L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 agosto 2022

Distruggere l'intero comparto delle bufale, una delle eccellenze italiane. Il Pd e affini ci si mettono d'impegno

Bufale, le 9 pagine che inchiodano Speranza: “Ha condannato mezza provincia alla macellazione”

Di redazione Caserta18 Agosto 2022


CASERTA. Si è tenuta oggi alle 11 la conferenza stampa online convocata dal Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino per commentare la diffida che gli avvocati Antonio Sasso e Vincenzo Prisco hanno inviato per conto di cinque organizzazioni al Commissario per l’applicazione del Piano Contro la BRC e la TBC Bufalina della Regione Campania (Gen. Luigi Cortellessa) e al Ministro della Salute (On.le Roberto Speranza).

La diffida (che si estende anche all’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania ed al Presidente De Luca) secondo Gianni Fabbris, intervenuto in conferenza stampa come portavoce del Coordinamento Unitario “è la conseguenza dell’atteggiamento e delle scelte del Governo Regionale della Campania e del Ministro alla Salute che, invece di rispondere ai rilievi e alle innumerevoli richieste di aprire un confronto ragionevole per trovare soluzioni condivise al disastro che si sta realizzando per effetto delle scelte irresponsabili del Piano Regionale, continua ad andare per la sua strada dimostrando sordità alle ragioni delle imprese e del territorio”.

E’ toccato ad Adriano Noviello, presidente dell’Associazione Tutela Allevamento Bufala Mediterranea (una della Associazioni Firmatarie la diffida insieme alla Lega Bufalina, ad Altragricoltura, al SIAAB ed al Soccorso Contadino) sottolineare quanto sia grave la crisi nelle campagne del casertano e quanto sia ormai insostenibile la situazione aggravata dalla rabbia per la mancanza di risposte; rabbia che ha già registrato un episodio di reazione con il blocco nelle strade sulla Via Domiziana nei giorni a ridosso del Ferragosto ma che potrebbe degenerare nel prossimo periodo in cui le aziende sono sempre più esposte alla crisi ed alla chiusura forzata per effetto delle misure del Piano Regionale.

“Rabbia” secondo Fabbris “amplificata dall’atteggiamento della Giunta Campana che da qualche mese continua a dichiarare di volere lavarsi le mani dalle responsabilità avendo nominato un Commissario per l’attuazione del Piano che, dunque, sarebbe l’unico interlocutore sia per gli allevatori che, addirittura, per le altre istituzioni. Questo atteggiamento è totalmente irresponsabile arrivando ad essere un vero schiaffo alle istituzioni ed alla democrazia quando, come è avvenuto qualche settimana fa, i Consiglieri regionali convocati per esaminare il Piano, come avrebbero voluto il regolamento e lo statuto della Regione, si sono visti recapitare un messaggio della Giunta che ha disertato la discussione con cui il portavoce del Presidente De Luca li ha informati che l’unico interlocutore per la materia è il Commissario Cortellessa”

“Di fronte a questa pervicace ostinazione a negare l’interlocuzione persino ai consiglieri regionali eletti dal popolo negandone la potestà a svolgere la propria funzione, come stupirsi della diffida che chiama alla responsabilità anche materiale per i danni che verranno provocati alle aziende i responsabili dell’applicazione delle misure del Piano? “
Nelle nove pagine della diffida, gli avvocati Sasso e Prisco (dopo aver ricordato ai destinatari che sono in corso ricorsi al TAR, alla Corte dei Conti e denunce alla magistratura penale per cui il Piano e l’azione della Regione e del Ministero sono “sub iudice”) mettono in ordine sia le ragioni della illegittimità della delibera e dei comportamenti conseguenti sia i singoli aspetti di irrazionalità di alcuni delle più controverse misure previste che stanno colpendo in maniera gravissima la tenuta delle aziende e del comparto. Molti dei punti sollevati, in effetti, sono ormai sempre di più di patrimonio dell’opinione pubblica ma l’atto mette nero su bianco una ricostruzione puntuale proprio per evitare che, nel prossimo periodo, qualcuno di coloro che sta gestendo il Piano e la sua applicazione possa dirsi “all’oscuro” dei problemi. Fra i problemi sollevati viene chiarito in maniera inequivolcabile uno dei punti centrali che sono contestati al Piano: il metodo con cui vengono indivuìiduati gli animali per avviarli al macello e che continua nonostante le numerosissime evidenze di un chiaro fallimento (centinaia di migliaia di animali abbattuti per TBC e BRC di cui solo poco più dell’1% realmente colpito dalla malattia). Metodo chiaramente in contrasto con l’applicazione delle normative europee ma che sta proseguendo ancora in questi giorni provocando danni pericolosissimi al territorio ed alle imprese, I destinatari della diffida ricevono oggi un messaggio chiaro “Qualcuno dovrà risponderne e, se sarà dimostrato che per effetto di queste misure le aziende stanno subendo danni, chi lo sta applicando, insieme a chi lo ha voluto, sarà chiamato alla responsabilità anche materiale e patrimoniale per il proprio operato”.

