L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 luglio 2022

I farmaci sperimentali covid fanno ammalare

Giudice di Firenze: “Il contagio dilaga tra i vaccinati”
Maurizio Blondet 13 Luglio 2022

La pronuncia del Trib. di Firenze pubblicata il 6 luglio u.s. è una delle più clamorose tra tutte quelle emesse dalla giurisprudenza italiana in questi due anni di sedicente emergenza sanitaria.

Accogliendo il ricorso presentato da una psicologa sospesa dal suo ordine di per non avere ottemperato agli obblighi “vaccinali” anti-Covid, il giudice toscano ha finalmente riportato il dibattito sui sieri genici sperimentali su di un piano ancorato alla realtà dei dati.

Ad avviso del giudice fiorentino, dovrebbe appare evidente agli occhi di tutti “un fenomeno opposto a quello che si voleva raggiungere con la vaccinazione, ovvero un dilagare del contagio con la formazione di molteplici varianti virali e il prevalere numerico delle infezioni e decessi proprio tra i soggetti vaccinati con tre dosi”.

L’art. 32 Cost. può dirsi violato apparendo chiaro che questa campagna si è contraddistinta per una “mancanza di benefici della collettività”.

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