L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 giugno 2022

La Lituania/Nato continua ad abbagliare alle porte della Russia

Perché la Lituania può far scoppiare la guerra tra Russia e Nato

21/06/2022 - 09:27

La tensione tra Russia e Nato cresce. La Lituania è al centro delle attenzioni russe dopo la decisione di vietare il transito dei treni verso l’exclave Kaliningrad.


La Lituania potrebbe far scoppiare un conflitto aperto tra Russia e Nato? La guerra in Ucraina prosegue ormai da oltre 100 giorni e, anche se l’estate ha abbassato l’attenzione generale nei confronti degli eventi in corso, tra le parti in gioco continua una strategia di tensione e scontro aperto. L’ultima in questa senso è stata operata dalla Lituania che, seguendo le direttive europee, lo scorso 18 giugno ha vietato il transito ferroviario delle merci soggette a sanzioni dalla Russia verso l’exclave Kaliningrad e viceversa.

La decisione, trasformata in un argomento da talk show in Russia, dove la propaganda di Stato fornisce tutti gli ingredienti d’odio per giustificare l’invasione in Ucraina e un generale atteggiamento anti occidentale, potrebbe aumentare la tensione tra Russia e Lituania e quindi tra Russia e Nato.

Sembra essere già stata trovata una possibile soluzione: l’apertura di un corridoio tra Bielorussia e Kaliningrad.

L’agenzia di stampa statale russa Tass ha riportato le parole del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sul divieto di transito in Lituania dei prodotti provenienti dalla Russia verso Kalinigrad. Secondo Peskov la decisione presa è senza precedenti e illegale.

I rapporti tra Lituania e Russia, compresa quindi l’exclave di Kaliningrad, non sono mai stati dei migliori. Nel corso degli anni sono peggiorati insieme alla violenta politica estera russa, il cui picco, prima dell’invasione e l’inizio della guerra contro l’Ucraina, era stata la presa della Crimea.

Rapporti difficili e tensione tra gli schieramenti non sono un buon segno sullo scenario internazionale, soprattutto se i primi a parlare di ritorsione verso la Lituania sono proprio i russi, che hanno risposto all’appello di Kaliningrad che chiedeva “pan per focaccia” dopo il divieto di transito delle merci.

Rischio guerra Russia-Nato: cosa c’entra la Lituania

Dall’inizio del conflitto il mondo è perennemente sull’orlo di una guerra globale, con protagonisti la Russia e i suoi alleati contro la Nato. Negli oltre 100 giorni di conflitto in Ucraina, la tensione massima è stata toccata in poche occasioni di scontro diplomatico, o di scontro economico.

La decisione presa dalla Lituania, lo scorso 18 giugno, quando le autorità ferroviarie hanno chiuso ai treni provenienti dalla Russia il transito nel paese baltico, rientra proprio in quest’ultima tipologia di conflitto.

La Lituania, seguendo le disposizioni europee in merito ai pacchetti di sanzioni, ha disposto il divieto di transito ferroviario di merci soggette alle sanzioni dell’Unione Europea verso l’exclave russa di Kaliningrad, nell’estremo ovest. Tra queste sono comprese: carbone, metalli, materiali da costruzione e tecnologia avanzata. Anton Alikhanov, il governatore dell’exclave russa, ha affermato che il divieto copre circa il 50% degli articoli importati da Kaliningrad.

Blocco ferroviario in Lituania: la risposta russa alla restrizione

L’impatto è piuttosto consistente, ma non corrisponde a tutte le merci o alle persone, che possono continuare a transitare. Infatti la Lituania ha presto smentito le voci che volevano il blocco completo di transito, per ricordare che il divieto applicato fa parte delle disposizioni decise dall’Unione Europea contro la Russia, i suoi oligarchi e alleati.

Inevitabilmente Kaliningrad non l’ha presa bene e attraverso le parole di Alikhanov ha chiesto alle autorità federali russe di adottare misure severe in risposta contro il paese dell’Ue per aver imposto il divieto. La tv di Stato russa ha già iniziato a fare propaganda contro la Lituania, proponendo, tra le altre cose, la possibilità di creare un corridoio tra la Bielorussia e Kaliningrad.

Mentre è stata chiesta l’immediata cancellazione delle restrizioni, il portavoce del Cremlino ha alzato subito i toni parlando di «azione senza precedenti che viola ogni regola possibile». E, anche se Peskov dichiara di essere consapevole che l’azione della Lituania è da intendersi come estensione delle sanzioni alla Russia, su Telegram - canale di comunicazione preferito dai portavoce russi - i toni si fanno più “agguerriti” e si legge che «la Russia si riserva il diritto di agire in difesa degli interessi nazionali».

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