L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 luglio 2022

Il VOSTRO Mari Draghi ne ha detto di cazzate. Ci voleva morti e siamo ancora qui

Adiós lagarto
Pubblicato: 21 Luglio 2022 Visite: 10677



Il lucertolone nazionale se n’è andato. L’uomo che a febbraio si crogiolava nella lussuriosa posizione di poter scegliere addirittura se fare il primo ministro oppure il presidente della repubblica, a soli 5 mesi di distanza si ritrova con il culo per terra, a non fare nè l’uno nè l’altro. Fingendosi umile, il presuntuoso Draghi diceva “sono solo un nonno prestato alla politica”. Bene, che ritorni a fare il nonno, una volta per tutte.

Ne abbiamo abbastanza di dover sopportare mostruose imbecillità come “se non ti vaccini muori”, oppure “dobbiamo scegliere fra la pace e i condizionatori.” Ma soprattutto, ne abbiamo abbastanza di quell’aria di superiorità dell’uomo calato dall’alto, che mal sopporta le procedure democratiche, che mostra fastidio di fronte a qualunque critica, e che va raccontando a sé stesso che “gli italiani mi vogliono” quando nessuno lo ha mai votato.

Sia chiaro, Draghi se ne va ma i nostri problemi rimangono. Ma quelli sono endemici. Li abbiamo causati noi, con la nostra storica incapacità di unirci come popolo nel momento in cui veniamo calpestati, con la nostra eterna cecità nel credere che “basta che non tocchino il mio orticello, e io sono a posto. Degli altri chissenefrega.”

Però, ripeto, questi sono problemi che fanno parte della nostra natura, e solo il tempo e una profonda mutazione culturale potranno risolvere. Ma nel frattempo per favore toglieteci di mezzo questo lucertolone insopportabile, che sa esprimere di tutto meno che umanità, intelligenza e senso di empatia.

Massimo Mazzucco

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