L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 luglio 2022

Economia da debito può andare avanti solo creando altro debito. Ormai l'Occidente ha solo politici inetti e incapaci, servi nell'animo

Guerra in Ucraina e liberazione dell’Europa



Tutta la narrazione avrebbe dovuto crollare non appena gli ultimi nazisti si sono arresi a Mariupol: com’era possibile che una città di mezzo milione di abitanti, responsabile di un decimo del Pil ucraino si riversasse in strada dopo mesi di terrore a fare da scudo umano ai militanti del battaglione Azov inneggiando ai russi? In quel momento l’Europa ha scoperto il suo bluff morale. I responsabili che avevano voltato la testa dall’altra parte quando i neocon americani avevano cominciato a preparare il conflitto; quelli che pur essendo garanti degli accordi di Minsk si sono tirati indietro mostrando che il loro onore non vale un soldo bucato; tutti quelli che hanno negato il nazismo, che hanno fatto finta di non aver sentito visto o letto i proclami dell’Ucraina di Maidan sulla superiorità razziale ucraina sulla cui base il Paese si è ridotto ad essere un immenso lager per i russofoni. Ebbene tutti questi sono i traditori dell’Europa e dei loro Paesi. non solo perché hanno accettato di sottomettersi alla violenza dell’impero e delle sue mire, fino alla rinuncia dei propri interessi vitali, ma lo hanno fatto mentre l’impero stesso vacilla e si avvicina alla prima decisiva sconfitta. Traditori sì, ma anche stupidi.

Non si si può non vedere la drammatica stagione degli Usa i cui smisurati appetiti possono essere alimentati solo dalla continua espansione del debito che invece comincia ad implodere su se stesso. Un terzo di tale debito che è a rischio non solo per la sua insolvibilità, ma anche il fatto che potrebbe essere rubato dalla cosiddetta “comunità internazionale”, appartiene ad altri Paesi che se ne stanno disfacendo il più velocemente possibile: la Cina si è sbarazzata di 100 miliardi di dollari il mese scorso, mentre il Giappone è arrivato a 110, un altro terzo di esso è detenuto dalla Federal Reserve con la sua montagna di immondizia finanziaria che viene tenuta nascosta a forza di illusionismi e il rimanente è nella mani di entità finanziarie di vario tipo che sussistono grazie a un continuo afflusso di liquidità della Federal Reserve. Fino ad ora tutto questo Casino Royale è stato tenuto insieme dal ricatto delle imponenti forze militari statunitensi, ma le numerose sconfitte che sono arrivate negli ultimi decenni, la fuga precipitosa dall’Afghanistan e ora la grande esitazione di fronte alla potenza della Russia e la scelta di nascondersi dietro il sangue ucraino, stanno cancellando questi mito.

Ma siamo vicini all’epilogo perché persino ceti politici impresentabili per corruzione, mancanza pneumatica di prospettive e stupidità ( le tre cose hanno un chiaro collegamento) cominciano a rendersi conto di stare mettendo i mutande i loro cittadini per buttare soldi e armi in un buso nero da dove escono soltanto conti off shore per gli uomini del governo di Kiev, per comandanti militari e piccoli oligarchi di guerra che si vendono le armi occidentali e le offrono persino ai russi. Non potrà certo durare a lungo: ormai, circa l’80% di tutte le armi che l’esercito ucraino aveva all’inizio del 2022 sono state distrutte; le armi spedite dalla NATO vengono distrutte poco dopo il loro arrivo; l’80% dei battaglioni nazisti originali e altamente indottrinati non esiste più. Le vittime dalla parte ucraina sono centinaia al giorno mentre i russi fanno il loro lavoro dalla sicurezza di una distanza da artiglieria e si trasferiscono solo quando il terreno è sicuro. L’esercito ucraino è costretto a radunare riservisti e soldati di leva non addestrati (comprese le donne) e inviarli al fronte dove vengono uccisi, si arrendono o disertano o tentano di scappare. Secondo i calcoli di analisti militari queste nuove leve che ricevono 20 giorni addestramento non hanno più di una settimana in media di sopravvivenza al fronte. Mosca sta aspettando che maturino le condizioni della resa il che accadrà quando l’occidente comincerà leccarsi le ferite e a inviare meno armi e tutta la mafia bellica ucraina e non solo capirà che non c’è più niente da rubare, né da sperare, né balle da raccontare. Potrebbe anche essere un crollo improvviso sotto un attacco particolarmente forte e c’è l’impressione che i russi stiano preparando una sorpresa in questo senso.

Purtroppo ci rendiamo conto che non è solo l’Ucraina, ma che l’Europa ha bisogno di liberazione dai suoi leader inetti oltre che inclini all’autoritarismo e alle censure. Sanno di aver perso la guerra iniziata contro la Russia nell’Ucraina nazista. Sanno che Zelensky è finito, anche se per il momento è ancora sostenuto dai sostenitori neocon di Biden e che non solo la Crimea e il Donbass , ma anche molte altre parti dell’Ucraina torneranno per sempre alla Russia, dove del resto si trovavano un secolo fa. Ma anche in questo caso ormai quasi certo più che probabile si stanno preparando a dire l’ennesima bugia e a fingere una situazione di stallo in un territorio che di fatto non esiste più cosi da poter trovare una giustificazione che hanno fatto per puro spirito di asservimento agli Usa. Mi chiedo se ci sarà ancora qualche idiota in grado di credere in costoro.

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