L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 giugno 2022

Nuova Delhi, Mosca un legame stabile, duraturo nel tempo

L’India non rinuncia alla “relazione speciale” con la Russia

1 giugno 2022

Dopo l’attacco russo all’Ucraina, l’India continua a tenere una linea equilibrata in ambito internazionale. La sua posizione neutrale è riemersa con il voto di astensione alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contro la Russia, nei giorni successivi all'inizio dell’invasione in Ucraina.

Secondo alcuni esperti, il rapporto di Nuova Delhi con Mosca è troppo importante perché venga messo a repentaglio ed è improbabile che l’India venga persuasa a prendere una posizione diversa.

L’opinione pubblica indiana ha ampiamente sostenuto la neutralità dell’India e gli sforzi di Nuova Delhi per esortare Russia e Ucraina a risolvere la crisi attraverso il dialogo e la diplomazia. Nessuna grande protesta contro la guerra è avvenuta nel paese dall'inizio dell’invasione, e non sono state molte le voci divergenti. Per molti indiani i russi sono percepiti come amici e la Russia come un vecchio alleato.


La riluttanza del governo indiano a condannare con forza la Russia sembra aver riportato l’attenzione di Washington sull'annoso problema di sottrarre le forze armate indiane dalla dipendenza dagli equipaggiamenti russi. Secondo Bloomberg News, il governo degli Stati Uniti starebbe valutando un pacchetto della difesa da 500 milioni di dollari per l’India, teso a finanziare l’acquisto di sistemi d’arma statunitensi ma si tratta di ben poca cosa rispetto alle commesse indiane in Russia

L’85 per cento delle armi, equipaggiamento e mezzi delle forze armate indiane sono di origine russa e nuove commesse sono in arrivo come conferma anche il SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute).

La Russia ha rappresentato il 46% delle importazioni militari indiane negli ultimi cinque anni anche se l’India ha effettuato meno acquisti dalla Russia nell’ultimo decennio.

Per Nuova Delhi l’acquisto di un maggior numero di sistemi d’arma occidentali ridurrebbe la dipendenza da Mosca ma i costi più alti limiterebbe la capacità di acquisire nuovi equipaggiamenti.


Nell’ottobre 2018, nonostante la minaccia di sanzioni secondo le disposizioni del Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA) dell’allora amministrazione Trump, l’India ha firmato un accordo da circa 5,5 miliardi di dollari con la Russia, per l’acquisto di cinque unità dei sistemi missilistici di difesa aerea a lungo raggio S-400 mentre il sistema THAAD -Terminal High-Altitude Area Defense – prodotto negli Stati Uniti sarebbe costato circa sei volte tanto).

Il fatto che l’India sia alleato di Washington nella competizione contro la Cina e membro del Quad sembra non abbia influito su tale decisione.

L’equipaggiamento di origine russa posseduto dalle forze armate indiane include aerei da combattimento, aerei da trasporto, elicotteri, navi, sottomarini, carri armati, veicoli da combattimento di fanteria, sistemi multi-razzo, fucili e missili spalleggiabili.

Inoltre, gli appalti e i progetti in cantiere comprendono i sistemi di difesa aerea S-400, altri caccia Sukhoi-30 e MiG-29, fregate, carri armati T-90 nonché la produzione congiunta di fucili d’assalto AK-203.


Il rapporto commerciale tra Nuova Delhi e Mosca rimane cruciale per entrambe le parti. L’India ha acquistato 13 milioni di barili di greggio scontato dalla Russia in un mese e mezzo, dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

L’India è il più grande importatore mondiale di armi e anche il più grande acquirente di attrezzature per la difesa dalla Russia.

La posizione dell’India sulla guerra è stata vista favorevolmente a Mosca e l’India è stata esclusa dall’elenco delle nazioni ostili redatto dalla Russia.

Nuova Delhi, il secondo produttore mondiale di grano, ha recentemente ha bloccato le esportazioni, apparentemente nel tentativo di controllare i prezzi sul mercato interno. L’iniziativa fa comodo alla Russia che può contare su un maggiore margine di manovra negli eventuali negoziati con i paesi sanzionatori.

Infine, l’India è l’unico membro del Quad (Stati Uniti, Giappone, Australia e India) a non aver posto sanzioni contro la Russia e sembra non intenda compromettere i suoi interessi nazionali nonostante le forti pressioni ricevute soprattutto da Stati Uniti e Gran Bretagna

Foto: TASS, Hindustan Times e Ministero della Difesa Indiano

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