L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 luglio 2022

Eurasia sviluppa il Corridoio di Mezzo

Il Kazakistan annuncia iniziative di cooperazione regionale al quarto vertice degli stati dell’Asia centrale

25 lug 2022 (aggiornato: 25 lug 2022)

Da sinistra, i presidenti del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev, del Tagikistan Emomalī Rahmon, del Kirghizistan Sadır Japarov, del Turkmenistan Serdar Berdimuhamedow, e dell'Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev alla quarta riunione consultiva dei capi di stato dell'Asia centrale a Cholpon-Ata, Kirghizistan. [Servizio stampa del Presidente del Kirghizistan]

Giovedì 21 luglio il Kazakistan ha annunciato nuove iniziative regionali alla riunione dei capi di stato dell’Asia centrale a Cholpon-Ata, una località turistica sulla sponda settentrionale del lago Issyk-Kul in Kirghizistan, vicino all’ex capitale kazaka Almaty.

Questo è stato il quarto incontro dei leader di Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan e Kirghizistan, che si sono incontrati per la prima volta nella capitale kazaka nel 2018, con grande sorpresa della comunità internazionale.

I diplomatici kazaki all’epoca dissero che non si era tenuto alcun vertice simile negli ultimi 20 anni. Secondo quanto riferito, una delle principali ragioni del cambiamento di rapporti tra i paesi centro-asiatici è stata la democratizzazione in Uzbekistan dopo la morte del suo primo leader, Islam Karimov, nel 2016.


Da allora, i leader si sono incontrati in Uzbekistan nel 2019 e in Turkmenistan nel 2021. Inoltre, il primo ministro indiano Narendra Modi ha ricevuto i ministri degli esteri dei cinque paesi dell’Asia centrale a Nuova Delhi nel dicembre 2021, in un apparente sforzo di competere con l’influenza di altri attori geopolitici: Russia, Cina e Pakistan.

I cinque paesi dell’Asia centrale sono tutte ex repubbliche sovietiche attive nella costruzione delle loro nazioni dopo il periodo comunista, che aveva visto la loro identità nazionale messa da parte.

La maggior parte di loro ha mantenuto forti legami con la Russia, ma il Kazakistan e, più recentemente, l’Uzbekistan cercano di controbilanciarli con relazioni economiche attive e dialogo politico con l’Occidente, compresa l’UE.

Le principali battute d’arresto nella cooperazione regionale sono stati i recenti disordini nella provincia autonoma uzbeka del Karakalpakstan, dovuti a quella che sembra essere una decisione politicamente motivata da un tribunale russo di chiudere il terminal utilizzato dal Kazakistan per esportare il proprio petrolio in Occidente.


A Cholpon-Ata, in Kirghizistan, il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev ha proposto diverse iniziative per la cooperazione regionale.

Secondo il sito web del servizio presidenziale, i punti salienti sono i seguenti:

1) Conclusione di un trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione per lo sviluppo dell’Asia centrale nel 21° secolo

Secondo Tokayev, un trattato del genere sarebbe “unico per contenuto e prospettiva storica” e sancirebbe la natura speciale delle relazioni tra i cinque paesi.

2) Un meccanismo per consultazioni periodiche dei Segretari dei Consigli di Sicurezza

Tokayev ha spiegato che un tale meccanismo dovrebbe essere lanciato per elaborare soluzioni comuni per prevenire le minacce alla sicurezza. Inoltre, ha proposto che i ministri degli affari esteri dovrebbero essere incaricati di incontrarsi regolarmente, almeno una volta ogni sei mesi, per sviluppare approcci coordinati a questioni regionali e internazionali critiche.

3) Un approccio di interazione tra gli stati dell’Asia centrale in formati multilaterali

Nelle parole di Tokayev, i cinque paesi non dovrebbero rimanere confinati entro limiti geografici fissi. Di conseguenza, alle riunioni consultive dei leader dell’Asia centrale potrebbero partecipare rappresentanti di alto rango di altri Stati vicini, come Russia e Cina, come ospiti invitati.

4) Una piattaforma di esperti per lo sviluppo di approcci reciprocamente accettabili alla delimitazione delle frontiere

Il Kazakistan propone di creare una piattaforma di esperti per sviluppare approcci reciprocamente accettabili alla delimitazione delle frontiere. Avvocati esperti, cartografi, guardie di frontiera e altri specialisti dovrebbero essere coinvolti in questo lavoro e il Consiglio dei ministri degli Affari esteri dei cinque paesi potrebbe coordinarlo.

5) Una rete di centri commerciali e economici di frontiera

Secondo Tokayev, sarebbe utile adottare misure adeguate per avviare una rete di scambi commerciali ed economici transfrontalieri, che fungerebbero da punti di ancoraggio del sistema di trasmissione di beni comuni dei paesi dell’Asia centrale in vista di un’ulteriore espansione.

6) AIFC come piattaforma per stimolare gli investimenti in progetti regionali

Riferendosi all'”Astana International Financial Centre” con sede in Kazakistan, che è governato dalla legge inglese e i cui giudici sono tutti inglesi, Tokayev ha affermato che l’AIFC potrebbe diventare una piattaforma efficace per incoraggiare investimenti diretti e di portafoglio in progetti regionali.

Nelle sue parole, più di 1.400 aziende provenienti da 64 paesi sono registrate presso l’AIFC, molte delle quali interessate a fare affari in Kazakistan e nei paesi limitrofi.

7) Trasporto e potenziale logistico della regione

Tokayev ha riferito che il Kazakistan ha sviluppato attivamente la rotta dei trasporti internazionali transcaspica, chiamata anche “corridoio di mezzo”, che è diventata ancora più importante da quando la Russia ha invaso l’Ucraina a febbraio e i comici (?!?!) attraverso il corridoio settentrionale (Cina, Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia, Germania) sono stati colpiti dalle sanzioni dell’UE.

Nelle parole del presidente, dal 2017 il numero di container trasportati lungo le rotte di questo corridoio è quasi triplicato, arrivando a 25.000.

Tokayev ha affermato che anche il Kazakistan è pronto a partecipare alla costruzione della ferrovia Mazar-e-Sharif– Kabul–Peshawar, e invita i suoi partner a utilizzare attivamente la ferrovia Kazakistan-Turkmenistan-Iran, la rotta più breve tra l’Asia orientale e i paesi del Golfo Persico.

8) Project Office dei Paesi dell’Asia Centrale per la tutela dell’ambiente

Tokayev ha fatto riferimento al cambiamento climatico e alla crescente domanda di risorse idriche ed energetiche. Per coordinare le azioni congiunte, ha proposto di creare un Project Office dei paesi dell’Asia centrale per proteggere l’ambiente e attuare una politica coordinata sui cambiamenti climatici nella regione.

La diplomazia dell’acqua è al primo posto tra le priorità dell’UE per la regione. Di recente l’UE ha annunciato l’intenzione di diventare il principale investitore nella diga più alta del mondo in Tagikistan, in una mossa volta ad aiutare l’Asia centrale a ridurre la sua dipendenza dall’energia russa, e che fa parte della risposta dell’UE alla Belt and Road Initiative cinese.

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