L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 giugno 2022

Rapporti sempre più stretti tra l'Algeria e la Federazione Russa

09 Giugno 2022 17:00
L'Algeria rompe definitivamente con la Spagna (Ue): pronto un accordo militare con la Russia

Francesco Fustaneo


La presidenza algerina ha annunciato la sospensione del suo Trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione con la Spagna, stipulato nel 2002.

Tale decisione giunge dopo le recente presa di posizione del premier spagnolo Sánchez in merito al conflitto nel Sahara Occidentale e all'appoggio di Madrid al Marocco sulla questione del popolo saharawi.

“Questione” quella del Sahara Occidentale che pende irrisolta, da quasi 50 anni e vede contrapposti appunto da una parte il Marocco, che ha annesso la regione dopo la fine dell’occupazione coloniale spagnola nel 1975, e dall'altra il Fronte Polisario, che a nome del popolo Saharawi ne chiede l’indipendenza, sostenuto dall’Algeria.

In Spagna ha prevalso nei rapporti con Casablanca la realpolitik portata avanti dai socialisti spagnoli: la distensione aveva condotto a un tangibile miglioramento delle relazioni con Rabat. Segnali evidenti erano stati il rientro dell’ambasciatrice marocchina dopo quasi un anno a Madrid e il calo degli arrivi di migranti già a partire dalla seconda metà di marzo a Ceuta e Melilla così come nelle Canarie.

Quella dei blandi controlli all'esodo dei migranti che provano a varcare il confine per entrare nelle enclavi spagnole, sicuramente è stata un'arma, nemmeno tanto velatamente, usata dal governo marocchino per far pressione sull'esecutivo di Madrid.

Nella cornice internazionale gli accordi di Abramo avevano invece , già nel dicembre del 2020, portato al riconoscimento da parte dell’amministrazione Trump della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale in cambio della normalizzazione dei rapporti tra Rabat e Israele.

L'annuncio algerino avrà sicuramente delle conseguenze anche se Sanchez ha cercato di smorzare i toni : La Spagna non si è disinteressata della causa del popolo saharawi, al contrario, abbiamo portato il dibattito laddove crediamo che debba trovarsi: sulla ricerca attiva di un soluzione politica, accettabile reciprocamente, nel quadro delle Nazioni Unite ha riferito il premier spagnolo al Congresso dei deputati. Sanchez ha inoltre fatto presente che non è solo la Spagna ad appoggiare la posizione marocchina (che prevede la richiesta di dichiarare il Sahara Occidentale come territorio proprio con autonomia speciale), ma anche altri Paesi, come gli Usa e la Francia sono sulla stessa linea.

Certo è, che l'Algeria non è un partner qualsiasi per gli iberici, basti pensare che da sola ne copre il 47% del loro fabbisogno di gas.

Per delle relazioni internazionali che si deteriorano altre sembrano intensificarsi significativamente.

Il 3 giugno scorso Maghreb Intelligence, in esclusiva, ha annunciato che Russia e Algeria dovrebbero firmare presto un importante accordo di cooperazione militare.

“Questa firma avverrà a margine della prossima visita di stato del presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune a Mosca.- riporta il sito. Si tratterebbe di una visita in preparazione e la cui agenda dovrà essere finalizzata nel mese di giugno per fissare definitivamente la data ufficiale dell'arrivo di Tebboune a Mosca.

L'accordo includerà disposizioni che consentono esercitazioni militari congiunte e regolari tra le forze armate algerine e russe; verrà rafforzata la cooperazione a livello di intelligence in diverse regioni come in Mali e in Libia e in particolare verterà sull'acquisizione di attrezzature militari avanzate al fine di rafforzare la forza deterrente dell'Algeria. “Inoltre, le disposizioni segrete di questo nuovo accordo -continua Maghreb Intelligence - riguarderanno un supporto militare molto attivo dalla Russia all'Algeria in caso di problemi che minacciano la sicurezza nazionale o di aggressione militare straniera.”.

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