L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 luglio 2022

L'ordine nazionale dei medici e le sue ramificazioni provinciali hanno espulso medici che rispettavano la deontologia professionale anche se in contrasto con delle leggi inconcludenti e basate sul niente. Ora pare che ci stiano ripensando, certamente per rifarsi una credibilità che ormai hanno perso, proponendo di reintegrare i medici radiati

Via Draghi e già gli ordini dei medici ripensano le espulsioni



Ogni tanto in questo disastro arriva una buona notizia come quella ad esempio che il dubbio comincia a farsi strada tra i carnefici della pandemia: e sei padroni a cui abbiamo obbedito ciecamente arrivando ad espellere dagli ordini i medici che avevano osato curare i pazienti, non fossero poi invincibili? Se avessero commesso degli errori fatali e il disastro economico incombente proprio a causa di questi errori finisse per scalzarli? E se la gente cominciasse a vedere in noi degli assassini e non dei benefattori? In fondo cominciano ad arrivare sentenze che contraddicono Non so, mi piace immaginare questi dubbi amletici anche se poi li attribuisco a gente che ha la stessa sensibilità umana dei carciofi e l’intelligenza degli animali che ne vanno ghiotti, eppure qualcosa deve essere vero se non appena caduto Draghi sia pure nell’ambito di un’operazione di Palazzo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici ha approvato all’unanimità una mozione che sarà inviata ai ministri della Salute e della Giustizia e al presidente del Consiglio superiore della magistratura e nella quale oltre a compiacersi della loro stessa stupidità e disonestà visto che il 99 per cento dei medici si è sottoposto alla vaccinazione o almeno dice di averlo fatto, si chiede anche “il ritorno alla normalità” e cioè il reintegro di quelli che essi stessi hanno espulso. La ragione è incredibile e consisterebbe nel fatto che , “l’evoluzione epidemiologica della pandemia è tale da poter consentire, in assenza di una nuova fase emergenziale, di tornare ad una ordinaria gestione del rischio biologico”. Pure sciocchezze, flatus vocis, sordide giustificazioni.

Questa gentaglia pensa di poter prendere in giro la gente con argomenti assurdi e incoerenti, mentre dovrebbe essere privata della laurea e rimandata a scuola per almeno dieci anni. Di certo qualsiasi futuro governo che volesse essere credibile sul diritto alla salute dovrebbe sollecitare un indagine su questi impiegati di speranza o avanzi di Big Pharma e analizzare tutti i loro rapporti con il sistema farmaceutico che evidentemente li può facilmente ricattare, ma c’è qualcosa di più sorprendente in questa mozione, ovvero la richiesta “di sollevare gli ordini dal controllo dell’adempimento dell’obbligo (vaccinale) , lasciando in capo a loro solo il compito, che compete loro, delle valutazioni deontologiche e dei procedimenti disciplinari” perché “gli ordini hanno svolto un’opera di supplenza, con responsabilità, quali enti sussidiari dello Stato, senza la quale non sarebbero stati raggiunti gli obiettivi e gli effetti positivi della legge. Ora devono tornare a svolgere il loro ruolo di garanti della professione medica, che deve essere esercitata nel rispetto delle norme deontologiche”. E infine suggeriscono dubbi sull’applicazione del decreto che ha portato a questa situazione . Chiunque sia stato educato al ragionamento e pretenda idee chiare e distinte capisce che queste parole sono prive di qualunque significato e soprattutto di etica: se gli ordini sono enti sussidiari dello stato, come hanno accettato di essere già da un decennio, trasformando i medici in travet, allora non hanno surrogato un bel nulla e comunque se l’idea era quella dell’obbligatorietà della vaccinazione come mezzo per fermare la diffusione del virus (gli effetti positivi della legge li possono vedere tutti ) nell’espellere i medici sono stati garanti della deontologia. Che poi questa sia sta stuprata col denaro è un altra faccenda. Ma il tentativo di dire, abbiamo espulso i colleghi, ma solo perché abbiamo sostituito lo stato è la tipica pezza peggiore del buco.

Ho voluto mettere in rilevo l’insensatezza di questo documento non perché mi interessi il pensiero di squallidi Tersilli, ma per mostrare come tutto questo sia totalmente privo di senso al di fuori del timore che l’assurda e nefasta narrazione pandemica possa alla fine crollare con la crisi del potere che l’ha creata. E allora senza un minimo di autocritica e cianciando di una scienza che non sanno nemmeno dove stia, anzi meglio che credono stia nelle tasche degli in formatori scientifici, vogliono però cominciare a lavarsi di quella che in futuro potrebbe essere una vergogna. Ma non si devono preoccupare, quella non riusciranno più a togliersela di dosso.

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