L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 luglio 2022

La guerra, igiene del mondo si aggiunge al caldo e alle feste diventando acceleratori sociali del cambiamento

ALLA VECCHIA E ALLA NUOVA MANIERA

By Markus On 15 Luglio 2022 13,207


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Dmitry Orlov
cluborlov.wordpress.com

La parte più difficile del vivere un’epoca di cambiamenti stravolgenti è che nessuno si preoccupa di informarvi che i tempi sono cambiati e che nulla sarà più come prima. Di certo non i mezzibusti in televisione, che spesso sono gli ultimi a saperlo. Dovete scoprirlo da soli, se ne siete capaci. Ma io sono qui per aiutarvi.

Tutto ha a che fare con l’energia. Non con la tecnologia, che è accessoria; non con la superiorità militare, che è fugace e in gran parte immaginaria; certamente non con qualsiasi tipo di auto-giustizia politica o culturale, che è illusoria. L’energia non può essere sostituita. Se si esaurisce, non si può far funzionare l’economia industriale con le belle parole. Si spegne e basta. E quel che è peggio, le fonti energetiche non sono nemmeno particolarmente sostituibili tra loro. Se si esaurisce il gas, non si può passare al carbone o alla merda secca, anche se ci si è immersi fino al collo. L’industria moderna funziona con petrolio, gas naturale e carbone, in quest’ordine, e possono essere sostituiti in modo molto limitato.

Inoltre, l’energia deve essere molto economica. Il petrolio deve essere il liquido più economico che si possa comprare, meno caro del latte e persino dell’acqua minerale. Se l’energia non è abbastanza economica, tutte le industrie che la utilizzano diventano poco redditizie e chiudono. Questo è lo stadio in cui ci troviamo ora in gran parte del mondo. Quindi, cosa è successo?

Una volta gli Stati Uniti producevano la maggior parte del petrolio del mondo. Ma poi i prolifici pozzi del Texas occidentale si sono esauriti e l’Arabia Saudita è diventata il maggior produttore di petrolio. Ma gli Stati Uniti non avevano intenzione di accettare questo stato delle cose e avevano escogitato un piano ingegnoso: l’Arabia Saudita avrebbe venduto il suo petrolio in cambio di dollari americani freschi di stampa, poi avrebbe preso la maggior parte di quei dollari e li avrebbe restituiti agli Stati Uniti “investendoli” nel “debito” americano. Tutti gli altri che avevano bisogno di petrolio, per acquistarlo avrebbero dovuto trovare un modo per guadagnare dollari USA, e tutti i dollari USA che rimanevano dopo aver comprato il petrolio avrebbero dovuto essere investiti nel debito USA solo perché: “Bella economia quella che avete! Non vorremmo che le succedesse qualcosa di brutto, no?”

In effetti, alcuni non avevano recepito il messaggio (Saddam in Iraq, Gheddafi in Libia), con il risultato di ritrovarsi con i propri Paesi bombardati. E un sacco di altri Paesi indifesi erano stati bombardati solo per tenere gli altri spaventati. Ma poi la Siria, che si era rifiutata di recepire il messaggio, aveva chiesto aiuto ai Russi. I Russi avevano aiutato la Siria e ora nessuno ha più paura degli Stati Uniti. Nel frattempo, gli Stati Uniti si sono lasciati viziare da tutti questi soldi gratis, sono diventati grassi, pigri, degenerati e deboli e hanno accumulato il più grande mucchio di “debiti” (tra virgolette perché non c’è alcuna possibilità di ripagarli) di tutta la storia umana.

