L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 14 agosto 2022

“Dobbiamo sforzarci per raggiungere un'indipendenza e un potere di alta qualità nella scienza e nella tecnologia”, aveva detto Xi lo scorso anno in un incontro con le maggiori personalità del mondo accademico cinese.

RICERCA
Gli scienziati cinesi i più influenti del mondo: superati americani e tedeschi

Oltre un quarto delle pubblicazioni sulle riviste più citate del mondo arriva dalla Cina. E il sorpasso sui Paesi occidentali avrà conseguenze sulla supremazia tecnologica

Photo By Yakuzakorat -commons.wikimedia.org

Gli scienziati cinesi hanno superato quelli americani e tedeschi in termini di numero e importanza di pubblicazioni e ricerche. A rivelarlo è un’analisi svolta in un Paese ‘terzo’, il Giappone. Un rapporto del ministero della Scienza e della tecnologia di Tokyo ha infatti evidenziato come gli studi di ricerca cinesi abbiano rappresentato più di un quarto (27,2 per cento) di tutte le pubblicazioni tra il 2018 e il 2020 sulle riviste scientifiche più influenti e citate del mondo.

Nello stesso periodo - ha ricordato il Times - la percentuale di articoli scientifici statunitensi nella stessa categoria si è fermata al 24,9 per cento. Per capire che il peso specifico dei centri di ricerca americani è ancora fuori discussione basta ricordare che la popolazione cinese è oltre quattro volte quella degli Usa. Tuttavia, il sorpasso in termini di quantità di pubblicazioni scientifiche di qualità resta uno smacco non da poco per il mondo occidentale, che non può che prendere atto dello spostamento in corso degli equilibri globali, anche sul fronte scientifico.

Il quotidiano finanziario giapponese Nikkei ha inoltre riferito che se si prende in esame il 10 per cento delle riviste scientifiche più citate, il 26,6 per cento degli articoli arriva dalla Cina, mentre dagli Stati Uniti il 21,1 per cento. Tuttavia, gli esperti hanno avvertito che la somma delle citazioni come parametro per valutare il prestigio delle pubblicazioni potrebbe essere inesatto. Fatto sta che la Cina è diventato, di gran lunga, il Paese che produce più pubblicazioni scientifiche: 407mila studi nel 2019 a fronte dei 293mila degli Usa nello stesso anno.

Numeri che rispecchiano l’attenta politica verso lo sviluppo scientifico e tecnologico indicata dal presidente Xi Jinping. “Dobbiamo sforzarci per raggiungere un'indipendenza e un potere di alta qualità nella scienza e nella tecnologia”, aveva detto Xi lo scorso anno in un incontro con le maggiori personalità del mondo accademico cinese. “Bisogna rafforzare l'originalità, guidare la ricerca scientifica e tecnologica e vincere risolutamente la battaglia per le tecnologie essenziali”, era stato l’appello del presidente.

Nessun commento:

Posta un commento