L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 luglio 2022

Draghi scappa e Mattarella Mattarella: " sali a bordo, cazzo!"

Cesare Sacchetti, [17/07/22 09:11]

I media continuano a spostare l'accento della responsabilità della crisi su Conte e il M5S. Nessuno vuole fare una difesa di coloro i quali furono responsabili del colpo di Stato pandemico del 2020, ma questa ricostruzione è completamente falsa. Se avesse voluto restare, Mario Draghi avrebbe potuto farlo senza difficoltà alcuna. I partiti gli hanno rinnovato la fiducia per il semplice fatto che Draghi era la zattera della politica italiana. Tutti si aggrappavano ad essa nella speranza di restare a galla. Tolto l'uomo del Britannia un intero sistema politico andrà a fondo.

Draghi aveva i numeri per continuare e non ha fatto altro che sfruttare il pretesto che Conte gli ha offerto. Non era il M5S a pianificare la crisi da mesi. Era Mario Draghi che ha lavorato a questa uscita sin dallo scorso febbraio. Una volta vistosi sbarrate le porte del Quirinale, la "ricompensa" promessagli dalle logge, Draghi non aspettava altro che un'occasione per poter uscire da palazzo Chigi. Quel giorno è arrivato. Ora tutti sono disperati. Tutti si sentono perduti. Tutti sanno che è finita.


da telegram

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