L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 luglio 2022

Abbiamo vissuto quei due mesi giorno per giorno sapevamo che Borsellino sarebbe morto. C'era una cappa di tristezza e consapevolezza in Italia

Borsellino: un delitto del PCI
Maurizio Blondet 19 Luglio 2022


Cesare Sacchetti

Via D’Amelio, 30 anni dopo. Personalmente provo una repulsione per questi anniversari dove la politica esibisce il solito esercizio di pelosa retorica sulle figure di Falcone e Borsellino, senza poi aver fatto mai nulla per rendere veramente giustizia ai due magistrati uccisi 30 anni. La soluzione di via D’Amelio sta a Capaci. Paolo Borsellino aveva “capito tutto”. Sapeva che il suo fraterno amico era stato ucciso non dalla mafia, da un potere molto più forte. Sapeva che Giovanni Falcone sarebbe dovuto andare a Mosca per coordinare le sue indagini sui fondi del PCI, tramutatosi nel PDS. Parliamo di un quantità di fondi pari a 989 miliardi di lire.

Falcone e Borsellino stavano per arrivare ad una verità che avrebbe potuto spazzare via il PDS. Lo stato profondo di Washington non poteva tollerarlo. Era stato già deciso ai piani alti del potere di affidare alla sinistra progressista il compito di trascinare l’Italia nel baratro della globalizzazione e dell’euro. Questa è la verità sulla quale si deve fare luce. Questo è il vero modo per rendere omaggio a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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