L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 luglio 2022

La Nato lascia solo morte e distruzione, in Libia il caos è certo e non vogliono le elezioni perché Gheddafi vincerebbe facile. Questo è il dominio degli Stati Uniti

Libia: fumata nera a Ginevra, non c’è l’accordo sulle elezioni

Secondo il consigliere speciale per il Paese del segretario generale delle Nazioni Unite, Stephanie Williams, le parti sono ancora divise “sui requisiti di ammissibilità alle prime votazioni presidenziali dopo l'entrata in vigore della costituzione, in particolare su come dovrebbe essere gestita la questione della doppia nazionalità dei potenziali candidati”
30 Giugno 2022


Fumata nera nei colloqui tenuti a Ginevra sotto gli auspici delle Nazioni Unite per andare alle elezioni in Libia. Come anticipato da “Agenzia Nova”, infatti, ci sono ancora dei punti di disaccordo tra i presidenti della Camera dei Rappresentanti e dell’Alto Consiglio di Stato, rispettivamente Aguilah Saleh e Khaled al Mishri. Le parti sono ancora divise “sui requisiti di ammissibilità alle prime elezioni presidenziali dopo l’entrata in vigore della costituzione, in particolare su come dovrebbe essere gestita la questione della doppia nazionalità dei potenziali candidati”, ha detto Stephanie Williams, consigliere speciale per la Libia del segretario generale delle Nazioni Unite, in una dichiarazione. I “progressi significativi” ottenuti in ben quattro round di consultazioni (tre al Cairo e uno a Ginevra) “rimangono insufficienti come base per procedere verso elezioni nazionali globali, che è un genuino desiderio del popolo libico”.

Williams rimarrà in carica per almeno un altro mese per cercare di avvicinare le parti. “I buoni uffici delle Nazioni Unite rimarranno a disposizione per fornire tutto il supporto necessario per raggiungere un solido accordo che soddisfi le aspirazioni del popolo libico e ponga fine al lungo periodo di transizione del Paese. Nella mia qualità di consigliere speciale del segretario generale per la Libia, scriverò ora un rapporto completo sui lavori e presenterò le mie raccomandazioni su vie alternative da seguire al segretario generale delle Nazioni Unite”, si legge nella dichiarazione finale di Williams. “Invito le due Camere a superare quanto prima il disaccordo pendente. Continuo inoltre a esortare tutti gli attori e le parti in Libia a non intraprendere qualsiasi azione precipitosa e a sottolineare che è necessario mantenere la calma e la stabilità”, ha concluso la diplomatica Usa.

Si è svolta oggi a Roma una riunione al livello di ambasciatori e inviati speciali dei principali attori internazionali coinvolti nel dossier libico. Secondo quanto appreso da “Nova”, l’incontro si è tenuto nel formato “P3+2 plus” composto da Francia, Regno Unito e Stati Uniti – Italia e Germania – Egitto e Turchia. L’incontro è stato organizzato alla Farnesina e ha visto tra gli altri, l’intervento del segretario generale del ministero degli Affari esteri, Ettore Sequi. Secondo quanto riferito un messaggio su Twitter da Nicola Orlando, inviato speciale per la Libia del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, all’incontro ha partecipato in videoconferenza anche la consigliere speciale del segretario delle Nazioni Unite per la Libia, Stephanie Williams, che ha informato i partecipanti in merito ai risultati degli incontri avvenuti a Ginevra tra le delegazioni guidate dal presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, e il capo dell’Alto consiglio di Stato, Khaled al Mishri. “In una fase critica abbiamo rinnovato un forte messaggio congiunto a sostegno della stabilità e del compromesso” in Libia, ha sottolineato Orlando nel suo messaggio su Twitter.

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