L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 luglio 2022

Il sistema nucleare degli Stati Uniti, vecchio ed obsoleto deve continuare a produrre energia

Stati Uniti, una centrale nucleare su quattro rischia di chiudere

Ma il dipartimento per l'Energia ha messo 6 miliardi di dollari sui reattori privati

Di Simone Cosimi28/07/2022

GETTY

Negli Stati Uniti il governo federale ha messo sul piatto 6 miliardi di dollari per consentire agli impianti nucleari di pagare le spese e rimanere operative. L’obiettivo, oltre il dibattito europeo e soprattutto italiano, negli Usa è semplicemente consentire alle vecchie centrali di rimanere sicure e attive, perché in fondo l’energia che producono è pulita. E in un contesto di totale crisi energetica (e ambientale) come quello attuale, certo non ci si può permettere di farne a meno.

La nuova iniziativa del dipartimento per l’Energia di Washington D.C. si chiama Civil Nuclear Credit Program e punta a “supportare la continuità operativa dei reattori nucleari statunitensi, la più grande fonte di energia pulita del paese” come ricorda, citando la nota governativa, Popular Mechanics. Eventuali proprietari od operatori a rischio di chiusura o sospensione degli impianti per ragioni economiche possono dunque richiedere un finanziamento per andare avanti. Secondo i calcoli della testata, sarebbe infatti a rischio il 25% delle strutture. Basteranno 6 miliardi di dollari per salvarle?

Una mossa, quella del dipartimento dell’Energia e in ultima analisi del presidente Joe Biden, come non si era mai vista nella storia del settore. La produzione nucleare nel paese ha preso avvio nel 1958 e al momento 28 stati dispongono almeno di un reattore nucleare commerciale. Su tutti svetta l'Illinois con undici reattori distribuiti in sei impianti. Il picco, ricorda ancora Popular Mechanics citando dati dell’Energy Information Administration, avvenne nel 2012 con 104 reattori operativi per 102mila megawatt di potenza. Al momento la capacità si attesta sui 95mila megawatt per 93 reattori in 55 strutture e anche se alcune hanno chiuso negli ultimi anni, la produzione di energia di recente è aumentata. Nel complesso, il 20% dell’energia elettrica prodotta nel paese proviene ora dagli impianti nucleari, la metà dell’energia pulita visto che un altro 20% arriva dalle rinnovabili considerate nel complesso.

Peach Bottom Atomic Power Station, Pennsylvania
GETTY

Fra gli impianti più grandi degli Stati Uniti ci sono il Palo Verde Generating Station in Arizona (tre reattori per 3.93GW di elettricità annua), il Browns Ferry Nuclear Plant in Alabama (tre reattori per 3.4GW), il Peach Bottom Atomic Power Station sul fiume Susquehanna in Pennsylvania (due reattori per 2.77GW), il South Texas Project Electric Generating Station vicino Bay City lungo il fiume Colorado (due reattori per 2.7GW), ancora l’Oconee Nuclear Station di Seneca, South Carolina, che produce 2.61GW all’anno con i suoi tre reattori e infine of electricity each year il Susquehanna Steam Electric Station, ancora in Pennsylvania (due reattori per 2.6GW).

Diablo Canyon, California
GETTY

Negli ultimi nove anni hanno chiuso 12 reattori fra cui New York, Massachusetts, Iowa e Nebraska, e nessuno è stato aperto. Non solo: nei prossimi tre anni ne saranno spenti altri sette compreso l’ultimo californiano, quello di Diablo Canyon. Ce ne sono solo un paio in costruzione, il terzo e quarto del complesso di Vogtle in Georgia, che però ha subito ritardi e un'innalzamento progressivo dei costi. Per il resto non rimangono che programmi di test o studio come i reattori di nuova generazione della TerraPower finanziata da Bill Gates e dal governo in una vecchia miniera di carbone del Wyoming. I lavori dovrebbero iniziare nel 2024.

Nessun commento:

Posta un commento