L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 luglio 2022

Mai fidarsi di un ladro, Giuliano Amato, che nottetempo ha rapinato i soldi degli italiani dal conte corrente, dai libretti di risparmio.

Covid, ecco come la Corte ci imporrà l’obbligo vaccinale
Maurizio Blondet 13 Luglio 2022

Imola Oggi

Nella causa proposta dall’associazione ‘Diritto e Mercato’ (che poi sarebbe il Partito Libertario), il Tribunale di Roma ha adottato un’ordinanza giuridicamente MOSTRUOSA: ha stabilito in anticipo che La Corte Costituzionale RESPINGERA’ le questioni di costituzionalità sulla vaccinazione obbligatoria, e lo farà innovando rispetto alla sua giurisprudenza in modo restrittivo, gravemente restrittivo, OSSIA AMMETTENDO CHE POSSANO ESSERVI MOLTI MORTI COME EFFETTO COLLATERALE.
Quindi il Tribunale segue un presunto orientamento futuro, e giudica in contrasto con l’orientamento presente e attuale.
C’E’ DA CREARE UN MOVIMENTO NAZIONALE SU QUESTO IN VISTA DELLA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE.


Lasciate ogni speranza, o voi che confidate nella Corte Costituzionale per ottenere una parola positiva sull’incostituzionalità dell’obbligo vaccinale; riponetela negli anfratti più inaccessibili del vostro cuore, perché il Tribunale Civile di Roma, con un’ordinanza del 6 giugno 2022, emessa nella causa n. 23807/22 proposta dall’Associazione “Diritto e Mercato – #Aktoprosumo”, ha già stabilito che cosa la Corte Costituzionale dovrà dire in quell’occasione (l’udienza è prevista per il prossimo 29 novembre), quindi mettetevi l’animo in pace.

Non solo: il Tribunale Civile di Roma è anche pressoché certo che la Corte muterà i propri precedenti orientamenti in materia; e il Tribunale di Roma non è esattamente la disciolta Pretura di Rocca Imperiale, già Piovarolo, di totoiana memoria, e quindi il suo opinare sarà pur degno di fede, occorre ritenere.

Una simile situazione non manca di lasciare estremamente perplessi; è anche possibile che non esistano precedenti, riguardo al fatto che un importante tribunale della Repubblica giudichi sulla base di un orientamento della Corte Costituzionale… supposto e futuro; ma questo sarebbe ancora il meno, dato che la parte grave della decisione è l’altra, ossia la previsione del mutamento di orientamento giurisprudenziale.

I paletti della Corte Costituzionale

Eh già, perché la Corte Costituzionale, in materia di obbligo vaccinale, ha sempre mantenuto un orientamento ben definito e chiaro, improntato a un principio, diciamo così, di barra ben salda al centro: è vero, ha sempre sostenuto la Corte, che il legislatore dispone di un potere discrezionale quanto allo stabilire l’obbligatorietà di una determinata tipologia di vaccinazione, ma sempre nel rispetto di condizioni piuttosto stringenti:

a) deve trattarsi di vaccinazione efficace (i contagiati per la maggior parte sono vaccinati alla terza dose) quanto al conseguimento del risultato di salvaguardare la salute pubblica;
b) gli effetti avversi ammessi sono solo quelli di routine, strettamente connessi all’assunzione di un normale farmaco, e non mai può trattarsi di effetti avversi ulteriori e gravi (tantomeno della morte, si direbbe, quindi);
c) occorre che sia chiaramente previsto un indennizzo con riferimento agli effetti avversi stessi.

Che cosa succede, invece, con riferimento ai notori vaccini sul Covid 19, o, più correttamente, contro il SarsCov2? Succede che l’efficacia è sempre più dubbia e discussa da parte della letteratura scientifica internazionale. Tutti noi conosciamo pluridosati che si sono bellamente infettati e tutti ormai a ogni livello ammettono come tale sia effettivamente la situazione. Quanto all’indennizzo non v’è per nulla chiarezza, ma ciò che più conta è la gravità degli effetti avversi: l’Associazione “Diritto e Mercato”, nel suo reclamo, ha evidenziato come, al di là di una quantità inverosimile di effetti avversi di varia gravità, i dati ufficiali EudraVigilance, riguardanti l’Unione Europea, parlano ormai di 23.078 decessi a far data inizi di marzo 2022, e i dati VAERS, il sistema di segnalazione di eventi avversi statunitense, ci parlano di 25.158 decessi correlati.


Tant’è vero che, sulla base di tali dati, il 17 marzo scorso, il “Krista”, prestigiosa associazione di magistrati tedeschi, ha emanato un documento, con il quale ha sostenuto senza mezzi termini che “lo Stato con la vaccinazione uccide intenzionalmente le persone (der Staat mit einer Impfpflicht vorsätzlich Menschen tötet), dato che lo Stato sa per certo che una serie di persone moriranno, eppure pretende ugualmente che le persone si vaccinino (in termini tecnici penalistici, si chiama dolo eventuale).

La risposta del Tribunale di Roma

Parrebbe molto chiaro che, sulla base della giurisprudenza passata della Corte Costituzionale, simili vaccini potrebbero essere anche assunti spontaneamente, ciascuno a proprio rischio e pericolo, ma non mai resi obbligatori; ebbene, il Tribunale di Roma ha la risposta pronta: qui non siamo di fronte a una banale “epidemia”, ma a una gravissima “pandemia” mondiale, da tutti riconosciuta tale, a partire dall’OMS, e allora il famoso precetto kantiano, per il quale l’uomo è sempre fine, e mai mezzo, può andare a farsi benedire. Qui, anzi, il fine giustifica i mezzi e gli effetti collaterali: il fine di sconfiggere la terribile pandemia giustificherebbe le migliaia di morti da fuoco amico, e la Corte Costituzionale, innovando rispetto alla sua precedente cautelativa giurisprudenza, non potrà che riconoscerlo e prenderne atto. Si noti come il Tribunale, così come l’Avvocatura dello Stato nelle sue difese, ostenti estrema pudicizia nell’uso del linguaggio, dato la parola “morti” non risulta mai mentovata, si parla sempre e solo genericamente di “effetti avversi”.

A questo punto occorre una sollevazione morale generalizzata, in vista dell’udienza della Corte Costituzionale del 29 novembre, perché va bene che ormai siamo tutti molto disinvolti e svezzati nel parlare di guerre e stragi; però che il Tribunale Supremo della Repubblica possa stabilire che la morte di persone innocenti sia un prezzo normale da pagare, per conseguire obiettivi squisitamente politici, è qualcosa che dobbiamo cercare davvero di prevenire (ma poi, se le dichiarazioni dell’OMS legittimerebbero l’obbligo vaccinale, come mai questo è oggi presente solo in una manciata di paesi nel mondo?).

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