L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 settembre 2022

Il NUOVO NAZISMO consuma a ritmo sostenuto armamenti e gli stati Nato investono tanti soldi per aumentare la produzione di armi e munizioni

16 Settembre 2022 16:16
A corto di armi? "Bisogna produrne di più": la NATO riconosce che le sue scorte di armi si stanno "esaurendo" per invio a Kiev
La Redazione de l'AntiDiplomatico


Sin dall’inizio dell’operazione militare speciale lanciata dalla Russia in Ucraina - ma probabilmente già da anni prima - i paesi della NATO hanno realizzato un massiccio trasferimento di armamenti al regime di Kiev.

Adesso però sembra che inizino a sorgere dei problemi. Il massiccio invio di armi all’Ucraina significa che le riserve militari della NATO si stanno "esaurendo", ha ammesso il segretario generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg, in un'intervista alla CNN.

Di fronte a questa situazione, Stoltenberg ha dichiarato che il compito prioritario è ora quello di ricostituire queste riserve. A tal fine, il blocco militare lavorerà con l'industria della difesa "per aumentare la produzione, per produrre più munizioni e armi", ha aggiunto.

In riferimento ai "progressi" dell'esercito ucraino nell'est del Paese, il capo dell'Alleanza Atlantica ha dichiarato: "Non possiamo essere compiacenti, non possiamo pensare di aver visto la fine” del conflitto, dato che "le guerre sono imprevedibili".

Insomma, la NATO punta a un lungo conflitto con l’obiettivo di impantanare Mosca. Intanto i produttori di armi occidentali si fregano le mani in vista dei lauti profitti che realizzeranno. Mentre a fronte degli ingenti investimenti che i paesi NATO realizzano nel settore degli armamenti, i popoli europei sono chiamati a fare sacrifici sempre più gravosi perché le loro classi dirigenti hanno deciso di immolarli per tenere a galla il regime di Kiev che combatte la Russia su mandato occidentale, precisamente statunitense.

Sul campo di battaglia l'Ucraina ha affermato di aver riconquistato diversi punti nella parte orientale del Paese, mentre il Presidente Vladimir Zelensky ha dichiarato che le forze ucraine hanno riconquistato circa 2.000 chilometri quadrati. La Russia, da parte sua, ha annunciato di aver ritirato le sue truppe schierate vicino alle città di Balakleya e Izium nella regione di Kharkov per raggrupparsi e rafforzare le posizioni russe in direzione di Donetsk.

Allo stesso tempo, Stoltenberg ha sostenuto che la NATO dovrebbe "mobilitare un maggiore sostegno per mantenere le sanzioni" e prepararsi a un inverno che sarà "molto duro e difficile" sia per l'Ucraina che per il resto dell'Europa. In questo contesto, ha osservato che dovranno fornire alle truppe ucraine "equipaggiamento invernale, uniformi invernali, tende, generatori in modo che possano essere in grado di operare" durante la stagione fredda.

Parlando delle relazioni russo-cinesi, Stoltenberg ha osservato che negli ultimi anni si è assistito a "un crescente avvicinamento" tra Mosca e Pechino, "sia dal punto di vista economico che politico e militare". "Si esercitano di più insieme, operano di più insieme, pattugliano di più insieme in aria e in mare", ha detto, sottolineando che l'Alleanza Atlantica "sta seguendo molto da vicino".

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