L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 luglio 2022

Nemmeno si rendono conto della disfatta a cominciare dalla ilare, corrotta e cretina von der Leiden ( l’errore è voluto), la signora dei dolori

L’Europa: la guerra totale e la camicia di forza



In un certo senso è un peccato che a Berlino non ci sia più lo Sportpalast, il luogo dove Goebbels dichiarò la guerra totale all’indomani della sconfitta di Stalingrado: sarebbe la cornice ideale per le esercitazioni della politica europea che vuole la guerra economica totale con la Russia. Solo che mentre Goebbels era consapevole che la guerra era perduta, e proprio per questo aveva tirato fuori una formula “guerra totale, guerra più corta”, per poter tenere assieme la popolazione del Reich una volta invertitasi la tendenza vittoriosa, questi avanzi di neoliberismo europei pur utilizzando nella sostanza il medesimo concetto, nemmeno si rendono conto della disfatta a cominciare dalla ilare, corrotta e cretina von der Leiden ( l’errore è voluto), la signora dei dolori. La storia si ripete sotto forma di farsa perché invece di prendere atto che le sanzioni hanno completamente fallito il loro scopo di colpire la Russia e che l’Ucraina non è stata salvata dall’invio di armi, il milieu politico europeo rimane incapace di ammettere l’errore catastrofico e anzi tenta di approfondirlo, mettendo in gravissima difficoltà i propri cittadini. La commissione ha infatti tentato di obbligare gli stati membri a una diminuzione del 15 per cento dell’uso di gas che potrebbe sembrare poco, ma in realtà è una fetta enorme di energia che mancherebbe per il riscaldamento delle case e delle scuole, per l’acqua calda, per la cucina, per la corrente elettrica insomma per tutti gli usi in qualche modo comprimibili che sono poi quelli della gente comune.

il resto andrebbe all’industria che però con costi di 2 dollari al metro cubo, vale a dire con i prezzi più alti del mondo non potrebbe andare da nessuna parte. Naturalmente questo piano pazzesco è andato incontro a una palude di eccezioni per cui alla fine ne è risultato solo un libro di buone, anzi di cattive intenzioni. Soprattutto è venuto meno l’obbligo a questo risparmio che dovrebbe semmai essere deciso dai capi di governo, scaricando su di loro le responsabilità. il tutto condito di parole invitanti alla solidarietà nella speranza che Paesi come l’Ungheria che non hanno partecipato al suicidio collettivo cedano un po’ del loro gas sicuro e a basso costo che arriva dalla Russia, ai belligeranti da operetta dell’Europa. La figura complessiva fatta dalla governance europea è a dir poco disastrosa, visto che somma l’insensatezza delle decisioni a una evidente mancanza di qualsiasi autonomia di Washington oltre che a una comprensione dei problemi tecnici pari a zero. L’ex presidente russo Medvedev è stato impietoso nel descrivere la situazione: L’ intera attuale politica europea nei confronti della Russia è un disgustoso cocktail di arrogante rozzezza, infantilismo adolescenziale e stupidità primitiva. In primo luogo, hanno annunciato la loro intenzione di punire severamente la Russia per aver voluto proteggere le persone sofferenti e garantire i suoi interessi a lungo termine. Hanno deciso, come al solito, di fare a pezzi l’economia russa, privare la Russia dei soldi delle esportazioni di energia e imporre severe sanzioni su tutto ciò che brucia. A loro non importa che l’Europa abbia una grande industria e un’agricoltura sviluppata e che i cittadini dell’UE vogliano vivere in case riscaldate. La cosa principale è che i russi stanno soffrendo.
Poi sono rimasti sorpresi… Si sono ricordati che l’inverno non è stato abolito e che le forniture alternative di gas, petrolio e carbone sono costose o semplicemente irrealistiche.”

Mi sembra un ritratto perfetto per la congrega di utili idioti che guida l’Europa e mi chiedo cosa succederà quando le forze russe avranno ragione di ciò che resta dell’esercito ucraino sancendo la catastrofica sconfitta occidentale. Certamente gli Usa potranno evitare che si aprano colloqui di pace facendo fuori Zelensky e come suppone Gonzalo Lira magari assieme a una buona parte dello stato maggiore ucraino, per tentare di dare inizio ad una sorta di guerra ad oltranza di tipo siriano il cui innesco è però molto incerto. Dare la colpa alla Russia che evidentemente ha tutto da perdere nel venire meno degli interlocutori per la pace potrà anche riuscire presso gli lotofagi occidentali, incapaci ormai di qualsiasi ragionamento elementare , ma non cambierà le cose: con i twitter non si vincono le guerre. A quel punto cosa diranno i responsabili dell’Europa e quelli dei singoli Paesi? A quale necessità o dovere si appelleranno visto che a quel punto l’unica cosa coerente sarebbe smetterla o dichiarare guerra alla Russia? Appare evidente che tutto questo deriva da una gigantesca negazione di realtà che segnala lo stato patologico dell’Europa e della politica in generale in occidente. C’ è un libro che ha avuto molta eco qualche anno fa L’elefante nella stanza che appunto spiega come questa patologia non sia solo individuale, ma possano appartenere a tutta una società nella quale la gente collabora all’opera di rimozione o di negazione creando una sorta di consenso laterale malato e artificiale. Solo che questa volta è già pronta la camicia di forza.

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