L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 25 giugno 2022

Ricimiro


Ricimero e i suoi fantocci

Di Matteo Matera

Ricimero fu un grande generale ma la sua più grande presenza in un Impero ormai agli sgoccioli fu gestire il potere che lui stesso non poteva impersonare.

Il padre di Ricimero era un capo degli Suebi, un popolo germanico, e sua madre era una principessa visigota. All'inizio della sua carriera militare fece amicizia con il futuro imperatore Maggioriano. Dopo aver respinto una tentata invasione vandalica della Sicilia ad Agrigentum, l'odierna Agrigento, nel 456, Ricimero fu nominato comandante dei soldati.

Il 17 ottobre dello stesso anno depose l'imperatore d'Occidente Avito dopo averlo sconfitto a Placentia, l'attuale Piacenza. Ricimero elevò Maggioriano al trono occidentale un mese dopo e fu nominato console nel 459. Ma Maggioriano non si lasciava dominare. Tornato in Italia dopo il disastroso fallimento della sua campagna contro i Vandali, cadde nelle mani di Ricimero, a Tortona, il 2 agosto 461. Cinque giorni dopo fu deposto e giustiziato. Il 19 novembre 461, Ricimero nominò Libio Severo imperatore d'Occidente.

In quanto membro di una tribù germanica di fede ariana, Ricimero era ritenuto non idoneo al trono imperiale, ma come magister militum guadagnò influenza sui popoli germanici che occupavano la Gallia, l'Hispania e l'Africa settentrionale. Gli fu lasciata la possibilità di sciogliere l'Impero d'Occidente e governare come viceré ufficiale a Costantinopoli o di esercitare il suo potere sull'Occidente attraverso un imperatore fantoccio. Sebbene avesse sperato nella prima opzione, l'aristocrazia romana rifiutò di acconsentire a questo passo e Ricimero fu costretto a proseguire con la seconda.

L'assassinio di Maggioriano da parte di Ricimero non si adattava bene ad alcune parti dell'establishment militare, in particolare al comandante generale in Gallia, Egidio, e al comandante generale in Dalmazia , Marcellino, che governavano i rispettivi domini indipendentemente dall'autorità imperiale. Questi due generali entrarono in aperta ostilità con Ricimero e si rifiutarono di riconoscere la sua posizione. Ricimero governò l'Occidente senza un imperatore per tre mesi. Di fronte alle pressioni del senato e dell'aristocrazia, Ricimero nominò l'anonimo senatore Libius Severus come suo imperatore fantoccio.

Dopo arrivò Antemio, altra figura di comodo. Nemmeno lui fece una bella fine, Antemio resistette finché i suoi sostenitori non lo abbandonarono. Travestito da mendicante, l'imperatore fu sorpreso mentre tentava di fuggire dalla città presso la Chiesa di Santa Maria in Trastevere, dove fu decapitato l'11 luglio 472. Ricimero poi proclamò imperatore Olibrio, che era il candidato imperatore che lui e Genserico una volta avevano favorito.

La vita di Ricimero fu usata come soggetto di libretti d'opera nei secoli XVII e XVIII, impreziosendo la sua biografia con intrighi romantici e politici. La prima ambientazione fu Ricimero re de' Vandali di Matteo Noris e fu incentrata sull'insediamento di Antemio a Roma e sulla promessa di matrimonio alla figlia Domizia.

Vi lasciamo all'approfondimento di questo personaggio davvero pieno di sfaccettature e di una vita "politica" intensa e complessa.


Nessun commento:

Posta un commento