L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 21 giugno 2022

Lo spread affosserà Euroimbecilandia. Nessuna banca centrale può tener conto di interessi anche contrapposti di diciannove paesi con una politica monetaria unica


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Bce: occhio a BTP dopo Kazaks: ‘non abbiamo in mente target specifici per gli spread’
20/06/2022 15:14 di Laura Naka Antonelli

"Non abbiamo in mente nessun target specifico per gli spread". Così Martins Kazaks, governatore della banca centrale della Lettonia ed esponente del Consiglio direttivo della Bce, affossa le speranze di chi, in attesa che la banca centrale guidata da Christine Lagarde dia maggiori indicazioni sullo strumento contro la frammentazione dell'area euro, spera che Francoforte fissi target ad hoc per gli spread.

"Ma stiamo cercando di assicurare una trasmissione appropriata della politica monetaria", ha continuato Kazaks.

Il banchiere ha ammesso che "l'aumento degli spread si sta confermando molto veloce, mentre è improbabile che i fondamentali siano cambiati in modo altrettanto veloce".

Al momento lo spread BTP-Bund rimane ancora sotto pressione, attorno a 188 punti base, a fronte di tassi sui BTP a 10 anni che viaggiano al 3,57%, ben al di sotto del 4,17% toccati la scorsa settimana, prima che la Bce annunciasse l'arrivo di uno scudo anti-spread.

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