L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 15 luglio 2022

Assenza di conflitto d'interessi, tempo tanto tempo, metodo e abitudine all'analisi. Dulcis in fundo quello che l'informazione ufficiale dice viene automaticamente filtrato una volta che si è scoperto di quale pasta e di quanto sono capaci per farci credere alla LORO narrazione

La depressione inflattiva in Italia, questo inverno, sta diventando mainstream

Dopo l’inflazione, anche la depressione inflattiva si concretizza davanti ai nostri occhi. Resta la previsione - preciso, non nostra - citata da Pepe Escobar, ossia di un golpe in Italia da settembre prossimo causa rottura del sistema socio-economico Italiano indotta di fatto dal draghismo (va capito se per “rechazar Draghi o para apoyar su proyecto”). Non so voi, ma non riesco ad allontanare dal mio retropensiero “La colonna infame” (non la “Colonia Infame”, per ora)



Questo sito fa un errore, chiaro, errore assai sconsigliato nel paese di Dante e Prezzolini; ossia nel luogo dove il merito non solo NON viene riconosciuto ma spessissimo viene addirittura negato: è un sito troppo “avanti”.
Essere tali, come ben diceva Prezzolini, è una colpa in Italia. Infatti l’invidia più accesa non è materiale ma intellettuale, in Italia.

Fatta questa dovuta precisazione passiamo alla Colonna Infame, versione reload: andrebbe riletta. Riporto giusto la recensione, in molti capiranno la modernità dell’opera:

“… Con questa vicenda, Manzoni vuole affrontare il rapporto tra le responsabilità del singolo e le credenze e convinzioni personali o collettive del tempo. Tramite un’analisi storica, giuridica e psicologica, l’autore cerca di sottolineare l’errore commesso dai giudici e l’abuso del loro potere, che calpestò ogni forma di buonsenso e di pietà umana, spinti da una convinzione del tutto infondata e da una paura legata alla tremenda condizione del tempo provocata dall’epidemia di peste.”

Penso il ragionamento – attualissimo – sia chiaro. Quanto meno sul contesto oppressivo che ci ammanta e ci indirizza, o almeno così vorrebbe fare (…). E che ci porta alla contestualizzazione economica, ossia sociologica, della depressione inflattiva.

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Passiamo dunque ad una importantissima realtà taciuta, nel mare magnum delle prese in giro governative e dei servi del potere (di quelli che che vivono sperando di ottenere una prebenda, ndr), povertà di spirito purtroppo diffusa a tutti i livelli.

Ecco dunque la depressione inflattiva, in arrivo.

Sopra, al titolo, abbiamo ripreso una immagine sulla crisi greca: sappiate che post Draghi l’Italia farà peggio come perseveranza della crisi. Fatto che porterà la Penisola a rischiare di diventare colonia straniera (…).

Come la previsione dell’inflazione ci fu negata in passato, da stampa mainstream e “sagaci” (e venduti, se non propriamente incapaci) commentatori, solo per ricredersi giusto di nascosto, sminuendo il loro errore, idem oggi nessuno vuole ancora vedere l’immanente più che imminente depressione inflattiva. E non la stagflazione, si noti. Ricordo ad esempio un ristoratore riscopertosi economista che voleva convincermi sulla stagflazione, non depressione (…).

Fra poco, qualche mese, vedrete che li si ritroverà tutti a Canossa.

Sappiate solo che resta uno sforzo inutile, in assenza di minime basi, cercare di imbastire qualsiasi discorso serio se si è al cospetto di una platea inadeguata. Ossia di soggetti che per definizione non vogliono ascoltare, di principio.

Ma, come ben sappiamo, purtroppo i fatti non si negano, ma si verificano. Come con la fisica.

Dunque visto che la depressione inflattiva sta arrivando, in Italia, ormai sdoganata dal pre- mainstream, tanto vale ri-annunciarla, visto che ormai detta depressione inflattiva già compare tra le righe della stampa. Poi arriverà il resto, ossia il “grande giro”.
Si sappia infatti che la stagflazione sta alla presenza di una moneta sovrana facente funzioni, come la depressione inflattiva sta all’assenza di una moneta sovrana facente funzioni (…).
La domanda che secondo noi vi dovreste porre è piuttosto come facevamo a “sapere” cosa sarebbe successo.
A parte gli amici in tre capi del mondo, a parte parlare 5 lingue, a parte un po’ di esperienza sul campo, è questione di metodo e di abitudine all’analisi. E di fact checking fatto bene, ossia di studio.

E, soprattutto direi, di assenza di conflitti di interessi, oltre che di tempo da dedicarci. Storia lunga.

Sulla genesi della teoria, che ci ha portati alla suddetta previsione, vi lascio invece a questo nostro pezzo, di seguito, che riprende una sublime analisi di un famoso analista USA sull’argomento, da stupirsi di chi c’è dietro (…)

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MD

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