L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 20 settembre 2022

Il NUOVO NAZISMO ucraino continua la strage dei civili, dal 2014 bombarda umanamente il Donetsk

Le bombe NATO fanno strage di civili a Donetsk

Da giorni la controffensiva ucraina sta mietendo vittime civili nei territori contesi. Le uniche notizie dirette e controcorrente rispetto al silenzio dei media italiani e occidentali sul tema dei cosiddetti “danni collaterali”, ci viene dal coraggioso reporter di guerra italiano Vittorio Nicola Rangeloni che, dal Donbass, racconta i fatti da testimone diretto.

Questo il post che, dal suo profilo facebook, ha descritto l’ultimo bombardamento ucraino sulla capitale di una delle due repubbliche separatiste filo-russe:


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