L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 giugno 2022

La Nato è in guerra con la Federazione Russa non è dichiarata MA

Kiev chiede più armi ma perde fino a mille soldati al giorno
16 giugno 2022


(aggiornato alle ore 23,30)

Mentre nel Donbass le truppe russe e delle milizie di Donetsk e Luhansk continuano ad avanzare e hanno annunciato anche di essere penetrate nello stabilimento chimico Azot di Severodonetsk (nella foto sotto), l’ ultima roccaforte degli ucraini nella cittadina, a Bruxelles la riunione dei ministri della Difesa della Nato ha ribadito ieri la necessità di inviare nuove armi a Kiev e in tempi rapidi

Il presidente Joe Biden, in una telefonata con Volodymyr Zelensky, ha promesso nuovi aiuti militari per un miliardo di dollari, compresi altri 18 obici M777 con 36mila munizioni da 155 mm, un ulteriore quantitativo di razzi campali a lungo raggio per i sistemi HIMARS e missili antinave Harpoon, che cominceranno ad affluire in Ucraina probabilmente entro due o tre settimane.


Le autorità ucraine lamentano ritardi, quantitativi di armi non soddisfacenti e promesse di forniture non mantenute. “Tutto ciò che i vertici militari ucraini ci hanno chiesto, lo hanno ottenuto abbastanza rapidamente”, ha detto il generale Mark Milley, capo degli stati maggiori interforze sottolineando che la conversione delle dotazioni delle forze armate ucraine, da quelle di tipo sovietico a quelle occidentali, richiede tempi più lunghi per addestramento del personale e supporto logistico.

Gli statunitensi hanno finora addestrato 60 artiglieri ucraini all’impiego dei lanciarazzi campali e oltre 400 all’impiego degli obici M777. Il tema sarà al centro del summit NATO di Madrid in cui il segretario generale Jens Stoltenberg ha annunciato che è stato invitato anche il presidente Volodymyr Zelensky.


David Arakhamia, uno tra i principali consiglieri del presidente Zelensky e responsabile dei negoziati con la Russia ha detto ieri che fino a mille militari ucraini vengono uccisi o feriti ogni giorno nei combattimenti contro le forze russe nel Donbass. Secondo il funzionario, ogni giorno tra 200 e 500 militari ucraini perdono la vita in azione: una stima assai superiore rispetto a quella fornita all’inizio di questo mese dal presidente Zelensky, che aveva invece stimato sino a un centinaio di decessi tra le forze armate ogni giorno.

Arakhamia ha dichiarato al sito web statunitense “Axios” che l’Esercito ucraino ha reclutato un milione di uomini, ed è in grado se necessario di reclutarne altri due milioni. Il funzionario ha ribadito però che le forze Ucraina scontano una grave carenza di armamenti e munizioni.

Quanto alle ulteriori forniture annunciate nelle ultime ore la Germania ha reso noto che invierà all’Ucraina tre lanciarazzi multipli Mars II (gli MLRS statunitensi M270). Il ministro tedesco della Difesa Christine Lambrecht ha precisato che tre è il “limite” oltre il quale l’esercito tedesco non può andare senza mettere in difficoltà le sue capacità militari e quelle degli alleati.

Il ministro Lambrecht ha aggiunto che Stati Uniti e Gran Bretagna forniranno ciascuno altri tre M270, per quanto riguarda gli Stati Uniti dovrebbero essere quindi in aggiunta ai 4 M142 HIMARS (nella foto sotto).


Berlino fornirà anche i razzi e si occuperà dell’addestramento dei soldati ucraini e della fornitura di pezzi di ricambio.

I crescenti rifornimenti di armi inviati all’Ucraina cominciano a impensierire perché riducono la disponibilità di armi e munizioni presso le forze armate europee. Jiri Sedivy, direttore generale dell’Agenzia Europea per la Difesa (EDA), audito dalla sottocommissione Sicurezza e difesa (Sede) del Parlamento Ue, ha riferito che per reintegrare gli stock di missili antiaerei Stinger inviati a Kiev occorreranno 5 anni.

“Ne abbiamo discusso con l’industria europea, e da parte loro di solito riceviamo sempre questo messaggio: non parliamo di mesi di attesa, ma di anni prima di arrivare ad un aumento sostanziale della produzione dell’industria della difesa”.


Quanto a ulteriori nuove forniture la Slovacchia ha deciso di consegnare elicotteri (le forze aeree di Bratislava dispongono di 13 elicotteri Mi-17S ma ne ha consegnati 5 insieme a munizioni per il lanciarazzi multiplo Grad” da 122 mm ha comunicato il ministro della difesa Yaroslav Nad) mentre Canada, Polonia e Paesi Bassi hanno deciso di fornire a Kiev ulteriori pezzi d’artiglieria.

Lo ha annunciato il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin. “Vorrei ringraziare la Slovacchia per aver annunciato una consistente donazione di elicotteri della serie Mi e munizioni missilistiche tanto necessarie” e “abbiamo anche discusso di importanti nuove donazioni di artiglieria da molti paesi, tra cui Canada, Polonia e Paesi Bassi”.

Il primo ministro Kiriakos Mitsotakis ha chiarito che la Grecia cederà all’Ucraina fino a 30 veicoli corazzati da trasporto truppe del tipo sovietico BMP-1 dopo aver ricevuto altrettanti veicoli da combattimento Marder dalla Germania.

Infine il presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista a Tf1 ha dichiarato che la Francia ha consegnato all’Ucraina “tutte le armi promesse. Il presidente Zelensky mi ha chiesto 18 cannoni Caesar – ha spiegato – ne abbiamo consegnati 12 e gli ultimi 6 arriveranno”.

Le forze russe continuano ad annunciare di aver distrutto armi e munizioni in arrivo dall’Occidente. Gli ultimi a venire colpiti dai missili da crociera Kalibr e dai raid aerei sono stati due depositi nei pressi di Zolochiv (Leopoli) e Mikolayv secondo quanto annunciato dal portavoce del ministero della Difesa russo, generale Igor Kornashenkov, che ha riferito come nel primo deposito si trovassero missili antiaerei e howitzer M777, mentre nel secondo sono stati distrutti anche “equipaggiamenti aerei”.


Il ruolo dell’intelligence russo nell’individuare i centri di stockaggio degli aiuti militari occidentali è fondamentale e Eugene Yenin, viceministro degli Interni ucraino, ha dichiarato che “dall’inizio dell’invasione su vasta scala della Russia, la polizia nazionale ha arrestato più di 800 persone sospettate di sabotaggio. Sono stati costituiti più di 123 gruppi anti-sabotaggio e sono state coinvolte almeno 1.500 persone. E il risultato non si è fatto attendere: oltre 800 persone sospettate di sabotaggio e attività di intelligence sono state arrestate e consegnate per le indagini allo SBU” (i servizi di sicurezza interna ucraini).

Foto: Ministero Difesa Russo e Ministero Difesa Ucraino

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