L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 luglio 2022

la piena sovranità nazionale, raggiungibile attraverso l’uscita da Unione europea e NATO e la realizzazione di un modello economico lontano dalla “logica del vincolo esterno che umilia il principio di autodeterminazione dei popoli"

Ancora Italia: il movimento per la sovranità democratica riempie le sale nel silenzio dei media

18 LUGLIO 2022 - 19:00

Il 16 e il 17 luglio si è svolto a Napoli il II Congresso nazionale di Ancora Italia, partito nato “dal basso” lo scorso anno e sviluppatosi nel silenzio dei media e dell’opinione pubblica. In migliaia, tra curiosi e iscritti al movimento, hanno affollato il Palapartenope, dove sono intervenuti diversi esponenti della politica italiana, tra cui l’eurodeputata Francesca Donato e Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista. Francesco Toscano e Mario Gallo, rispettivamente presidente e segretario nazionale di Ancora Italia, hanno invece introdotto la discussione del programma politico e le linee di indirizzo verso le prossime elezioni, che dovrebbero avvenire nel 2023, crisi politica permettendo. Ad ogni modo, come emerge dal manifesto, il partito ha le idee chiare sul principio da seguire: la piena sovranità nazionale, raggiungibile attraverso l’uscita da Unione europea e NATO e la realizzazione di un modello economico lontano dalla “logica del vincolo esterno che umilia il principio di autodeterminazione dei popoli”.

Lo scorso 9 giugno, la senatrice ex-M5S Bianca Laura Granato ha aderito ad Ancora Italia, che ha fatto così il suo ingresso al Senato con “Uniti per la Costituzione-C.A.L. (Costituzione, Ambiente, Lavoro)-Alternativa-P.C.-Ancora Italia-Progetto SMART-I.d.V.”, un insieme di forze politiche che copre 13 dei 321 seggi a Palazzo Madama e condivide alcuni punti programmatici comuni, relativi all’idea di crisi irreversibile del globalismo, neoliberismo e dell’unipolarismo a trazione statunitense. «Noi di Ancora Italia vogliamo tornare a una politica solida, partecipata, con sezioni territoriali che vivono, dove la gente può discutere e formarsi, rappresentando così dei corpi intermedi – indispensabili per la democrazia – seri», ha dichiarato il presidente di Ancora Italia Francesco Toscano in un’intervista a L’Indipendente. Al centro, dunque, la partecipazione fisica, perno dei partiti novecenteschi che negli ultimi anni ha lasciato spazio alla dimensione virtuale, e la lotta alla disillusione politica, con l’obiettivo di convincere i cittadini a credere nuovamente nella res pubblica, partecipandovi attivamente. «Lo scopo del sistema attuale è di impedire ai singoli di esercitare, organizzandosi, una forma di contropotere democratico rispetto alla violenza tecnica della finanza, con il risultato di allontanarli dalla vita pubblica», ha poi aggiunto Francesco Toscano.

Nella relazione congressuale di Ancora Italia si legge: “In un periodo storico caratterizzato dalla presenza di un governo pericoloso, nemico delle libertà fondamentali ed eterodiretto dall’esterno, il nostro dovere è quello di organizzare il crescente dissenso presente nel nostro Paese intorno ad una prospettiva di radicale cambiamento da perseguire con metodi democratici e partecipativi, nel rispetto di quella Costituzione ripetutamente tradita da Draghi e dai suoi ministri“. Il partito è nato a poche settimane di distanza dall’insediamento dell’ex presidente della Banca Centrale Europea (BCE) a Palazzo Chigi, e adesso guarda alle prossime elezioni, ribadendo tuttavia l’impegno permanente rivolto verso i cittadini, a prescindere dall’appuntamento elettorale e dalla copertura mediatica.

[di Salvatore Toscano]

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