L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 settembre 2022

Il Pd è un coacervo di mafiosi, massoni, cordate, famigli, clientele, consorterie, clan impediranno sempre che gli italiani possano emanciparsi

IL PARTITO DEMOCRATICO O DELLA MEDIOCRITA’ DEL MALE.

Maurizio Blondet 24 Settembre 2022

di Gianluca Marletta

Le elezioni si avvicinano (per quel che valgono) e lo scenario generale dei partiti è decisamente sconfortante, eppure è fuori di dubbio che se si volesse indicare qualcosa che si avvicina con buona approssimazione al male assoluto la scelta cadrebbe sicuramente sul PD.
Sia chiaro, non sto dicendo che le altre aggregazioni siano molto migliori, ma il PD, nello scenario italiano, rappresenta un vero e proprio mistero (dell’iniquità) che merita di essere spiegato.
Quasi sempre al potere negli ultimi 30 anni senza aver quasi mai vinto le elezioni, piovra mafiosa che ingloba e controlla l’informazione, i media, lo spettacolo, fin giù ai più demenziali influencer, il PD compendia in maniera sconcertante e quasi prodigiosa tutti i mali e le miserie abiette espresse dalla politica italiana. E la ragione non è solo che tale aggregazione (in tutte le sue varianti e sigle, PDS, DS, PD) sia stata scelta dai Poteri Forti d’oltreoceano per controllare la colonia italica dopo la catastrofe dei vecchi partiti: la ragione profonda è che il PD porta al governo e dà voce politicamente a tutti i mali nuovi o atavici del popolo italiano.
Del vecchio PCI ha ripreso l’apparato e la nomenklatura ossequiente e ottusa, sempre pronta a servire un potere più grande (che all’epoca e fino agli anni 70 era il Comunismo internazionale e che, via via, è stato sostituito dall’ideologia liberal americana delle bandierine arcobaleno trapiantate nel retto quali “diritti inalienabili” dell’uomo). Della DC riprende il rapporto mafioso e clientelare con le realtà locali oltre che il “perbenismo” (un gradino sotto al già bieco moralismo) tipico di gran parte del mondo cattolico italiano, quello che percepisce come “peccato” ogni presa di posizione che si discosti dalla banalità della mentalità comune o di quello che “dice la televisione”.
Al tempo stesso, il PD fa sua l’eredità “spirituale” del più iniquo fra tutti i partiti del passato italiano: il Partito Radicale, vecchia costola della CIA e dell’MI5 britannico in Italia, il partito dei diritti più bislacchi e dell’individualismo più bieco e animalesco. Il PD è anzi il partito radicale di massa ma con la benedizione della CEI e i sorrisi ossequienti dei boy scout della parrocchia. La ragione del suo successo – che non è elettorale, visto che difficilmente riesce a smuoversi dal suo risicato 23%, ma esistenziale – è nel saper incarnare le miserie di un popolo in maniera pressocché perfetta.
Diceva giustamente un mio amico qualche giorno fa: oggi l’Italia è tutta PD, anche chi non lo vota! “nostri valori” sono i valori del PD, i bagnanti ipocondriaci con la mascherina a mollo sono PD, gli influencer sono PD, Vasco Rossi e la sua vita spericolata con tre FFP2 in bocca è PD, i ragazzini ubriachi che vogliono fare i “gangsta” al concerto trap ma che non sanno allacciarsi neanche le scarpe sono PD: il PD è una categoria esistenziale, un “male ontologico”.

Il PD è ovunque e soprattutto nelle nostre menti ed è questo, soprattutto questo, che gli permette di governare, senza il voto ma nell’acquiescenza generale del popolo italiano.

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