L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 luglio 2022

La strategia della Nato è chiara vuole andare in guerra con la Cina e Russia. L'Italia fuori dalla Nato diventa un'obbiettivo credibile e possibile, con queste premesse

L'alleanza Russia-Cina nel mirino della nuova Nato
Lo Strategic Concept: "Mosca è una minaccia, Pechino una sfida"

Putin e Xi in una foto d'archivio © ANSA/EPA

Redazione ANSAMADRID
29 giugno 202218:58SCHEDA

Lo 'Strategic Concept' è il documento-guida della Nato che vede la luce circa ogni dieci anni.

Oggi è pubblico mentre in passato, ai tempi della Guerra Fredda, era considerato di natura sensibile e dunque segreto.

I leader a Madrid hanno licenziato l'ultima versione, che va a sostituire quella di Lisbona del 2010. Ecco i passaggi più importanti.

* Gli Alleati "non possono più scartare" l'ipotesi di un attacco contro la loro "sovranità e l'integrità territoriale" e la natura delle minacce ora è "globale e interconnessa".

* I regimi autoritari sfidano gli "interessi" e "i valori democratici" dell'alleanza e al contempo investono in "sofisticate capacità militari, anche missilistiche, sia convenzionali che nucleari". Diversi paragrafi vengono dedicati al ruolo specifico di Russia e Cina e, in modo inedito, si affronta espressamente "la partnership strategica, sempre più profonda" tra Pechino e Mosca, che viene vista contro "i nostri valori e i nostri interessi".

* La Russia torna ad essere la più "significativa minaccia diretta" per l'Alleanza, "punta a destabilizzare i Paesi del nostro sud e del nostro est", pone "una sfida strategica" nell'Artico, e il rafforzamento militare nel mar Baltico, Mediterraneo, mar Nero, così come l'integrazione con la Bielorussia, rappresenta un altro fronte di sfida. La Cina, invece, viene definita come una "sfida" - non una minaccia dunque - per gli "interessi, la sicurezza e i valori" dell'Alleanza. Il paragrafo però non concede molti sconti. Pechino usa infatti la sua leva economica per per "creare dipendenze strategiche e aumentare la sua influenza". La Cina inoltre compie "operazioni maligne ibride e cibernetiche" che colpiscono la sicurezza alleata.

* Le nuove sfide (cyber, ibride, spaziali) sono trattate in modo approfondito e il cambiamento climatico è individuato come "la sfida primaria del nostro tempo". La Nato promette di rafforzarsi in tutti questi settori e assicura che lavorerà per identificare e ridurre "le vulnerabilità strategiche", comprese le "infrastrutture, le catene di valore e i sistemi sanitari"; allo stesso tempo saranno rafforzati la "sicurezza energetica" e i "servizi essenziali" per le popolazioni.

* L'aspetto più pratico del Concetto Strategico 2022 è il nuovo modulo forze Nato, integrato sui cinque domini (terra, mare, aria, cyber e spazio) che, come anticipato, prevede truppe pre-assegnate a specifiche aree e Paesi (ma non dislocate), mezzi pre-posizionati ed effettivi rafforzati per le rotazioni. In tutto, stando al segretario generale Jens Stoltenberg, gli Alleati s'impegnano a fornire "entro l'anno" al comando supremo (Saceur) 260mila forze aggiuntive a vari livelli di prontezza.

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