L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 giugno 2022

Le guerre oggi si fanno per le vie di comunicazione

Russia e Iran collaudano nuova tratta in alternativa a Suez, più economica e veloce
-27 Giugno 2022


Roma, 27 giu – Mentre l’Occidente è impegnato nelle sanzioni contro Mosca e alla continua ricerca di risorse energetiche, ad Oriente si continua a lavorare su nuove strategie geopolitiche bilaterali. In queste ore, Russia e Iran, stanno cercando infatti di velocizzare la realizzazione di una nuova rotta di trasporto nord-sud. A scriverlo è l’agenzia di stampa araba con sede a Londra, Al-Quds Al-Arabi.

Verso il Mar Caspio

La nuova rotta commerciale tra Russia e Iran dovrebbe attraversare le zone comprese da Mumbai al Baltico attraverso l’Iran, il Mar Caspio, la Russia meridionale e centrale. Il percorso è dunque un’alternativa più breve e meno dispendiosa rispetto alla storica rotta del Canale di Suez. In realtà tale progetto fu avviato già nel 2002 ma, dopo l’imposizione di sanzioni alla Russia e la conseguente svolta ad est della propria economia, vi è oggi una forte accelerazione per il completamento dell’opera.

Dopo un mese dall’accordo

Come riportavamo sulle colonne de il Primato Nazionale, un mese fa, a maggio, Iran e Russia avevano firmato un accordo per facilitare le transazioni finanziarie e commerciali. Nel suddetto accordo è prevista anche l’accelerazione del progetto North-South International Transport Corridor. Progetto, per l’appunto, volto a creare un corridoio economico – energetico – commerciale tra i due paesi orientali. Ad oggi, infatti, sono ancora in costruzione le infrastrutture necessarie come porti, rete ferroviaria e stradale.


Il ruolo indiano

Secondo l’Indian Register of Shipping, inoltre, la nuova rotta ridurrà di ben un terzo i costi di trasporto tra l’India e l’Europa e i tempi di consegna delle merci (23 giorni invece di 45-60 giorni via Suez). “Una nuova spedizione di prova è attualmente in viaggio da San Pietroburgo, attraverso l’Iran, a Mumbai” scrive il giornale indiano. “Invece di raggiungere l’Iran via terra attraverso l’Azerbaigian, un’altra tratta marittima è stata incorporata nel Mar Caspio”.

Il Collaudo russo

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa della Repubblica islamica iraniana circa una settimana fa, “Il carico russo in questa prova è costituito da due container da 40 piedi di fogli di legno laminato”. I container sarebbero quindi partiti da San Pietroburgo per la città portuale russa di Astrakhan, sul Mar Caspio”. Ad Astrakhan, il carico sarà ricaricato per attraversare il Mar Caspio fino al porto iraniano di Anzali, dove sarà trasportato su strada attraverso l’Iran fino alla città portuale di Bandar Abbas. Le merci saranno nuovamente caricate sulle navi nel porto iraniano per essere consegnate al più grande porto per container dell’India, Navi Mumbai. Il tempo di transito totale dovrebbe essere di 25 giorni, ben di meno quindi rispetto alla tradizionale rotta attraverso il Canale di Suez.

L’Europa ferma al palo

Questo nuovo importante accordo tra Russia e Iran, dovrebbe in primo luogo farci riflettere sulla lenta e pesante macchina politico-burocratica nella quale è imprigionata l’Europa. In tutto questo l’Italia, da sempre porto geografico del Mediterraneo, è forse il paese che risente e risentirà maggiormente della crisi in atto. Anche i nostri politici, così impegnati negli appelli alla pace e nel portare il popolo italiano al risparmio energetico, due domande su questa situazione dovrebbero farsele. Probabilmente, però, le scomode risposte già le conoscono e se le tengono per sè.

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