro truppe", secondo il bollettino quotidiano dell'intelligence britannica come riporta Ukraninska Pravda. "È probabile che anche molti membri del personale russo di tutti i ranghi rimangano confusi sugli obiettivi della guerra. I problemi di morale nelle truppe russe sono probabilmente così significativi da limitare la capacità della Russia di raggiungere gli obiettivi operativi".

MEDVEDEV E L'UCRAINA IN UE
"E se anche l'Ue sparisse per allora? Mi viene da pensare a quale scandalo, a quali sacrifici sono stati fatti sull'altare dell'adesione all'Ue e a quale inganno delle aspettative degli ucraini infelici? Per non portare sfortuna...". L'ex premier ed ex presidente russo, ora vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitri Medvedev, torna ad attaccare su Telegram minacciando l'Europa in un post dove analizza il processo di adesione dell'Ucraina all'Ue. Gli ucraini saranno sotto "verifica per decenni. Pertanto, la vera scadenza è la metà del secolo. Non prima", ha detto.

LE PAROLE DEL PAPA
"Non dimentichiamo il martoriato popolo ucraino in questo momento popolo che sta soffrendo. Io vorrei che rimanga in tutti voi una domanda: cosa faccio io oggi per il popolo ucraino? Prego? Cerco di capire? Cosa faccio io oggi per il popolo ucraino? Ognuno si risponda nel proprio cuore", ha detto il Papa all'Angelus.

I COMANDANTI DEL REGGIMENTO AZOV IN PRIGIONE A MOSCA
I comandanti del reggimento Azov catturati a Mariupol si trovano detenuti nella prigione di Lefortovo a Mosca. Lo riferisce una fonte russa alla Tass. Secondo la fonte, potrebbero esserci più di 100 combattenti prigionieri nel carcere di massima sicurezza a Mosca, inclusi "mercenari stranieri" che si sono arresi all'acciaieria Azovstal. In questa fase sarebbero in corso i loro interrogatori. Non vengono tuttavia indicati i nomi dei comandanti che sarebbero stati trasferiti nel penitenziario della capitale russa. In precedenza, media russi avevano riferito del trasferimento in territorio russo di oltre mille dei 2.439 soldati catturati da Mosca. Tra questi, erano stati citati il vice comandante del battaglione Azov, Svyatoslav 'Kalina' Palamar, e il comandante della 36/ma brigata dei marines delle forze armate ucraine Serhiy 'Volyna' Volynsky.

Nessun commento:

Posta un commento