L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 24 giugno 2022

Lo spread mette a nudo l'impossibilità di una banca centrale che deve gestire gli interessi di diciannove stati ognuno con problematiche diverse, insistere è da ospedale psichiatrico

Nessuno sostegno incondizionato ai BTp, dalla BCE arriva la “doccia fredda”
La BCE dovrebbe presentare i dettagli tecnici del suo scudo anti-spread al board di luglio, ma le prime indiscrezione rivelano il bluff
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 23 Giugno 2022 alle ore 06:37


Lunedì scorso, il governatore Christine Lagarde aveva lanciato un messaggio apparentemente chiaro ai mercati: “la BCE fa sul serio sullo scudo anti-spread e non dovete dubitarne”. Il giorno dopo, due componenti del board smentiscono le dichiarazioni della numero uno con parole altrettanto chiare. Si tratta del governatore centrale slovacco Peter Kazimir e del collega finlandese Olli Rehn, il quale fu anche commissario agli Affari monetari tra il 2009 e il 2014. I due sono notoriamente “falchi”, per cui il tenore delle loro dichiarazioni non è da prendere per oro colato rispetto alle reali intenzioni della BCE. Tuttavia, dalle parole usate traspare una certa sicurezza sulla forma che assumerà lo scudo anti-spread.

Entrambi hanno sostenuto, infatti, che non sarà automatico. I titoli di stato oggetto di vendite e con spread in forte crescita non saranno candidati automaticamente al sostegno di Francoforte. Inoltre, spiegano, gli eventuali acquisti dell’istituto saranno “fortemente condizionati”. In particolare, Kazimir ha dichiarato che non sarebbe compito della politica monetaria contrastare gli spread, i quali dipendono da un’unione monetaria priva di una gestione fiscale comune e anche dalle mancate riforme dei governi per migliorare la resilienza agli shock delle rispettive economie.
Scudo anti-spread inutile, BTp rischiano sell off

Rehn si è concentrato, invece, sulla necessità di coinvolgere il Consiglio dei Governatori della BCE nel dare attuazione eventualmente allo scudo anti-spread a favore di qualche mercato sovrano. E ha aggiunto che tale sostegno non dovrebbe avvenire esclusivamente rivolgendosi a Francoforte. Insomma, il contrario di quel che sarebbe uno scudo vero e proprio. Abbiamo scritto in queste settimane che esso funzionerebbe come dissuasore della speculazione solo nel caso in cui fosse automatico e incondizionato.Abbiamo scoperto che non sarebbe così. Il condizionale resta d’obbligo finché non saranno svelati i dettagli, ma la china che sta prendendo la discussione non appare promettente.

A questo punto, cosa ce ne facciamo di un altro scudo anti-spread che non servirebbe a niente? Già nel 2012 l’allora governatore Mario Draghi varò un sostegno condizionato. Si chiama Outright Monetary Transactions (OMT) e non è mai stato utilizzato e richiesto da alcun governo in questo decennio per il semplice fatto che equivarrebbe a sottoporsi a un commissariamento ad opera di BCE e Commissione europea. Qui non ci andremmo lontani e proprio per questo corriamo il rischio che i BTp, quando saranno resi noti i dettagli tecnici del piano, torneranno ad essere oggetto di “sell off”. Sarà un’estate particolarmente calda, non solo sul piano strettamente climatico.

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