Il Ministro Speranza, inoltre, è destinatario di un’altra diffida, quella a ripristinare l’applicazione della norma europea violata da una sua recente ordinanza per cui, dopo aver preso atto (finalmente e come indica da tempo il Coordinamento) che le norme Comunitarie impongono regole nell’individuazione dei casi positivi sistematicamente violate dalla Regione, introduce (probabilmente su suggerimento di quella struttura tecnica di cui finora si è fidato e che continua a interpretare le norme piuttosto che applicarle) un parametro antiscientifico tanto irrazionale quanto pericoloso. Nella sua ordinanza il Ministro arriva a fissare in un raggio di 20 KM (praticamente mezza provincia di Caserta) l’area per cui se esiste un supposto focolaio di BRC tutti i casi sospetti compesi diventano “magicamente positivi” condannando all’ecatome l’intero territorio. Un parametro inesistente in giurisprudenza e nella letteratura scientifica ma che (guarda caso) condannerebbe alla macellazione gran parte dei capi della Provincia di Caserta.
“Tutto questo sta provocando danni alle imprese ormai insostenibili e intollerabili” ha sostenuto Francesco Di Tella, coordinatore della Rete Casertana del Soccorso Contadino, invitando le imprese “a venire dal Primo Settembre prossimo presso la sede dello Sportello in Via Giacosa presso la NCO a Casal di principe “per denunciare e documentare i danni che gli allevatori stanno sopportando a partire dalla entrata in vigore della Delibera della Regione e da quando si è insediato il Commissario per l’applicazione al Pianoin modo da predisporre le iniziative per far valere i risarcimenti”.

Un cambio di passo, dunque, l’apertura di un nuovo fronte di iniziativa e per cui il Coordinamento ha reso noto che (su proposta dele organizzazioni firmatarie la diffida) ha chiesto al Difensore Civico, Avvocato Giuseppe Fortunato, un incontro per consegnargli la diffida affinchè voglia valutarne l’utilità e l’opportunità di inoltrarla egli stesso al TAR ed alla Corte dei Conti o, comunque, per acquisirne il merito.
Al Commissario Cortellessa ed al Ministro Speranza, durante la Conferenza stampa, è stato offerto dal Coordinamento la disponibilità all’incontro “perchè i due interlocutori abbiano tutti gli elementi per valutare la situazione e per chiarire, ancora una volta, come il problema non sia nel loro ruolo ma nel fatto che la delibera della Regione Campania ha bisogno non di essere attuata ma di essere modificata perché diventi uno strumento realmente capace di risolvere i problemi invece che di moltiplicarli.

“Ogni volta che questioni delicate e complesse come queste finiscono in tribunale è una sconfitta per le istituzioni e la democrazia, per questo noi non ci rassegnamo all’obiettivo per cui si è costituito il Coordinamento e per questo rinnoviamo la richiesta al Presidente della Regione Campania di aprire un tavolo di confronto per cercare e trovare soluzioni condivise. La politica dovrebbe sapere che nessun Piano può essere realizzato senza il coinvolgimento pieno degli allevatori. Noi continuiamo a privilegiare e ad indicare il confronto sindacale come il terreno su cui scongiurare il conflitto nelle strade e nelle aule dei tribunali che paralizzerebbero il comparto” ha concluso Fabbris.
Al termine della Conferenza Stampa è stato ricordato l’appuntamento di questa sera alle ore 19 del coordinamento per definire l’agenda delle iniziative per la mobilitazione straordinaria fino al 25 settembre che saranno portate all’Assemblea Generale nei prossimi giorni appena le liste elettorali saranno presentate e, dunque, partirà formalmente la campagna elettorale. Alla politica regionale e nazionale sarà difficile continuare la politica dello struzzo ed a mantenere la testa nella sabbia continuando a dire che non ci sono problemi.

L’intervento di Zinzi

“Stalle vuote, aziende sul lastrico e una Regione Campania che gioca a nascondino con gli allevatori scaricando la responsabilità sul commissario straordinario, chiamato (e pagato) per attuare un piano di eradicazione approvato senza il vaglio del Consiglio regionale. Una situazione gravissima come il silenzio della sinistra. Le istituzioni devono prendere atto che quella degli allevatori bufalini non è una protesta senza fondamento, è il grido di dolore di un’intera categoria che avrà ripercussioni in principal modo sull’economica casertana e campana. Da mesi siamo al loro fianco sostenendo in ogni sede le richieste di confronto degli allevatori, il nostro impegno è solenne e politico e non ci tireremo indietro”. Così il capogruppo Lega Salvini Campania e componente commissione Sanità in Consiglio regionale, Gianpiero Zinzi.

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