L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 giugno 2022

La Lituania sfida la Federazione Russa. E' il caso? Gli euroimbecilli a Bruxelles sono avvisati. E non dite che non sapete, mentre gli atlantisti della Nato continuano ad abbagliare alle porte di Mosca


Kaliningrad, Russia: ultimatum a Lituania. "Via blocco o difenderemo i nostri interessi"

Mosca contro la limitazione del transito commerciale verso l'enclave russa imposta da Vilnius. Borrell: "Il passaggio di terra non è bloccato". Senatore russo: "Aggressione diretta, serve un'adeguata autodifesa"

Navi militari russe durante le manovre a Kaliningrad (Ansa)



Roma, 20 giugno 2022 - Ultimatum della Russia alla Lituania, dopo il blocco dei trasporti di Kaliningrad: Mosca si riserva il diritto di "azioni volte alla difesa dei propri interessi". Una protesta ufficiale per la limitazione del transito commerciale verso l'exclave russa di Kaliningrad è stata consegnata all'incaricata d'affari dell'ambasciata lituana a Mosca, Virginija Umbrasene. Secondo il senatore Andrej Klimov si è trattato di "un'aggressione diretta", da un Paese membro della Nato, a cui servirà dare una risposta urgente, e con un'adeguata autodifesa. "Se la Ue non interverrà" Mosca riterrà di avere "le mani libere" per risolvere il problema "con ogni mezzo".

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Dura la reazione russa all'iniziativa della Lituania di bloccare il transito di alcune merci verso e da l'enclave russa, che comunque sarebbero sottoposte a sanzioni Ue. Il governatore della regione di Kaliningrad, Anton Alikhanov, ha denunciato che il divieto colpisce circa la metà di tutti i beni trasportati, compresi materiali di costruzione e metalli. Vilnius ha sottolineato: "Sono un effetto delle sanzioni Ue che sono in vigore dal 17 giugno", aggiungendo che il blocco non c'è per "trasporto di passeggeri e merci non soggetti al regime di sanzioni Ue da e per la regione di Kaliningrad". Ma il ministero degli Esteri russo nella nota ha definito "apertamente ostili" le azioni lituane.

La mappa


Di fatto, non è impedito il transito di merci dalla Russia a Kaliningrad ma solo il trasporto dei beni di cui è ora vietata l'esportazione dall'Unione Europea alla Russia. Da Mosca obiettano però che i flussi sono diretti dalla Russia alla Russia. Una questione di non immediata interpretazione, tanto che sabato scorso il viceministro degli Esteri lituano, Mantas Adomenas, aveva affermato - a bando già attivo - di essere in attesa di "chiarimenti dalla Commissione Europea sull'applicazione delle sanzioni europee al transito commerciale verso Kaliningrad. "Il trasporto di passeggeri e merci non soggetti al regime di sanzioni Ue da e per la regione di Kaliningrad prosegue attraverso il territorio della Lituania. La Lituania non ha imposto restrizioni unilaterali, individuali o aggiuntive a questo transito", ha poi puntualizzato una nota del ministero degli Esteri del Paese baltico, "la Lituania sta attuando in modo coerente le sanzioni dell'Ue. "Conformemente alle sanzioni Ue ci sono restrizioni a importazioni ed esportazioni in relazione ad alcune merci, inclusa la proibizione del transito di quei beni nel territorio Ue. E la Lituania non fa altro che attuare le linee guida previste dalla Commissione", ha poi spiegato in conferenza stampa l'Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri, Josep Borrell, "ma verificheremo ancora gli aspetti legali per assicurarci di essere in piena osservanza delle regole".

Tuttavia, secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, la decisione lituana è "illegale", e sarà seguita da contromisure. "E' davvero una decisione senza precedenti, che viola qualsiasi cosa", ha detto Peskov, "constatiamo che ciò deriva dalla decisione dell'Unione Europea di applicare sanzioni al transito. E consideriamo anche questo illegale". Il portavoce di Putin ha assicurato: "La situazione è più che seria e richiede una profonda analisi prima che venga adottata qualsiasi misura o presa qualsiasi decisione. La profonda analisi verrà condotta nei prossimi giorni".

La tensione è sempre più alta, e proprio in questi giorno la Germania si è impegnata rafforzare la presenza militare Nato in Lituania, portandola a livello di brigata, circa 5 mila uomini. Secondo gli esperti Mosca non può sostenere due guerre, e la Lituania è membro della Nato, quindi se venisse attaccato da Mosca, come Vilnius teme da anni, potrebbe dare il via a una guerra dai risvolti mondiali. Ma è meglio non sottovalutare le minacce del Cremlino, visto anche quanto è accaduto in Ucraina.

Un'azione militare russa in Lituania sarebbe una spallata decisiva alla pace, sempre più in bilico per i rapporti ai minimi storici tra Usa e Russia: "Al punto più basso della scala kelvin, ossia pari allo zero assoluto", come ha affermato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, in un'intervista all'agenzia Ria. E "non è necessario sbloccarli oggi", e "non c'è bisogno di negoziare" perché sarebbe "dannoso per la Russia" ha ha detto Medvedev, che ieri minacciava l'Europa per il processo di adesione dell'Ucraina all'Ue. "E se anche l'Ue sparisse per allora?". Inutile anche aprire negoziati sul Nuovo Trattato di riduzione delle armi strategiche (il Nuovo START): "Ritengo che ora sia il momento peggiore per nuovi negoziati".

Ancora più minaccioso su Telegram il senatore Andrej Klimov, vicepresidente della Commissione Esteri del Consiglio federale russa, che considera la decisione della Lituania "un'aggressione diretta contro la Russia, che ci costringe letteralmente a ricorrere con urgenza a un'adeguata autodifesa". Un "comportamento inaccettabile" che "mette in pericolo l'intero blocco politico-militare" della Nato, ha continuato il membro della Camera alta russa. E la minaccia si espande: "Se l'Unione Europea non interverrà sulla decisione della Lituania di bloccare il transito sul suo territorio delle merci russe soggette a sanzioni Ue e dirette dal resto della Federazione verso Kaliningrad", Mosca riterrà di avere "le mani libere" per risolvere il problema "con ogni mezzo". Klimov ha accusato direttamente la Nato: "de jure avvia un blocco inaccettabile di un'entità costituente della Federazione Russa attraverso le mani di uno dei suoi paesi membri" e "quest'ultima può essere valutata come un'aggressione diretta con urgenza di un'adeguata autodifesa".



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