L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 luglio 2022

gli istruttori della Nato sono i primi a gestire le armi occidentali come gli Himars per colpire la popolazione civile

La Russia riparte da Odessa



Gli ukroamerikani con le due kappa che si meritano, una per ciascuno, speravano di sfruttare l’accordo di Istanbul con la Russia sul trasporto del grano per poter trasformare i porti e in particolare quello di Odessa in terminali protetti per gli arsenali in arrivo dagli Usa e dall’Europa, nonché in vere e proprie basi militari. Ma si sono illusi: i missili Kalibr sono calati dall’alto per distruggere una nave da guerra ucraina attraccata al molo e un magazzino di missili anti-nave Harpoon appena consegnati dagli Stati Uniti oltre a un cantiere per le riparazione di navi militari dove era ammassato altro materiale. Adesso ovviamente Kiev che pensava di poter prendere per il sedere i russi dice che sono stati distrutte le attrezzature necessarie per l’imbarco dei cereali e i silos di grano e spinge ancora una volta su questo tema e sullo spettro della fame nel mondo per sopravvivere. Ma questo è assolutamente falso, l’ennesima menzogna di un regime di bugiardi patologici, nulla di ciò che serve per la movimentazione e il carico dei cereali è stato colpito: beato chi crede nelle balle di Kiev e maledetto chi fa fa solo finta di dar retta alle menzogne di un regime disperato che sta affogando nel suo fanatismo e nella sua corruzione. Ma questa azione che è stata solo uno fra i tanti colpi messi a segno ieri dalla Russia, ci dicono due cose molto chiare: la prima è che Mosca non ha più voglia di giocare di fioretto e che nel prossimo futuro colpirà duramente anche i luoghi dove si radunano gli uomini del regime e quelli della Nato che di fatto dirigono le operazioni.

La seconda è che ormai l’idea che l’opera di disarmo e di denazificazione della Russia si fermi al Donbass è completamente saltata: se l’occidente complessivo non avesse riempito l’Ucraina di armi al solo scopo di continuare il massacro e di indebolire Mosca, forse l’operazione avrebbe potuto fermarsi lì, ma visto che gli istruttori della Nato sono i primi a gestire le armi occidentali come gli Himars per colpire la popolazione civile e che non ci sono segnali di ripensamento su questo tentativo criminale di continuare la guerra, Mosca sarà costretta a portare il confine molto oltre il Donbass per portare a termine la sua opera di disarmo e di denazificazione, ovvero il suo obiettivo principale e dichiarato fin dall’inizio Comunque tutta la fascia marittima russofona e legatissima per cultura alla Russia, non farà mai più parte di una entità chiamata Ucraina la cui esistenza, persino come nome, ha appena un secolo. E non si tratta di illazioni, ma di parole di rappresentanti russi di alto livello. Visto l ‘animus della Nato e la propensione alla guerra dei Paesi europei la Russia non potrà mai avere un minimo di sicurezza se non avrà un vasto territorio di interposizione e magari il passaggio alla neutralità di qualche Paese dell’Est o del Baltico che ha ha perso il senso della misura.

Dunque non si sa se esisterà ancora una qualche entità chiamata ucraina o non piuttosto due o magari tre piccoli stati, ma d’altronde questo è il risultato della stupidità della governance occidentale che non ha saputo cogliere l’occasione di passare dallo shooting per interposti ucraini, alla diplomazia anche una volta scoperto che le sanzioni erano inutili e che colpivano in primo luogo l’occidente e l’Europa in particolare. No, ha voluto voluto continuare a tutti i costi a riempire l’Ucraina di giganteschi arsenali di armi, ha voluto fornire spazio a un cocainomane come Zelensky e alla sua accolita di nazisti che probabilmente verranno scacciati dallo stesso esercito ucraino, per tentare di rimandare il momento della sconfitta. Questo ci dice sulla mentalità della governance occidentale che teme molto più di apparire sconfitta che di essere sconfitta: è riuscita a creare un sipario narrativo che sta in piedi finché non viene strappato facendo trapelare ciò che sta dietro. Ma in Ucraina più si va avanti a fingere di non essere stati sconfitti, più questa cortina di menzogne viene lacerata dalla realtà. Per ora il sistema può cavarsela sostituendo le facce dei leader più compromesse con la guerra e con le sue conseguenze, ma se va avanti l’impoverimento europeo alla fine il sistema stesso verrà travolto.

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