L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 luglio 2022

l’Occidente sta mettendo in campo tutte le sue armi - militari, politiche, economiche – per mantenere il predominio che sta perdendo in un mondo che diviene sempre più multipolare

L’Occidente serra i ranghi per la battaglia
di Manlio Dinucci
4 luglio 2022

Due vertici l’uno di seguito all’altro, quelli del G7 e della NATO, dimostrano che l’Occidente sta mettendo in campo tutte le sue armi - militari, politiche, economiche – per mantenere il predominio che sta perdendo in un mondo che diviene sempre più multipolare, come dimostra il crescente sviluppo dei BRICS: l’organizzazione economica che riunisce Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, cui vogliono aderire Iran, Argentina e altri paesi.

In Ucraina, mentre il G7 fornisce a Kiev 30 miliardi di dollari, la NATO gli fornisce crescenti quantità di armi contro la Russia. Il ruolo della NATO non è però solo questo: funzionari del Pentagono, intervistati dal New York Times, confermano per la prima volta, con precisi fatti, che il comando e la gestione delle operazioni militari in Ucraina sono in mano al Pentagono e alla NATO [1]

Il Summit NATO ha approvato il nuovo Concetto Strategico [2]., in cui si definisce la Russia “la minaccia più significativa alla sicurezza degli Alleati” e si afferma che “la competizione strategica sta aumentando in tutto il mondo.”

Nel nuovo Concetto Strategico la NATO parla per la prima volta esplicitamente della Cina, dichiarando che “le politiche coercitive della Cina sfidano i nostri interessi, la nostra sicurezza e i nostri valori".

Siamo di fronte a un’unica strategia di guerra che l’Occidente attua dall’Europa all’Asia Orientale. Mentre in Europa la NATO sotto comando USA si allarga da 30 a 32 paesi, includendo Svezia e Finlandia, ancora più a ridosso della Russia, in Asia e nel Pacifico cresce il dispiegamento militare degli Stati Uniti, sostenuti principalmente da Australia e Giappone [3]. Si sta svolgendo nel Pacifico contro la Cina la più grande esercitazione navale del mondo sotto comando USA.

Tutto questo costa e siamo sempre noi a pagare. Secondo i dati ufficiali della NATO, la spesa militare italiana sale nel 2022 a circa 29 miliardi di euro, equivalenti a 80 milioni di euro al giorno. L’aumento più forte si è verificato nel periodo dei lockdown: da 21 miliardi nel 2019 è salita a oltre 26 miliardi nel 2020 e a oltre 28 miliardi nel 2021. La NATO però avverte: “Fare di più costerà di più”.

Note

[1] « Allied Commandos in Ukraine Secretly Funnel Aid to Troops », Eric Schmitt & Julian E. Barnes & Helene Cooper, The New York Times, June 16, 2022.

[2] « OTAN 2022 Concept Stratégique », Réseau Voltaire, 29 juin 2022.

[3] “La NATO vuole diventare Alleanza atlantico-pacifica”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 10 dicembre 2019.

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