L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 luglio 2022

Devono smaltire le dosi già comprate, basta dire che sono farmaci sperimentali aggiornati, proibito controllare

Speranza prepara la campagna d'autunno

04 Luglio 2022 

Il ministro della Salute Roberto Speranza non molla e prepara gli italiani, con quella che suona più come una minaccia che come una promessa: “Stiamo preparando una campagna di vaccinazione larga con il vaccino adattato ad Omicron per l’autunno. Le fasce d’età verranno decise a luglio”. Dunque, ci risiamo. Con l’inganno di non dire che sarà una quarta dose ma una prima dose del “vaccino” aggiornato, gli italiani dovranno tornare a sottoporsi al trattamento. È facilmente prevedibile che quindi torneranno Green pass, sospensioni e licenziamenti dal lavoro.

Nella sua intervista a La Stampa Speranza ha aggiunto: “Però i più fragili – quelli che hanno più di 80 anni, o vivono in Rsa, o quelli tra i 60 e i 79 anni che hanno particolari fragilità – possono fare subito la quarta dose. Per loro il mio appello è a non aspettare l’autunno”.

E sempre in vista dell’autunno dice Speranza: “Preoccupato? Bisogna sempre essere vigili, ma non possiamo pensare di affrontare il Covid come nel 2020. Allora non avevamo vaccini, antivirali, monoclonali. Oggi – sottolinea Speranza –abbiamo molte più armi e ne avremo di ancora migliori con i vaccini adattati”.

“Bisogna essere prudenti, proteggersi, vaccinarsi, ma i numeri delle ospedalizzazioni sia da noi che in Paesi dove si sono superati i 100 mila casi al giorno, come Francia e Germania, dimostrano che la situazione è meno preoccupante. Mi viene detto – ha detto Speranza – che sono un ministro molto duro, molto rigoroso, il ministro che è stato sempre molto fermo anche in scelte non sempre semplici da fare, ma fatte sempre in piena coscienza e piena convinzione in dialogo costante con la nostra comunità scientifica. I numeri di questi giorni però dimostrano che siamo ancora dentro questa sfida”.

“Anche se siamo in un tempo nuovo e abbiamo strumenti che ci sognavamo due anni fa, quando tutti noi speravamo nell’arrivo di vaccini, di monoclonali e di antivirali. Mediaticamente – ha evidenziato il ministro – c’è stato un effetto abbastanza netto: la guerra ha sostituito il Covid, che è scomparso dai talk show e dai giornali. Questo è l’impatto mediatico, ma in realtà la guerra si è aggiunta al Covid, non è che è scomparso perché una mattina i carri armati di Putin hanno invaso l’Ucraina”.


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