L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 15 luglio 2022

Gli Hezbollah si oppongono ai ladri di gas libanese degli ebrei sionisti

Libano: Hezbollah, guerra con Israele più onorevole che la fame
Leader Nasrallah a tv: 'Confronto unica via di salvezza'
14 LUGLIO, 16:54


BEIRUT - Hezbollah, partito armato sciita libanese alleato dell'Iran e che fa parte del governo e del parlamento di Beirut, afferma che per la popolazione del Libano, Paese al collasso finanziario, è meglio una nuova guerra con Israele piuttosto che subire gli effetti della peggiore crisi economica della sua storia.

In un discorso televisivo trasmesso nelle ultime ore, Hasan Nasrallah, leader del movimento, è tornato ad accusare Israele di contribuire ad acuire la crisi economica del Libano, dove, secondo l'Onu, più dell'80% della popolazione vive ormai in stato di povertà.

Commentando l'invio di droni, nei giorni scorsi, nei pressi di una piattaforma energetica israeliana a largo delle coste mediterranee contese tra i due Paesi, Nasrallah ha detto: "Siamo molto seri nel seguire questa pista. E crediamo che questo (il confronto militare con Israele) sia l'unica via per salvare lo Stato".

"Perché se invece continuiamo così, ci troveremo in una situazione assai peggiore della guerra", ha detto Nasrallah, riferendosi al presunto immobilismo delle istituzioni libanesi nel negoziare con Israele la spartizione delle zone energetiche marittime.

"Ci sono alcuni attori - ha detto Nasrallah - che vogliono distruggere il nostro Paese... che vogliono vedere i libanesi in fila per il pane e uccidersi l'uno con l'altro per la fame...".

In questo senso, ha detto il leader sciita filo-iraniano, "minacciare di fare la guerra e andare in guerra, sarà più onorevole che essere vittima di quello che vuole il nemico per noi".

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