Nel frattempo la Russia, il più grande Paese produttore di energia al mondo, ha deciso che ne aveva abbastanza. Secondo il vecchio schema, la Russia esportava le sue risorse a basso costo, spendeva 1/3 dei ricavi per le importazioni e lasciava che gli altri 2/3 uscissero dal Paese, una buona parte dei quali veniva utilizzata anche per acquistare il “debito” degli Stati Uniti. Non potendo fare nulla subito, ha passato l’ultimo decennio a sviluppare le proprie forze armate al punto che ora gli Stati Uniti e la NATO hanno paura di avvicinarsi e la sua economia è arrivata al punto da non aver bisogno di gran parte delle importazioni, almeno per qualche anno. E poi è successa una cosa stupida: gli Stati Uniti hanno confiscato il “debito” statunitense detenuto dalla Russia, facendo sì che tutti nel mondo ne prendessero atto e cominciassero a loro volta a scaricarlo, persino i Giapponesi, mandando in tilt l’intero sistema finanziario.

Allo stesso tempo, la Russia ha iniziato a passare dalla vendita delle sue esportazioni di energia in dollari ed euro, che rimangono all’estero, dove possono essere confiscati, alla vendita in rubli, che rimangono all’interno del Paese. Volete acquistare l’energia russa? Allora trovate il modo di guadagnare qualche rublo! E se le vostre stesse sanzioni anti-russe vi impediscono di farlo, beh, allora, di chi è la colpa? Inoltre, dato che ora a livello mondiale c’è una carenza di energia, i Russi si sono chiesti: perché vendere molto petrolio e gas per pochi soldi quando se ne può vendere meno per più soldi?

Questi non sono sviluppi previsti, ma stanno accadendo ora e in tempo reale. Le “nazioni ostili” (cioè tutto l’Occidente) ora hanno bisogno di rubli per acquistare il gas naturale russo e c’è un piano per estendere questo schema alle esportazioni di petrolio. E, proprio un paio di giorni fa, il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha annunciato che non ha molto senso per la Russia esportare qualcosa in cambio di dollari o euro, dal momento che la Russia non ne ha affatto bisogno e ha consigliato agli esportatori di iniziare ad utilizzare accordi di baratto. Il baratto è piuttosto scomodo, ma se offrendo dollari (o euro) si ricevono solo pugni sui denti, allora non rimane altro.

Che tipo di accordi di baratto? Per esempio, in Germania c’è un bellissimo e gigantesco impianto chimico, il complesso chimico di Ludwigshafen, di proprietà della BASF, che sta per chiudere a causa della carenza della sua principale materia prima, il gas naturale russo. Quell’attrezzatura potrebbe essere impacchettata e spedita in Russia in cambio di prodotti energetici, fertilizzanti e altre forniture fondamentali di cui i Tedeschi avranno bisogno per tenere insieme corpo e anima durante il prossimo inverno. Le sanzioni antirusse sono d’intralcio? Beh, di nuovo, non sono un problema della Russia; qualcun altro deve trovare un modo per aggirarle.

Intanto, in Occidente si accumulano molte idee, sistemi e istituzioni morte. Sono morti il Green New Deal (uno schema architettato da persone che non conoscono né la fisica né l’aritmetica) e il Great Reset, e il Build Back Better (qualunque cosa fosse), e l’Ordine Internazionale Basato sulle Regole, e la Mutual Assured Destruction (se lo chiedete, la Russia vi distruggerà, ma quanto è reciproco?). E siamo tutti in attesa del grido “cade l’albero!” quando la piramide del debito in dollari/euro/yen inizierà a crollare.

Il mondo sta anche aspettando con il fiato sospeso che un bel po’ di pomposi ma inutili fannulloni spariscano dalla vista del pubblico. L’eliminazione di quel pomposo pallone gonfiato di Boris Johnson è stato un buon inizio, ma che dire di Scholz, Macron, Duda, von der Lyin’, Zelensky e tanti altri? Biden fa parte di una categoria a sé stante, poiché è evidente che non importa chi sia il Presidente degli Stati Uniti o se ce ne sia uno.

Il mondo è cambiato, ma la realtà sociale non ha ancora raggiunto quella politica e fisica. Questa è l’estate dell’attesa. Poi arriverà l’inverno del malcontento . La prossima primavera vivremo tutti su un pianeta strano e diverso.

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.wordpress.com
13.07.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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