L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 settembre 2022

I tempi e i modi per la sopravvivenza della Federazione Russa non è certo la Cina a deciderli

Putin alla Nazione: la posizione cinese
"Coerente nel chiedere cessate il fuoco attraverso dialogo e negoziato"


La Cina non appoggia la mobilitazione parziale dei 300.000 soldati riservisti annunciata ieri mattina dal presidente russo Vladimir Putin. L'annuncio alla Nazione in diretta televisiva ha provocato proteste in tutta la Russia e tentativi di fuga all'estero da parte di molti cittadini. Senza dimenticare le dure repliche da parte dei Paesi occidentali, che hanno respinto al mittente la minaccia di una escalation del conflitto in Ucraina.

"La posizione della Cina è stata sempre coerente e chiara nel chiedere un cessate il fuoco attraverso il dialogo ed il negoziato, il rispetto della sicurezza, sovranità ed integrità territoriale di tutti i Paesi, l’osservanza dei principi contenuti nella carta delle Nazioni Unite". Piuttosto, "servono sforzi internazionali per una risoluzione pacifica delle crisi", ha affermato ieri un portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Wang Yi.

Parole che si inseriscono nel solco di quanto dichiarato la settimana scorsa dal presidente cinese Xi Jinping durante il suo incontro con Putin a Samarcanda, in Uzbekistan: "La Cina vuole apportare "stabilità ed energia positiva in un mondo caotico". Che si tratti di tensioni tra Pechino e Mosca lo ha capito bene il capo del Cremlino, che ha affermato chiaramente: "La Cina è preoccupata e ha delle domande sulla questione ucraina".

Nessun commento:

Posta un commento