L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 luglio 2022

i VOSTRI farmaci sperimentali sono estrinsicamento più pericolosi del covid stesso

Germania: 2,5 milioni di reazioni avverse segnalate dai medici



Probabilmente le società contemporanee sono troppo complesse perché la verità possa essere del tutto occultata ed è per questo che essa è ormai schedata tout court come disobbedienza al potere e dunque punibile di per sé, come abbiamo visto quotidianamente nei giorni della pandemia, in quelli della ossessiva campagna vaccinale e come vediamo ancora adesso: così non dobbiamo stupirci se in qualche caso la verità luccica in fondo al pozzo e salta fuori che in Germania le visite mediche retribuite a seguito di reazioni avverse dovute alle vaccinazioni raccontano una verità che l’ambiente medico complice vorrebbe tenere assolutamente nascosta. Ed è una verità allucinante: ci sono state quasi 2,5 milioni di visite mediche per le reazioni avverse da vaccino il che – con quasi 172 milioni di dosi iniettate fa una reazione avversa ogni 69 punture o almeno questa è la cifra che si ottiene da un report pubblicato dall‘Associazione nazionale dei medici legali dell’assicurazione sanitaria. La stessa statistica è stata prodotta ogni anno proprio sulle visite mediche a seguito di reazioni avverse da tutti i vaccini a partire dal 2016 e mediamente ci sono state 65 mila visite, su 25 milioni di dosi iniettate, circa una su quasi 400 punture che in fondo è una cifra tutt’altro che rassicurante, ma comunque senza paragone con la situazione che si è creata con i sieri genici.

Ma vedete non è questo il peggio, nella tabella pubblicata dai medici dell’assicurazione sanitaria c’è un’evidente manipolazione dei dati in maniera da diminuire al massimo possibile l’impatto della notizia: risulta infatti che il numero delle vaccinazioni globali negli anni precedenti presi in esame , è stato fortemente ridotto rispetto quelli ufficiali delle statistiche mediche, in alcuni casi persino dimezzati per cui il dato reale è di una visita medica per reazioni avverse ogni 619 dosi di vaccino nell’anno, Così pure per quanto concerne mentre il numero dei sieri genici anticovid somministrati si è tentato un piccolo trucchetto: da una parte si messa la cifra totale di dosi di tutto il 2021 fino al marzo 2022 ovvero 172 milioni di dosi, ma dall’altro si è messa la cifre delle visite mediche al 31 dicembre 2021: così in realtà la proporzione va fatta su quasi 154 milioni di dosi il che fa 61 reazioni avverse a puntura. Ma si tratta semplicemente di goffi tentativi di addolcire una pillola amarissima, forse al solo scopo di tutelare il “buon nome” dei medici delle assicurazioni sanitarie e di mostrare che essi in fondo mostrano buona volontà nel non lacerare del tutto la narrazione. Alla fine però i numeri parlano chiaro: per ottenere quella che oggi viene definita “immunizzazione di base” ( che ovviamente non immunizza affatto) attraverso tre dosi sperimentali di mRna, si accetta il rischio di un effetto collaterale ogni 20 presunte immunizzazioni. come tutti possono comprendere si tratta di numeri completamente fuori dal mondo, un vero e proprio attentato alla salute pubblica. E d’altronde non si vede perché la Germania debba essere cos’ diversa da altri Paesi comparabili dove però i sistemi mutualistici sono diversi e questi numeri non vengono raccolti.

In un mondo come quello che conoscevamo, anzi che in realtà non conoscevamo perché si stava rapidamente trasformando nell’universo concentrazionario che è ora, chi solo avesse proposto questa vaccinazione così pericolosa e tra le altre cose così inutile avrebbe potuto essere soggetto a totale riprovazione e persino a sanzioni penali, mentre invece oggi si pensa a come meglio imporre l’obbligo di vaccinazione contraddicendo tutti i principi etici e morali oltre che qualsiasi buona pratica medica. È anche del tutto incomprensibile che il sistema giudiziario nel suo complesso si sia arreso alla tesi che lo stato ha il diritto di ferire e uccidere i suoi cittadini, con la scusa di “proteggere i vulnerabili” E questo anche di fronte all’evidenza che la vaccinazione nn offre alcuna protezione ed e è anzi fonte di una manomissione del sistema immunitario che alla fine danneggia tutti. Invece di indagare sui segreti di Pulcinella, ovvero sulla massiccia copertura delle reazioni avverse ,si lascia agio di manipolare apertamente dati pubblici falsificando persino i numeri ufficiali già esistenti per dare l’impressione che il guaio sia meno grave di quel sembra, mentre è in realtà assai peggio di quanto non si possa immaginare.

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