L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 5 settembre 2022

e 28 - Afghanistan - Gli Stati Uniti stanno implementando la nuova Strategia nel paese PAURA&TERRORE attraverso i mercenari dell'Isis e le STRAGI DEI CIVILI. L'avevamo detto! Moschee e scuole e non solo

Attentato rivendicato dall'Isis a Kabul: un kamikaze uccide due funzionari dell'ambasciata russa e altre 4 persone
Lunedì 5 Settembre 2022


Un solo attentatore suicida ha causato almeno 6 morti e decine di feriti davanti all'ambasciata russa di Kabul in Afghanistan. Un attacco rivendicato, molte ore dopo, dall'Isis e che arriva a pochi giorni dal primo anniversario della ripresa del potere da parte dei talebani dopo l'abbandono del paese da parte degli eserciti occidentali. L'esplosione è avvenuta nel momento in cui un diplomatico russo è uscito per annunciare i nomi dei richiedenti il visto: centinaia le persone in fila in attesa su una delle strade principali della capitale afghana che porta al palazzo del Parlamento.

L'attentatore suicida si è presentato davanti all'entrata della sezione consolare dove i cittadini afghani erano in attesa per ricevere il visto per la Russia, ma è stato individuato e ucciso dalle guardie prima di arrivare all'obiettivo. Gli spari hanno comunque provocato l'esplosione uccidendo 6 persone: 2 dipendenti della missione diplomatica e 4 cittadini afghani. Diverse altre sono rimaste ferite.

L'esplosione è avvenuta nel momento in cui un diplomatico russo era uscito per annunciare i nomi dei richiedenti il visto. Come per altri recenti attacchi, soprattutto contro le moschee, che hanno scosso il Paese, la sicurezza talebana ha rapidamente isolato l'area e impedito ai media di effettuare riprese nelle vicinanze. «Senza alcun dubbio, stiamo parlando di un atto terroristico, assolutamente inaccettabile», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ai giornalisti a Mosca, mentre il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha detto che «sono state immediatamente adottate misure per rafforzare la protezione del perimetro esterno.

Sono state incaricate forze aggiuntive delle autorità talebane e sono state utilizzate le capacità dell'intelligence e del controspionaggio dell'Afghanistan».

E' il primo attentato contro una missione straniera da quando i talebani hanno preso il potere nell'agosto dello scorso anno. Un fatto questo che mette in forte imbarazzo il nuovo regime che per mesi ha incoraggiato le nazioni straniere a riaprire le loro missioni a Kabul, insistendo sul fatto che la sicurezza era garantita. Durante la caotica presa di potere dei talebani lo scorso anno, l'ambasciata russa è stata una delle poche a rimanere aperta mentre la maggior parte dei Paesi ha chiuso i battenti ed evacuato il personale. Il ministero degli Esteri afghano ha già annunciato un'indagine sostenendo che le autorità «non permetteranno ai nemici di sabotare le relazioni tra i due Paesi con azioni così negative».

Anche la missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan ha condannato l'attentato: «L'Unama sottolinea la necessità che le autorità de facto prendano provvedimenti per garantire la sicurezza della popolazione e delle missioni diplomatiche», ha scritto su Twitter. Venerdì scorso, un attentatore suicida ha colpito una delle più grandi moschee dell'Afghanistan occidentale, a Herat, uccidendo 18 persone, tra cui l'influente imam filo-talebano Mujib ur Rahman Ansari nonostante le autorità gli avessero fornito un'imponente scorta.

Nessun commento:

Posta un commento