L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 luglio 2022

Il governo Draghi: «Questo Governo sta smontando un secolo e mezzo di Antimafia»

Clamorose rivelazioni di Nicola Gratteri: «Questo Governo sta smontando un secolo e mezzo di Antimafia»

L’Europa favorisce il proliferare delle Mafie: «È ossessionata dalla privacy e dai diritti di chi delinque»

12 Luglio 2022


Impegnato in prima linea contro la ‘ndrangheta, Nicola Gratteri vive sotto scorta dall’aprile del 1989. Un magistrato che si è speso negli ultimi 40 anni nella lotta contro la mafia, senza mai esitare, nonostante minacce, intimidazioni e provocazioni.

Numerosi sono stati i tentativi di fermarlo, il più eclatante è successo il 21 giugno 2005, quando il ROS dei Carabinieri scopre nella piana di Gioia Tauro un arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalašnikov, bombe a mano) che sarebbe potuto servire per un attentato ai suoi danni.

Uomo diretto, leale e poco incline alla mediazione, e forse per questo poco amato dalla politica, nel corso della giornata nazionale per la legalità è stato omaggiato presso l’Università Politecnica delle Marche con il primo dottorato ad Honorem mai assegnato dall’ateneo dorico. Una giornata «pesante» immersa nel ricordo del trentennale delle stragi che hanno visto morire per mano della Mafia i giudici Falcone, Borsellino assieme alle loro scorte.

In circa 30 minuti di intervento Gratteri ha spiegato bene i «metodi di impresa» della mafia, oppure come seguire i soldi «sporchi» che poi vengono riciclati dalle organizzazioni criminali, prima tra tutte la ‘Ndrangheta.

Nella sua Lectio Magistralis (clicca qui per vederla) dal titolo «La nostra lotta contro la ‘Ndrangheta» il procuratore calabrese ha sollineato in modo polemico il mancato aiuto delle istituzioni, puntando il dito contro l’Europa prima: «io sono per una Europa dei cittadini, un’Europa Federale- premette il magistrato- ma questa Europa ha favorito solo le mafie. Oggi la regione più mafiosa d’Italia è la Lombardia e il secondo stato più mafioso d’Europa la Germania. Questo perché le mafie vanno là dove ci sono i soldi. L’Europa è disposta a discutere solo di Economia e non di riciclaggio, associazione a delinquere e riciclaggio. Mancanze che oggi iniziano a farsi sentire. In Olanda ci sono stati tre omicidi legati alla criminalità organizzata ed è accertata la presenza di Ndrangheta, Mafia Nord africana e mafia albanese», e poi contro il governo Draghi: «Questo Governo sta smontando un secolo e mezzo di Antimafia»

Parole piene di amarezza le sue dopo dichiarazioni dove ha spiegato che l’Italia rimane il primo Paese per la presenza di mafie e che non si deve assolutamente abbassare la guardia: «Questi due anni di covid sono stati due anni di shopping per la criminalità. La Mafia è sempre interessata ad acquisire nuove attività, per questo a chi si trova nelle condizioni di fallire o rivolgersi agli usurai, consiglio di fallire. Chi fallisce può ricominciare da zero. Con gli usurai della mafia inizia una lente agonia che porta a perdere tutto, anche gli affetti».

Secondo il magistrato sono i cittadini che devono valorizzare e diffondere lo spirito di onestà e legalità che è alla base della lotta alla mafia. Uno spirito che va rinforzato e rinnovato anche in giornate come questa, esportandolo in un’Europa che non sa o non vuole vedere un problema che ormai le appartiene. «L’UE è ossessionata dalla privacy – incalza Gratteri – dai diritti di chi delinque e perde ogni occasione per fare normative adeguate. L’Italia non riesce ad avere nessuna influenza in Europa. Oggi anche in Italia dicono tutti di essere contro la mafia, ma il Governo di larghe intese attuale sta mettendo in discussione quello che è stato fatto negli ultimi 30 anni. Teniamo strette invece quelle leggi, nate dal sangue dei Martiri, sull’onda dell’indignazione per le stragi di Capaci e via D’Amelio».

Non è certo la prima volta che Gratteri si scaglia contro l’Europa, in un’intervista a Repubblica, l’aveva definita «una grande prateria in cui le mafie possono pascolare», aggiungendo che: «Frequento da decenni l’Olanda, diverse volte ho parlato con i procuratori nazionali che si sono susseguiti e già 25 anni fa li avevo avvertiti.

Avevo detto loro di “non essere così permissivi”. Purtroppo, non sono stato ascoltato. Esempio ne è che in Olanda è stato ammazzato prima un giornalista e poi un collaboratore di giustizia. Oggi ci sono 3 mafie, la ‘ndrangheta, la mafia albanese e la mafia.(magrebini) Per questo motivo i procuratori sono preoccupatissimi, prova ne è un incontro dei ministri olandesi, al quale sono stato invitato a partecipare, che avverrà settimana prossima a Roma. In quell’occasione racconterò la mia esperienza, cercando di proporre soluzioni». (clicca qui per vedere la Lectio Magistralis del magistrato Nicola Gratteri)

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