L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 5 giugno 2022

Ma come si può pensare che quello che ha voluto le pensioni a 67 anni, continuare la distruzione della sanità pubblica e delle scuole oggi possa pensare di aumentare i salari fermi da quando siamo in Euroimbecilandia? Il VOSTRO Mario Draghi, il vile affarista

INFLAZIONE ALLE STELLE, SALARI FERMI: I CAPOLAVORI DI SUA MEDIOCRITÀ MARIO DRAGHI


Copiare i padroni di Washington può essere comodo per i maggiordomi italiani. Però dovrebbero almeno avere il buon gusto di valutare le differenze tra i due Paesi e le due economie. Gli Stati Uniti sono alle prese con una improvvisa frenata delle domande di lavoro dopo quasi un anno in cui per ogni due posti di lavoro c’era un solo candidato disponibile. Sino a qui le similitudini con l’Italia non mancano: gli imprenditori italiani, in ogni settore, lamentano la mancanza di personale disposto a lavorare.

Però c’è una differenza abissale. Gli Usa hanno affrontato il problema aumentando considerevolmente la paga oraria. Con una sorta di asta tra aziende e territori per accaparrarsi i lavoratori migliori o più necessari. Le imprese italiane hanno reagito lamentandosi. E basta. Aumentare i salari? Neanche a parlarne! Anzi, a fronte di un’inflazione insostenibile, gli imprenditori hanno chiarito che non si deve assolutamente adeguare la retribuzione all’aumento del costo della vita.

Ora, negli Stati Uniti, la situazione sta lentamente cambiando. Nel mese di maggio le assunzioni sono state 100mila in meno rispetto ad aprile. Dunque la situazione pare avviata alla normalizzazione anche se questo potrebbe significare un rallentamento dell’economia statunitense. Con l’effetto, però, di raffreddare l’inflazione che ha raggiunto livelli preoccupanti.


L’Italia, ovviamente, resta a guardare. Non ha idee, non ha strategie. Niente di niente. Sempre e soltanto il rifiuto di aumentare le retribuzioni. Senza investimenti, senza innovazione. L’inflazione divora il reddito delle famiglie ma i lavoratori non hanno il diritto di difendersi dall’aumento del costo della vita. “Piccoli sacrifici”, li aveva definiti Sua Mediocrità Mario Draghi per giustificare le sanzioni contro la Russia. Giorno dopo giorno ci si rende conto che i sacrifici si sommano ai sacrifici. E non sono piccoli. Il presidente di Confindustria, Bonomi, mette in guardia dalla recessione. Chi lavora per il mercato interno si spaventa, di conseguenza frena gli investimenti.

Tutti sperano che la voglia di vacanze possa garantire un boom di incassi al turismo domestico. Però si è visto nell’ultima stagione invernale che laddove le società degli impianti di risalita hanno aumentato il prezzo del biglietto giornaliero, gli incassi delle società sono aumentati ma il numero dei turisti è drasticamente calato. Ciò significa che ci hanno rimesso bar, ristoranti, hotel, negozi. E con inflazione alle stelle e salari bloccati, il problema potrebbe riproporsi in altri settori.

Nessun commento:

Posta un commento