L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 30 luglio 2022

Emergenza

28 JULY 2022


"Le foreste precedono gli uomini, i deserti li seguono" (Chateaubriand). E non c'è dubbio che l'Italia fra siccità più o meno indotta, estati torride e incendi dolosi stia andando a fuoco, in fumo e in cenere. Correva giusto il 29 luglio del 2017. Esattamente 5 anni fa, scrissi un post di cui non cambierei una riga. A parte le località interessate a incendi, le uniche cose ad essere cambiate ( oggi,Versilia, Friuli, Sardegna) . Il titolo: L'estate delle solite emergenze permanenti":

Non se ne può più di sentire pronunciare dai media con estrema banalità e superficialità la parola "emergenza". Credo che sia la parola più frequente dei soliti bollettini di guerra trasmessi dai TG: emergenza siccità, emergenza incendi, emergenza immigrazione, emergenza sbarchi, emergenza criminalità, emergenza sicurezza, emergenza terrorismo, ecc. Non va meglio nella cattiva stagione invernale: emergenza maltempo, emergenza neve, emergenza valanghe, emergenza alluvioni,... In ogni caso, è una parola buona per tutte le stagioni. Provate a contare tutte le volte che viene pronunciata. Credete forse che sia per caso? No, non lo è.
Ce lo disse Attali in un famoso video già abilitato in precedenza, che dallo stato di emergenza non si potrà mai più uscire, poiché i governi darebbero subito un'immagine di debolezza. Disse anche che avendo debellato la pena di morte e con l'estinzione del comunismo a Est, ci vuole qualcosa che metta soggezione ai popoli. E che questo qualcosa per i governi in carica, chiamasi l'état d'urgence (lo stato di emergenza).

E' ancora vero tutto ciò? più che mai. E quel che è peggio, è stato realizzato. Andiamo avanti. Veniamo all'Italia che brucia. Ogni zona ha i suoi gruppi criminali che bruciano. Bande che vogliono ottenere appalti in cambio della sicurezza delle zone boschive (o mi dai l'appalto o brucio tutto); clan che attraverso il fuoco rendono inedificabili i terreni da cui vogliono ottenere percentuali sulle concessioni edilizie e i lavori di costruzione; e ancora con il fuoco le organizzazioni trasformano parchi nazionali in spazi ideali per le discariche abusive (da materiale plastico a stoffe, rifiuti speciali il cui smaltimento comporta oneri che le aziende aggirano appaltando alla camorra).

Ma a parte tutto ciò ben riportato, non si tratta unicamente della solita camorra o della solita mafia, ma soprattutto di un motivo di plateale evidenza: gli esseri umani hanno bisogno di spazio, e provenendo dall’Africa e dall’Oriente vogliono a tutti i costi impadronirsi di quello più abbordabile: l’Italia, che è ormai quasi del tutto piena, e la Grecia, piccola per estensione ma luogo di ancoraggio utilissimo per tutti gli altri luoghi dell’Europa d’Occidente. (Italiani in via d'estinzione - Ida Magli). Il vecchio articolo di Ida Magli che ho linkato andrebbe invece incorniciato. E dire che le diedero a suo tempo della paranoica complottista. Il suo Post Scriptum è esemplare: "Ricordo a coloro che trovano eccessiva la mia interpretazione degli incendi che incendiare per avere territorio abitabile e sfruttabile è stata una pratica comune a tutti i popoli fin dalla prima scoperta del fuoco".

Si parla addirittura di aerei con cartucce esplosive e di elicotteri che spandono combustibile. Ma chi li identifica? E in caso di processi, quanto durano? E che pene scontano? Inoltre, procurarsi manovalanza straniera per far fare il lavoro sporco, è un gioco da ragazzi.

Non va meglio col problema siccità. Da quanto tempo si parla di riparazioni della rete idrica considerata obsoleta e carica di perdite e falle? Da una vita. Eppure nessun comune di nessuna regione che io sappia, ha mai investito un centesimo per la ristrutturazione e il rinnovo delle tubazioni. I soldi, è meglio spenderli per stupidi "eventi", parola altisonante che promette assai di più di quanto non mantenga. Per fuochi d'artificio, per i gay pride, per gli schiuma party e altre idiozie. Meglio proibire, razionare, commissariare, multare. Lombardia e l'Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia cui si aggiungono altre regioni. Ecco farsi avanti i soliti sindaci-sceriffi che firmano ordinanze per limitare il consumo d'acqua potabile. Con regole che prevedono il divieto di utilizzarle specie per orti, giardini e piscine e con multe che possono arrivare fino a 500 euro. Giardini da bagnare a giorni alterni, vicini che guardano in cagnesco e che magari corrono pure a fare la spia se il confinante si attarda a bagnare il giardino, come ai tempi delle clausure pandemiche se solo qualcuno osava fare cene o pranzi in casa propria. Al mare, guai a risciacquare le barche con acqua dolce. "Hai visto quello?" mi ha fermato una conoscente allarmata "ha risciacquato la barca con l'idrante e l'acqua dolce. Deve bastare il mare". Figuriamoci se ho dato corda a questi "guardoni del Sociale"!
L'eterna emergenza è questa: creare un continuo assillante stato di polizia con tanti piccoli sbirri occhiuti tra i vicini di casa. Una sorta di catena di comando invisibile, ma efficace per chi si propone il controllo dei cittadini sempre più trasformati in sudditi. Ha funzionato con la "pandemia" dolosa, funziona con la siccità e con qualsiasi altro tipo di "emergenza". Intanto aspettiamoci un autunno di alluvioni e frane poiché il suolo è inaridito e distrutto dalla siccità e dai roghi. E allora ecco riapparire nuovi (si fa per dire) titoloni terrorizzanti: emergenza pioggia, emergenza frane, emergenza fango, emergenza alluvione...emergenza....

S. Marta

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