L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 giugno 2022

L'uso dell'euro, una moneta straniera finirà per distruggerci, lo spread è l'indicatore

Niente scudo anti-spread della BCE e i BTp vanno giù
La BCE ha annunciato il rialzo dei tassi a luglio e la fine del "quantitative easing", ma non ha varato alcuno scudo anti-spread
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 10 Giugno 2022 alle ore 06:10


Cessazione del “quantitative easing” da fine giugno, rialzo dei tassi d’interesse dello 0,25% a luglio e a settembre l’entità della stretta dipenderà dall’andamento dell’inflazione. Gli acquisti di bond con il PEPP saranno condotti secondo la necessaria “flessibilità” per evitare la frammentazione monetaria nell’Eurozona. Questi sono stati in sintesi i capisaldi del comunicato di ieri della BCE, al termine del board in Olanda. Chi si aspetta l’annuncio di uno scudo anti-spread, è rimasto deluso. Non c’è e quel poco che emerge è per l’appunto la possibilità che l’istituto si è riservato di concentrare gli acquisti dei bond oggetto di vendite particolarmente copiose sui mercati. Nulla che possa considerarsi un vero piano contro lo spread.

Previsioni macro BCE portano alla stagflazione

E così, dopo la pubblicazione del comunicato i rendimenti nell’Eurozona sono virati tutti al rialzo, ma con l’Italia ad accusare il colpo più degli altri. I BTp a 10 anni hanno offerto subito dopo il 3,70% contro l’1,44% dei Bund decennali, esibendo un differenziale oltre i 225 punti base, dato massimo da oltre due anni. Oltre al mancato scudo anti-spread, infatti, Francoforte ha tagliato le stime di crescita del PIL nell’Eurozona, aumentando quelle sull’inflazione.

I prezzi al consumo sono attesi crescere quest’anno del 6,8%, praticamente 3 volte e mezzo il target. Nel 2023, la crescita rallenterebbe al 3,5% e nel 2024 al 2,1%. In ogni caso, sopra l’obiettivo di medio termine del 2%. Quanto all’economia, si espanderà solo del 2,8% quest’anno, del 2,1% nel prossimo e tra due anni. Anche questi numeri hanno ampliato gli spread, riflettendo l’accresciuto rischio di stagflazione.

Scatta l’allarme spread

Le scadenze più longeve hanno risentito dei cali più marcati, come da attese.Il BTp 2051 rendeva fino al 4,45% prima del comunicato; successivamente, si è impennato al 4,58%. In rialzo anche il cambio euro-dollaro, che durante la prima fase della conferenza stampa di Christine Lagarde stava già a 1,0760, segnando +0,45%. In definitiva, il mercato ha preso atto che la stretta monetaria ci sarà senza fronzoli e che per il momento non esiste alcun paracadute garantito ai titoli di stato italiani.

Ecco, essi saranno probabilmente i perdenti delle prossime settimane. Gli investitori vorranno testare la soglia massima del “dolore” tollerata dalla BCE. Allo scopo venderanno BTp finché i rendimenti non porteranno lo spread oltre un livello critico. A meno che da Francoforte non arriveranno acquisti mirati sin da subito, unitamente a dichiarazioni tese a disinnescare la bomba speculativa. Ma dal board di ieri non è arrivato alcunché di concreto. Non era atteso alcun annuncio in tal senso, eppure ci si aspettava qualcosa di più.

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