L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 agosto 2022

Molti stanno ricorrendo ai loro conti correnti che l'inflazione sta mangiando, preferiscono spendere piuttosto che vedere i loro risparmi bruciati da un'inflazione alta e da tassi di interessi irrisori, se non negativi.

14 Agosto 2022 13:00
Come si spiegano i 30 milioni di italiani in vacanza?
Pasquale Cicalese


Due settimane fa lessi che 30 milioni di italiani andavano in vacanza, record.

Ieri la notizia che l'export in 6 mesi ha fatto + 56 miliardi, depurato dai prezzi di produzione notevolmente in aumento, è pur sempre un aumento rispetto allo scorso anno, tant'è che i volumi sono cresciuti del 2%, rispetto al record dello scorso anno.

Questa settimana un manager mi ha confidato che molti imprenditori del centro nord si lamentano solo in pubblico, in privato dicono che sta andando bene e i margini li riescono a mantenere, nonostante tutto. Forse per un'intensificazione del ritmo del lavoro e soprattutto grazie a straordinari, il cui dato sto cercando da un pò di giorni, anche se si saprà l'anno prossimo.

Oggi ho sentito un altro amico, questa volta manager in una banca di primaria importanza: oltre ai risparmi dovuti alla pandemia, molti stanno ricorrendo ai loro conti correnti che l'inflazione sta mangiando, preferiscono spendere piuttosto che vedere i loro risparmi bruciati da un'inflazione alta e da tassi di interessi irrisori, se non negativi.

Poi c'è il ricorso ai prestiti, ma questo, mi spiegava il manager è dovuto a circa 2 milioni di italiani nella fascia bassa, che anche loro non hanno voluto rinunciare alla vacanza.

Che dire? Ristoratori, alberghieri, commercianti, industriali, grandi medi e piccoli, tutti stanno facendo soldi a palate.

E i politici cosa propongono? Miliardi regalati alle imprese. Il manager ieri, confermata da una mia cara amica di Bologna che sta facendo la vacanza nella riviera romagnola, mi spiegava che dappertutto manca personale e ora la situazione è drammatica. La domanda è semplice: la deflazione salariale degli ultimi 30 anni perseguita da Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, triplice sindacale e politici, tutti, che ha fatto scappare all'estero 1 milione di giovani, e che ha provocato una crisi demografica, è stata razionale?

Nessun commento:

Posta un commento