L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 giugno 2022

La narrazione covid del clero televisivo, del Circo Mediatico sbatte di brutto contro i dati delle assicurazioni che non vogliono andare in perdita

Dati choc dalle assicurazioni Usa: strage in età lavorativa



Forse in altri tempi, quando si potevano ancora infrangere i tabù del potere si sarebbe potuto parlare di disastro umanitario. Ma adesso invece tutto sembra inabissarsi nelle sabbie mobili del silenzio, una regione dove ipotesi, menzogna e negazione di realtà formano un veleno paralizzante. Eppure siamo di fronte a una vera e propria strage che colpisce le persone nel pieno della loro vita da quando la vaccinazione è diventato l’imperativo categorico di una falsa sanità: ora uno delle più grandi compagnie statunitensi di assicurazione sulla vita, il quinto in ordine di grandezza ha annunciato di aver pagato, ha pagato nel 2021 il 163% in più per i decessi tra i lavoratori di età compresa tra 18 e 64 anni . Sono passati 5 mesi da quando l’Ad di una assicurazione molto più piccola, la One America aveva denunciato un aumento del 40 per cento dei decessi tra le persone in età lavorativa nel terzo trimestre del 2021 ( la documentazione è ora proibita in Europa) e da quando anche un assicurazione tedesca aveva prodotto documenti simili, subendo l’attacco concentrico del governo di Berlino e il licenziamento di alcune persone e questi furono anche un oggetto di uno studio pubblicato su Researchgate ma la questione torna ancora più forte di prima. I rendiconti finanziari della Lincoln National Life Insurance Company mostrano che la società ha pagato poco più di 500 milioni di dollari in indennità di morte per assicurazioni sulla vita nel 2019, circa, 548 milioni nel 2020 e invece quasi tre volte di più, 1,4 miliardi di dollari nel 2021. E ci si riferisce solo ai decessi di persone in età lavorativa di 18 ai 65 anni. Dal 2019, l’ultimo anno normale prima della pandemia, al 2020, l’anno del virus Covid-19, c’è stato un aumento di appena il 9% delle prestazioni di morte di gruppo, ma nel 2021, anno in cui è stato introdotto il vaccino, l’aumento di quasi il 164% rispetto al 2020. Non c’è alcun dubbio sul fatto che il vaccino sia molto più pericoloso della malattia. Qui comunque potrete trovare un’ analisi completa dei con ti della Lincoln, prima che anche questa documentazione non sia più raggiungibile.

Ora a quanti decessi si riferisce l’aumento del 163% nel pagamento dei premi? Questo non può essere dedotto semplicemente dagli importi in dollari sugli estratti conto. ma secondo la Society for Human Resource Management, il beneficio medio in caso di morte di una polizza di assicurazione fornita dal datore di lavoro ( quella in sostanza standard perché altri tipi di assicurazione sulla vita sono proibitive per questi livelli di reddito) è di un anno di stipendio. Se la retribuzione media annua di questo tipo di tutela è mediamente di 70.000, dollari lordi l’anno (42 mila netti), spostata nella parte alta dell’intervallo di età, ciò potrebbe equivalere a 20.647 decessi di adulti in età lavorativa ovvero più del doppio rispetto a un anno normale per questa società. Considerando che in Usa tra grandi e piccole ci sono una trentina e passa di assicurazioni sulla vita si può facilmente immaginare che l’aumento della mortalità in età lavorativa possa essere davvero spaventoso, Adesso si attendono i bilanci di alte grandi assicurazioni per fare i conti generali e per ora sembra che anche Prudential e Northwestern Mutual abbiano registrato notevoli aumento dei premi. La cosa preoccupante è che i decessi aumentano con l’aumentare delle campagne vaccinali e delle dosi inferte alla popolazione.

Nessun commento:

Posta un commento